Carolina, nuova promessa del pattinaggio

Carolina, nuova promessa del pattinaggio
09 Agosto 2016 ore 00:00

Quanti di noi sono rimasti incantati dalle evoluzioni sull’insidioso ghiaccio che sembra essere accarezzato leggiadramente e con eleganza dagli atleti, quante volte abbiamo trepidato per Carolina Kostner ed esultato per le sue vittorie. Oggi parliamo della bedizzolese Carolina Portesi Personi che con la Kostner condivide il nome «Carolina» e la passione per la stessa disciplina. Nata a Brescia nel 2001, attualmente a soli sedici anni è una promessa mondiale del pattinaggio a coppie su ghiaccio. Fin da piccola ha mostrato una forte predisposizione per le attività sportive e nel 2008 è approdata al pattinaggio su ghiaccio, iniziando i corsi al secondo livello e dimostrando una capacità immensa nonostante non avesse mai praticato la disciplina sportiva. «Dopo una sola stagione – si racconta Carolina l’allenatrice Gloria Agogliati mi propone di entrare nella squadra di danza su ghiaccio a coppie, ed è stato subito amore». Determinazione e passione la portano subito a vincere il primo Campionato Italiano. L’anno successivo viene notata da Barbara Fusar Poli, campionessa mondiale e bronzo olimpico ora allenatrice, che le chiede di trasferirsi nella Società Agorà, a Milano. Per due stagioni pattina in coppia con i suoi coetanei, poi nel 2011 la svolta. Barbara è alla ricerca di una partner per Alessio Galli e di comune accordo con Gloria Agogliati decide di mettere alla prova Carolina per verificare i suoi miglioramenti e le sue capacità.

Sono bastati pochi minuti alle allenatrici per capire che la nuova coppia era fatta, nonostante la giovanissima età della Peroni ed il fatto che Alessio Galli fosse già nella categoria superiore. Questo porta Carolina a saltare ben due categorie approdando, a soli tredici anni, negli Juniores. I risultati arrivano presto e copiosi anche nelle gare internazionali. Quello sicuramente più importante è il terzo posto ai Campionati Italiani dove, superando il tetto dei 100 punti, ottiene l’accesso in Nazionale. Ora il suo partner è Michael Khràstecky, sloveno di diciassette anni che la famiglia Portesi Peroni ha in affido in modo da poter gareggiare con l’ Italia. Carolina, la sua giornata tipo? «Ci alleniamo a Milano tutti i giorni tranne il sabato. La sveglia è alle 5.30, di corsa a prendere il treno e alle 9 siamo già in pista, una pausa di circa mezz’ora e finiamo alle 16. Rientriamo a Brescia verso le 18 ed io inizio a studiare e alle 22 a letto». Iscritta al liceo di scienze umane e socio economiche, approfitta degli spostamenti in treno per continuare a studiare. Quando le si chiede come possa fare questi sacrifici, il suo viso si illumina e ripete la stessa frase tutte le volte. «Amo quello che faccio». Sulla parete del suo tetto c’è una frase di Nelson Mandela che le ricorda tutti i giorni il motivo dei suoi impegni: «Un vincitore è solo un sognatore che non si è mai arreso». La sua allenatrice Barbara Fusar Poli commenta: «Carolina ha un temperamento determinato, esigente, egocentrico, tutte caratteristiche fondamentali in questa disciplina. E’ una dura!». Il lavoro con la pattinatrice è svolto in collaborazione tra Barbara, Gloria Agogliati, Stefano Caruso e il coreografo Corrado Giordani.

«Io e Michael vogliamo diventare la coppia di punta nella categoria Juniores – confessa Carolina – soprattutto vogliamo vincere una medaglia alle Olimpiadi Invernali del 2022. Quando gareggio sono un po tesa, ma quando entro in pista e parte la prima nota, tutto svanisce, mi sento a casa e l’unica cosa da fare è danzare scivolando sul ghiaccio in modo perfetto, questo mi procura un immenso piacere». Carolina ha una sorella maggiore, Camilla, diciassette anni, che ama l’equitazione «con la quale – precisa – ho un ottimo rapporto, ci sentiamo spesso e lei è anche il mio collegamento con il mondo al di fuori della pista. Mi supporta nelle gare e mi è sempre vicina facendomi percepire tutto il suo affetto soprattutto quanto sono lontana da casa per mesi durante gli stage intensivi. La lontananza è dura ma mi basta chiamare casa e sapere che la mia famiglia è li, che mi conforta se un allenamento o una gara non sono andati come volevo». A tal proposito incontriamo Michela, la mamma. Signora, come si vive con una campionessa in casa. «Noi genitori abbiamo capito da subito che sarebbe “scivolata” via, che questa è la sua vita, il suo sogno e con immenso piacere ed un po’ di dolore per la lontananza, l’abbiamo lasciata seguire la sua strada. E’ uno sport di enormi sacrifici sia economici che di tempo, fino all’anno scorso ci siamo alternati con mio marito ad accompagnarla a Milano e ci stiamo preparando all’idea che tra poco tempo dovrà trasferirsi definitivamente. Non puoi tarpare le ali ad una figlia per egoismo, io da mamma sento profondamente la lontananza, ma è altrettanto forte l’orgoglio per tutti i sacrifici e le fatiche che fa». Fra Carolina e la mamma c’è una perfetta sintonia. «Abbiamo un rapporto profondo, “Carol” mi interpella, si sfoga, cerca consiglio, accetta le critiche». «Critiche – ci spiega la giovane – che sono per me di grande aiuto e di stimolo per andare sempre avanti». A papà Nicola, di professione farmacista, il compito di seguire la figlia per quanto riguarda l’alimentazione, fondamentale per l’attività agonistica e per ottenere risultati sempre più importanti e puliti. Ci sarebbero davvero molte cose da dire su Carolina ma ci fermiamo col suo motto «Mandeliano». «Un vincitore è solo un sognatore che non si è mai arreso».


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