Emergenza Coronavirus

Parziale riapertura delle scuole? Bene, ma per l'Age non basta

«Chiediamo con determinazione, che si operi perché anche gli studenti dalla seconda media alla quinta superiore rientrino al più presto nelle aule scolastiche». E’ questa la principale richiesta dopo aver ascoltato le istanze di numerose famiglie italiane

Parziale riapertura delle scuole? Bene, ma per l'Age non basta
Scuola Brescia, 04 Aprile 2021 ore 15:11

Un passo è stato fatto, ma ci sono ancora molti nodi da sciogliere. A farsi sentire dal Governo, nuovamente, è l’A.Ge. Secondo l’Associazione Italiana Genitori, infatti, è un bene la parziale apertura delle scuole, ma per adolescenti e giovani è necessario fare di più.

Parziale riapertura delle scuole? Bene, ma per l'Age non basta

Le istanze delle famiglie sono state raccolte dal sodalizio che vede come vicepresidente la pontogliese Annamaria Bertoli che ha condiviso con noi le richieste.
In questa occasione, l’A.Ge, pronta ad incontrare le istituzioni, chiede interventi di sistema contro la «catastrofe educativa», vaccini, piano trasporti, orari differenziati nelle scuole, utilizzo di spazi aperti, veri patti territoriali. E soprattutto «ristori educativi».

«L'Associazione Italiana Genitori, espressione di oltre 200 associazioni locali diffuse nel Paese e impegnate nell’educazione, nella scuola, in progetti territoriali, considera un primo passo importante del Governo la parziale riapertura delle scuole dopo Pasqua, e chiede che le Regioni seguano tale scelta, non contrastandola con ulteriori provvedimenti restrittivi - ha spiegato la presidente Rosaria D’Anna - Più ricerche hanno mostrato il rischio contenuto di contagi nelle scuole. Le scuole non sono certo a “contagio zero”, è ovvio, e le misure di prevenzione non devono essere minimamente allentate; d’altra parte tale rischio è da raffrontare con le conseguenze dell’isolamento sociale di bambini, ragazzi e adolescenti, ormai da un anno, quasi continuativamente, privati di scuola, di sport, di accesso a biblioteche, di luoghi ricreativi .Gli appelli alla ripresa di attività educative e formative in presenza si susseguono: il più autorevole è quello di papa Francesco, che ha parlato esplicitamente di “catastrofe educativa”. Numerose indagini descrivono i contorni di questa catastrofe, descrivendoci ragazzi sempre più rassegnati e depressi».

Immancabile il riferimento alle problematiche causate dalla Didattica a distanza.

«La Dad è, per i più fragili, anticamera di abbandono e dispersione scolastica (a rischio 34.000 studenti in Italia, secondo Ipsos-Save the Children) - ha aggiunto - D’altra parte, l’8% dei bambini e ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado è rimasto escluso e non ha preso parte alle video-lezioni con il gruppo classe».
Tale quota sale al 23% tra gli alunni con disabilità (Istat, Rapporto sul benessere equo e sostenibile, 10 marzo 2021).
«Preoccupa che i ragazzi, spesso inevitabilmente a casa soli in zone rosse o arancioni rinforzate che lasciano i genitori al lavoro chiudendo però le scuole, abbiano incrementato a dismisura l’utilizzo di social: il tempo dedicato all’online, oltre alla Dad , è aumentato del 73%, secondo la recente ricerca dell’Istituto Toniolo con Parole O_Stili - ha proseguito - E la stessa ricerca conferma che, nonostante l’impegno di molti docenti ed anche quello di molti studenti, durante la Dad qualcuno ha cucinato, altri hanno guardato film o giocato online, altri ancora hanno chattato con amici. Infine, mentre la quota di abbandoni scolastici è ancora un prezzo troppo elevato per l’Italia, manteniamo il primato europeo poco lusinghiero di Neet, con il 20,7% sulla popolazione 15/24 anni raggiunto nel secondo semestre 2020».

La richiesta

«Tutti questi argomenti ci spingono a chiedere, con determinazione, che si operi perché anche gli studenti dalla seconda media alla quinta superiore rientrino al più presto nelle aule scolastiche - ha evidenziato la presidente D’Anna - La richiesta è ragionevole se degli interventi sistemici saranno attuati: accelerazione dei vaccini (docenti; soggetti fragili e disabili; anziani...), coordinamento per differenziare gli orari delle grandi scuole nelle città, aule all’aperto nei mesi di aprile/giugno, didattica nei musei e centri sportivi, incremento del trasporto pubblico, campagne di screening nelle scuole con tamponi rapidi, controlli per assicurare il distanziamento nei principali luoghi di traffico e aggregazione».

Ma non mancherà la collaborazione. La disponibilità è massima.

«Come Associazione Italiana Genitori, ribadiamo la piena disponibilità all'incontro e alla partecipazione a gruppi di lavoro nei quali, fino ad oggi, genitori e famiglie sono stati poco coinvolti - ha concluso - E’ necessario pensare a politiche familiari e ad una spesa per l’istruzione significativamente più consistente, ma nel contempo distribuita sul sistema pubblico dell’istruzione (scuole statali e paritarie) con attenzione alla qualità della spesa stessa, al superamento delle enormi differenze non solo geografiche nel nostro Paese. È necessario, infine, pensare a “ristori educativi”, ad un’estate che riprenda ad offrire ai nostri figli le mille occasioni educative che nascono dal territorio, dal patto fra Stato, amministrazioni locali, privato sociale, associazionismo giovanile, cultura e sport, famiglie».

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