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Montagna

Con una guida alla scoperta della Dorsale Orobica Lecchese

Si tratta di “DOL dei Tre Signori”: dalla stazione ferroviaria di Bergamo fino a Colico (LC) o Morbegno (SO).

Con una guida alla scoperta della Dorsale Orobica Lecchese
Turismo 26 Luglio 2021 ore 14:38

Alla scoperta della Dorsale Orobica Lecchese con una guida d’eccezione. Si tratta di “DOL dei Tre Signori”, un volume che ha inaugurato la nuova collana di guide escursionistiche “I cammini di Orobie”, un progetto per far conoscere la bellezza e la storia dei territori di tutta la Lombardia realizzato dalla rivista Orobie con l’importante sostegno di Italcementi.

«Un fiume di pietra, boschi e prati che scorre alto sopra le nostre teste, raggiunto da sentieri come affluenti che scorrono verso l’alto salendo da vallate ricche di storia e tradizioni: valle San Martino, valle Imagna, Valsassina, valle Taleggio, valle Brembana, val Varrone, valle Gerola e Valtellina». Così gli autori della guida “DOL dei Tre Signori” descrivono la Dorsale Orobica Lecchese, un itinerario escursionistico che unisce le province di Bergamo, Sondrio e Lecco ispirandosi a un tracciato millenario, dimenticato per molto tempo fino alla sua riscoperta a metà degli anni Novanta. Il cammino e i paesaggi della Dorsale Orobica Lecchese costituiscono un patrimonio di grande rilevanza culturale e l’idea è stata quella di creare un vero e proprio brand territoriale, “DOL dei Tre Signori”, per le province di Bergamo, Lecco e Sondrio, unite appunto dal Pizzo dei Tre Signori, che per secoli ha collegato la Repubblica di Venezia, il Ducato di Milano e il Cantone dei Grigioni.

L’itinerario è raccontato attraverso gli occhi e le parole di Sara Invernizzi, Ruggero Meles e Luca Rota, esperti conoscitori e, soprattutto, amanti della montagna.
Sette tappe, dalla stazione ferroviaria di Bergamo a Colico (Lecco) o Morbegno (Sondrio), di un trekking che non si esaurisce nelle mappe, ma le anima con descrizioni e racconti sulle bellezze naturali, storiche ed etnografiche della DOL. Rispetto al cammino degli anni Novanta, è stata inserita una variante di accesso da Lecco, che porta dalla città manzoniana al valico della Passata. La partenza dalla stazione ferroviaria di Bergamo è stata fatta per favorire una mobilità sostenibile.
Il cammino, superata la Città Bassa di Bergamo, sale in Città Alta all’altura di San Vigilio, grazie a due storiche funicolari, attraversa poi il Parco dei Colli, l’Agro di Almenno e le preziose basiliche romaniche per raggiungere il comune di Roncola e innalzarsi lungo la Dorsale dell’Albenza.

La dorsale per millenni non ha separato, ma al contrario ha messo in contatto la Val San Martino e la Valle Imagna.
Toponimi come il valico del “Pertüs” o la “Passata” rivelano l’importanza dei collegamenti tra il territorio lecchese, un tempo appartenente al Ducato di Milano, e le valli bergamasche sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia. La Forcella di Olino, la Culmine di San Pietro, le piane di Artavaggio e Bobbio collegavano invece la Val Taleggio e la Val Brembana alla Valsassina permettendo

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