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Vaccinazione anti Covid, chi potrà farla prima: LA CLASSIFICAZIONE

Priorità a over 80 e persone fragili; a cascata tutti gli altri. Ecco le sei categorie individuate.

Vaccinazione anti Covid, chi potrà farla prima: LA CLASSIFICAZIONE
11 Febbraio 2021 ore 19:02

Il piano vaccinale anti-Covid inizia ad interessare i cittadini più fragili, dopo che la messa in sicurezza degli operatori sanitari sta terminando in tutte le regioni.

Il Ministero della Salute in collaborazione con la struttura del Commissario Straordinario per l’emergenza COVID, AIFA, ISS e AGENAS ha elaborato un documento di aggiornamento delle categorie e dell’ordine di priorità, che ha ricevuto parere positivo da parte del Consiglio Superiore di Sanità.

Piano vaccinale: over 80

Come precisa il documento del ministero della Salute le vaccinazioni per gli over 80 (ai blocchi di partenza) sono considerate ancora parte integrante della fase uno.

L’obiettivo del documento è quello di individuare, l’ordine di priorità delle categorie di cittadini da vaccinare dopo quelle della fase 1 (operatori sanitari e sociosanitari, personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani, anziani over 80 anni).

Come funzionerà quindi per gli anziani ultraottantenni? Tutti coloro che intendono sottoporsi alla vaccinazione anti- Covid dovranno segnalare la propria intenzione in diverse modalità: dalla comunicazione al medico di base alle farmacie. In tal senso l’organizzazione delle propria Regione d’appartenenza detta le regole, considerando infatti che anche le date di partenza per la somministrazione del siero variano da territorio a territorio.

In Liguria domani, 12 febbraio, avremo il silver vaccine day, rivolto ad un campione simbolico di soggetti (estratti casualmente dall’Anagrafe sanitaria con chiamata attiva) e proseguirà dal 16 febbraio con la possibilità di prenotazione attraverso un numero verde dedicato, gli sportelli Cup, una piattaforma informatica accessibile direttamente dal sito di Regione Liguria, le farmacie e i medici di medicina generale.

In Veneto, a partire dal 15 febbraio, si procederà progressivamente con la chiamata della popolazione anziana iniziando dai soggetti ultra 80enni, e successivamente – a partire dal 22 febbraio 2021 – con quella dei nati nel 1940. Sì proseguirà con la chiamata degli 82enni (nati nel 1939) a partire dal 8 marzo 2021, e con gli 83enni (nati nel 1938) a partire dal 15 marzo 2021. La vaccinazione di tale popolazione target, sarà condotta presso i Centri di Vaccinazione di Popolazione (CVP). Al momento della somministrazione della prima dose sarà garantito l’appuntamento per la seconda dose.

Al via giovedì 18 febbraio in Lombardia la vaccinazione anti Covid per le persone over 80. A partire da lunedì 15 febbraio, le cittadine e i cittadini che appartengono a questa categoria potranno comunicare al proprio medico o in farmacia la volontà a  essere vaccinate. Sarà sufficiente avere con sé la tessera sanitaria, un numero di cellulare o telefono fisso. In alternativa, sarà possibile manifestare la propria adesione attraverso la piattaforma online dedicata alla campagna vaccinazionicovid.servizirl.it anche attraverso il supporto di un familiare. In seguito all’adesione il cittadino riceverà, telefonicamente o tramite sms, l’appuntamento per la somministrazione.

In Piemonte si partirà dal 21 febbraio: dal 21 febbraio 2021, si darà avvio anche alla campagna di vaccinazione della popolazione over 80. Ogni medico di medicina generale determinerà le priorità di vaccinazione degli ultra80enni che ha in carico sulla base delle patologie di ognuno e le caricherà su un’apposita piattaforma. L’Asl di appartenenza invierà ad ogni anziano una lettera e un sms per indicare luogo della vaccinazione, che non sarà lo studio del medico, che non può conservare i vaccini Pzifer e Moderna che saranno utilizzati, ma 60 tra poliambulatori distrettuali, case della salute e altre sedi. Qui saranno presenti i medici di medicina generale per la somministrazione del vaccino.

Chi avrà la priorità nella seconda fase vaccinale?

L’obiettivo specifico è quello di stabilire l’ordine di priorità con particolare rilievo a considerazioni di carattere sanitario, definito sulla base del criterio del maggior rischio di letalità correlato al Covid-19. Pertanto, i parametri presi in considerazione a tal fine, sulla base delle analisi condotte dagli studi scientifici a disposizione, sono l’età e la presenza di condizioni patologiche che rappresentano le variabili principali di correlazione con la mortalità per Covid-19.

Ha spiegato il ministero della Salute.

Sulla base di questi criteri, è stato pertanto definito il seguente ordine di priorità:

  • Categoria 1. Le persone estremamente vulnerabili, intese come affette da condizioni che per danno d’organo pre-esistente, o che in ragione di una compromissione della risposta immunitaria a SARS-CoV-2 hanno un rischio particolarmente elevate di sviluppare forme gravi o letali di COVID-19, a partire dai 16 anni di età;
  • Categoria 2: Le persone di età compresa tra 75 e 79 anni;
  • Categoria 3: Le persone di età compresa tra i 70 e i 74 anni;
  • Categoria 4: Le persone con aumentato rischio clinico se infettate da SARS-CoV-2 a partire dai 16 anni di età fino ai 69 anni di età;
  • Categoria 5: Le persone di età compresa tra i 55 e i 69 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico;
  • Categoria 6: Le persone di età compresa tra i 18 e 54 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico.

Quali patologie?

Per ciò che concerne la prima categoria, ovvero degli estremamente fragili, il ministero ha individuato nel dettaglio quali patologie concorrono all’identificazione degli aventi diritto. Costoro avranno priorità assoluta, durante la fase 2, a prescindere dall’età. 

Aree di patologia Definizione
malattie respiratorie
Fibrosi polmonare idiopatica; altre patologie che necessitino di ossigenoterapia
Malattie cardiocircolatorie
Scompenso cardiaco in classe avanzata (IV NYHA): pazienti post shock cardiogeno.
Condizioni neurologiche e disabilità cerebrali Infantili pazienti in trattamento con farmaci (fisica, sensoriale, intellettiva, psichica)
Sclerosi laterale amiotrofica; sclerosi multipla; paralisi biologici o terapie immunodepressive e conviventi; miastenia gravis, patologie neurologiche disimmuni.
Diabete/altre endocrinopatie severe quali 2 e necessitano di almeno 2 farmaci ipoglicemizzanti morbo di Addison)
Soggetti over 18 con diabete giovanile, diabete di tipo orali o che hanno sviluppato una vasculopatia periferica con indice di Fontaine maggiore o uguale a 3
Fibrosi cistica
Pazienti da considerare per definizione ad alta fragilità per le implicazioni respiratorie tipiche della patologia di base.
Insufficienza renale/patologia renale Pazienti sottoposti a dialisi.
Malattie autoimmuni – Immunodeficienze primitive
Grave compromissione polmonare o marcata immunodeficienza e conviventi; immunodepressione secondaria a trattamento terapeutica e conviventi.
Malattia epatica Pazienti con diagnosi di cirrosi epatica.
Malattie cerebrovascolari
Evento ischemico-emorragico cerebrale che abbia compromesso l’autonomia neurologica e cognitiva del paziente affetto. Persone che hanno subito uno “stroke” nel 2020 e per gi anni precedenti con rankin maggiore o uguale a 3.
Patologia oncologica e emoglobinopatie
Pazienti anco-ematologici in trattamento con farmaci immunosoppressivt, mielosoppressivi o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure e conviventi. Genitori di pazienti sotto 1 16 anni di età. Pazienti affetti da talassemia.
Sindrome di Down
Tutti i pazienti con sindrome di Down in ragione della loro parziale competenza immunologica e della assai frequente presenza di cardiopatie congenite sono da ritenersi fragili.
Trapianto di organo solido: in lista di attesa e sottoposti a trapianto emopoietico dopo 3 mesi dal trapianto ed entro 1 anno dalla procedura
Trapianto di organo solido o emopoietico al di fuori delle tempistiche specificate, che abbiano sviluppato una malattia del trapianto contro l’ospite cronica in
terapia immunosoppressiva e conviventi.
Grave obesità Pazienti con BMI maggiore di 35

Per la categoria 4, invece, ovvero quella che interessa le persone con aumentato rischio clinico se infettate da SARS-CoV-2 a partire dai 16 anni di età fino ai 69 anni di età, ecco le patologie considerate rilevanti.

Quali vaccini

Il gruppo di lavoro permanente su SARS-CoV-2 del Consiglio Superiore di Sanità concorda che i vaccini a cui, sulla scorta delle informazioni attualmente disponibili, si attribuiscono maggiori capacità protettive da malattia (vaccini che impiegano la tipologia dell’RNA messaggero, quindi Pfizer e Moderna N.d.r.) vengano riservati alle categorie di soggetti connotate da maggior rischio di letalità correlata al COVID-19; ha considerato inoltre altrettanto ragionevole che il vaccino di AstraZeneca sia offerto preferenzialmente a soggetti di età compresa tra i 18 e i 55 anni per i quali sono disponibili evidenze maggiormente solide.

In parallelo

Potrà essere avviata, in parallelo a quella dei soggetti prioritari della prima fase (con i vaccini a mRNA), la vaccinazione dei soggetti di età tra i 18 e 55 anni con il vaccino AstraZeneca, a partire dal personale scolastico e universitario docente e non docente, le Forze armate e di Polizia, i setting a rischio quali penitenziari e luoghi di comunità e il personale di altri servizi essenziali.

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