Con le mattine di nebbia in pianura e le prime gelate nelle valli, molti automobilisti bresciani se ne accorgono all’inizio del viaggio verso il lavoro: si preme l’acceleratore per immettersi in tangenziale o sull’A4 verso Milano e l’auto risponde in ritardo o sale di giri a fatica. È un segnale da non ignorare, soprattutto ora che dal 15 novembre scattano gli obblighi invernali su molte strade della provincia e tanti preparano la macchina alla stagione fredda.
Perché il motore risponde in ritardo
Un motore a benzina ha bisogno di aria, carburante e di una scintilla al momento giusto, dosati dalla centralina. Quando l’auto fatica ad accelerare, il problema di solito nasce in una di queste aree:
- alimentazione, se al motore arriva meno carburante del necessario;
- aspirazione, se l’aria è insufficiente o non viene misurata correttamente;
- elettronica, se i sensori forniscono dati sbagliati alla centralina;
- accensione, se la scintilla è debole o irregolare.
Il risultato è spesso simile: accelerazione pigra, buchi di potenza, consumi più alti. Un singolo sintomo quindi non basta a individuare il colpevole, e la lettura dei codici di errore resta il punto di partenza più affidabile.
Quando manca benzina o entra aria di troppo
Un filtro del carburante intasato o una pompa che perde pressione fanno arrivare al motore meno benzina del necessario, e il difetto emerge sotto carico, in salita verso le valli o in sorpasso. Anche iniettori sporchi possono causare esitazioni. Sul lato aria, un filtro molto sporco “strozza” il motore, mentre un’infiltrazione a valle del debimetro, per esempio da un manicotto crepato, fa entrare aria non misurata: la miscela si impoverisce e il motore esita.
Se a sbagliare è l’elettronica
Se il debimetro è sporco, la centralina sbaglia il calcolo del carburante. Sulle auto moderne il pedale non è collegato meccanicamente alla farfalla, quindi un guasto al sensore del pedale o al corpo farfallato può tradursi in risposte lente. Anche una sonda lambda con valori errati altera la miscela. Con un guasto serio la centralina può attivare la modalità di emergenza: la potenza viene limitata, spesso con la spia motore accesa.
Una scintilla da 30 kV che non deve mancare
Le candele lavorano in condizioni estreme: ricevono dalla bobina una tensione che può arrivare a 30 kV, con temperature vicine ai 1000 °C, e producono centinaia, se non migliaia, di scintille al minuto. Con il tempo gli elettrodi si consumano, la distanza tra loro aumenta e serve una tensione maggiore per produrre la scintilla. Possono così verificarsi mancate accensioni, perdita di potenza e aumento dei consumi. Il carburante incombusto raggiunge lo scarico e, alla lunga, può danneggiare il catalizzatore. Per capire quando è il momento di cambiare le candele, bisogna considerare il tipo di candela e le indicazioni del costruttore. Gli intervalli sono in genere di 30.000-60.000 km sui veicoli più recenti, mentre sui modelli più datati si scende a 15.000-30.000 km. Un controllo almeno ogni 10.000 km permette di individuare eventuali segni di usura prima che una candela smetta di funzionare.
Il freddo e l’umidità non consumano direttamente le candele, ma possono mettere in evidenza problemi già presenti nell’impianto di accensione.
I segnali che chiedono un controllo alle candele
Alcuni sintomi meritano particolare attenzione:
- avviamenti faticosi, soprattutto a motore freddo;
- minimo irregolare e vibrazioni anche da fermi;
- strattoni in marcia, il classico motore che “va a tre”;
- ritardo nella risposta al pedale del gas;
- consumi in aumento senza un motivo evidente;
- spia motore accesa sul cruscotto.
Nessuno di questi sintomi accusa da solo le candele, ma se compaiono insieme il controllo è d’obbligo. In officina la sostituzione può costare 100-120 euro, e anche di più sui motori meno accessibili. Chi ha un minimo di pratica può limitare la spesa al ricambio, poche decine di euro per un set, ma deve prestare attenzione ad alcuni aspetti pratici. Tra i principali errori da evitare nella sostituzione delle candele ci sono lo smontaggio a motore caldo e l’applicazione di una coppia di serraggio errata.
In vista dell’inverno conviene inserire questo controllo nel tagliando stagionale: in un sorpasso sulla statale, un secondo di ritardo può fare la differenza.