La città di Firenze, insieme a Torino e Brescia, ha mostrato come il carpooling possa diventare una politica territoriale misurabile al pari del trasporto pubblico locale. Nei tre progetti, Jojob – operatore nazionale di carpooling – ha certificato complessivamente 94.852 tragitti condivisi permettendo così di evitare l’emissione di 153.404 kg di emissioni dirette di CO₂ stimate, distribuendo quasi 42 mila euro di incentivi alle persone che hanno scelto di viaggiare insieme.
Sono i primi risultati dell’Osservatorio Aziende in Movimento 2026 che testimonia il passaggio che Jojob sta compiendo dalle community aziendali ai territori. Dopo aver costruito una rete di carpooling diffusa in tutta Italia insieme a imprese e Mobility Manager, la società mette oggi tecnologia, metodo e capacità di rendicontazione al servizio di Comuni e Città metropolitane. Alle iniziative già attive a Torino, Brescia e Firenze si aggiungeranno presto nuovi territori, tra cui Sassari.
Una trasformazione che risponde a un problema quotidiano: secondo l’INRIX Global Traffic Scorecard 2025, il tempo perso dagli automobilisti in coda ogni anno equivale a 76 ore a Roma e 67 a Milano, mentre Brescia ha raggiunto 57 ore, Firenze 51 (è quarta in Italia e registra un aumento del 19% rispetto al 2024) e Torino 44. Alla congestione si aggiunge il tema della qualità dell’aria: secondo il rapporto Mal’Aria di città 2026 di Legambiente, Firenze registra una concentrazione media annua di PM10 pari a 22 µg/m³, rispetto al limite europeo previsto al 2030 di 20, e di PM2.5 pari a 14 µg/m³, rispetto al limite di 10. Per allinearsi alle nuove soglie sarebbe necessaria una riduzione rispettivamente dell’8% e del 26%. In questo scenario il carpooling permette di intervenire su un dato spesso trascurato: i posti che restano vuoti nelle auto già in movimento.
Il carpooling certificato mette invece a sistema community territoriali, aziende, Mobility Manager, incentivi, certificazione dei viaggi e rendicontazione. Anche il vantaggio economico cresce con il numero di occupanti: con un passeggero la quota individuale può ridursi fino al 50% ma con tre passeggeri oltre al conducente, quindi quattro persone a bordo, il risparmio per ciascuno può arrivare al 75%. La ripartizione può prendere come riferimento il costo chilometrico ACI, che considera non soltanto le spese variabili ma anche le componenti legate all’utilizzo e al possesso del veicolo come manutenzione, bollo, assicurazione e svalutazione. A questo possono dunque sommarsi gli incentivi previsti dall’azienda o dall’ente.
“L’aumento del costo dei carburanti sta rendendo gli spostamenti quotidiani sempre più impattanti per le tasche dei cittadini, soprattutto nei territori in cui l’auto resta spesso una scelta obbligata. Il fatto che Comuni e Città metropolitane stiano guardando alla sharing economy come parte della risposta è un segnale politico importante: significa riconoscere che condividere risorse già disponibili può ridurre i costi per le persone, alleggerire traffico ed emissioni e rendere la mobilità più accessibile”, ha commentato Gerard Albertengo, CEO di Jojob. “Incentivare il carpooling vuol dire trasformare i posti vuoti a bordo delle auto in un’opportunità collettiva e costruire allo stesso tempo politiche capaci di tenere insieme sostenibilità ambientale, inclusione sociale e qualità della vita”.
I numeri dei progetti territoriali
A Firenze, dove è attivo il progetto territoriale più maturo tra quelli analizzati, la Città metropolitana ha creato una community dedicata che premia i viaggi in carpooling con partenza o arrivo all’interno dei confini territoriali. La campagna di incentivazione è cambiata nel tempo, riconoscendo sia al conducente sia al passeggero un importo fisso compreso, nelle diverse fasi, tra 0,20 e 0,50 euro. Anche in questo caso il progetto è stato promosso attraverso le aziende e i Mobility Manager del territorio già attivi con Jojob.
Nel periodo rendicontato Jojob ha certificato 43.669 tragitti, di cui 18.759 da conducente e 24.910 da passeggero. Grazie alla condivisione si stima di aver evitato 708.286 chilometri di percorrenza in auto individuale e oltre 92 tonnellate di emissioni dirette di CO₂, erogando 12.940,40 euro di incentivi alle persone che hanno scelto di viaggiare insieme.
La crescita nei territori poggia sulla rete costruita con le imprese
Parallelamente ai territori, prosegue l’impegno del settore privato nel ridurre il numero di auto che ogni giorno percorrono la tratta casa-lavoro. L’Osservatorio 2026 censisce infatti 2.790 sedi e 182.265 dipendenti coinvolti, appartenenti a oltre 90 organizzazioni e distribuiti in tutte le 20 regioni italiane, 105 province e 20 settori. Rispetto al censimento 2025, le sedi sono aumentate del 3,4%, i dipendenti del 5,1% e le organizzazioni uniche del 32,9%.
La Lombardia guida per numero di sedi con 553 siti, seguita da Emilia Romagna con 442 e Lazio con 280. A livello provinciale emergono Roma con 211 sedi, Brescia con 142 e Milano con 121. La distribuzione settoriale mostra due modelli complementari: il bancario concentra 2.170 sedi, soprattutto per la capillarità delle filiali, mentre il metalmeccanico coinvolge il bacino occupazionale più ampio, con 46.496 dipendenti.
Nel perimetro rendicontato per il 2026, le community aziendali hanno generato 387.151 viaggi condivisi, evitando oltre 5,28 milioni di chilometri e 686,6 tonnellate di CO₂ diretta stimata e producendo un risparmio economico di 2.112.477,54 euro. È questa la base che oggi consente a Jojob di sostenere progetti diversi senza creare reti isolate: un’impresa può attivare direttamente il servizio, mentre un Comune o una Città metropolitana può definire incentivi e regole territoriali, mantenendo gli utenti all’interno di una community nazionale già perfettamente operativa.
Il risultato è un modello che cresce in due direzioni: dal basso, attraverso le imprese che organizzano la mobilità casa-lavoro, e dall’alto, attraverso le amministrazioni che trasformano il carpooling in una politica territoriale. Il carpooling connette queste due spinte in una rete nazionale misurabile, incentivabile e replicabile, capace di adattarsi ad un periodo storico di profondo mutamento e di forte crisi per tutto il settore dei trasporti.