Visano, il collettore preoccupa il Comitato

Visano, il collettore preoccupa il Comitato
23 Agosto 2016 ore 07:34

L’opera faraonica del collettore preoccupa i comitati ambientalisti del territorio. I primi ad «alzare la voce» e ad esprimere dubbi e perplessità in merito, sono stati i soci di «Visano Respira». La sensibilità ambientalista di Visano è aumentata con il trascorrere degli anni, da quando il territorio e in generale la bassa è stata coinvolta in scandali che hanno messo a rischio la tenuta ecologica della zona. Così, l’ipotesi della costruzione dell’opera, realizzata con un investimento di 90 milioni per il collettamento che vede scavi e posizionamento di tubi per circa 70 chilometri e altri 27 per realizzare un impianto di trattamento, è vista con grande perplessità dal comitato. «Sono preoccupata per la realizzazione di questa grande opera – ha affermato Vittoria Tomasi – Ospitare i reflui di oltre 200 mila persone potrebbe rivelarsi davvero problematico, soprattutto per la rilevante distanza dal lago di Garda. Inoltre temiamo per le modifiche all’ecosistema del fiume Chiese, già esposto a vulnerabilità idrica e che sopporta un’alta pressione ambientale. Non comprendiamo perché il problema dei reflui si voglia spostare di così tanti chilometri, quando si potrebbe benissimo risolvere in loco».

Tomasi, ha mostrato perplessità sulla costruzione anche alla luce del problema che vede protagonista un vecchio depuratore ormai dismesso. «A Visano è vero che esiste già un depuratore, ma è completamente da riqualificare, inoltre nasce per la gestione di liquami zootecnici e non per reflui civili. Ma tutti i nostri dubbi in merito al progetto preliminare li abbiamo espressi durante l’incontro con il Movimento 5 Stelle, con la società Garda Uno, Ats e i sindaci che ne fanno parte. Lo spazio per il confronto sembra esserci per trovare una soluzione». Ma il comitato non si ferma, infatti tra qualche settimana organizzeranno degli incontri pubblici. «Ci preme informare i cittadini di Visano su ciò che sta accadendo sul nostro territorio».

Valerio Morabito 


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