«Uniti per Passirano, Monterotondo e Camignone» pronti a scendere in campo.
Si riaccendono i motori della politica locale
Il lungo silenzio è finito e la tregua, se mai c’è stata, si è interrotta bruscamente. A Passirano si riaccendono i motori della politica locale con un nuovo gruppo di cittadini, pronti a scendere in campo per le prossime Amministrative con la (futura) lista civica «Uniti per Passirano, Monterotondo e Camignone».
Non è una sigla qualsiasi: a fondarla sono Cinzia Donatella Danesi, Massimiliano Giustacchini e Barbara Ronchi, i tre assessori che ad agosto hanno fatto tremare il Municipio rassegnando dimissioni irrevocabili. Un ritorno che sa di sfida aperta alla Giunta di Mariuccia Raccagni e del suo vice Carlo Cordini; un ritorno che trasforma il malcontento di allora in una proposta strutturata e autonoma, pronta a scuotere gli equilibri del paese.
Un passo indietro nel tempo
Per comprendere la portata di questa novità bisogna riavvolgere il nastro a quell’estate rovente di qualche mese fa, quando la maggioranza perse in un colpo solo tre «pezzi da novanta». Non fu un semplice dissenso, ma una rottura totale dettata dall’impossibilità di operare in un clima che i tre ex amministratori percepivano come «privo di trasparenza» e troppo sbilanciato su «logiche di controllo». Dopo mesi passati a osservare da bordo campo, i tre fondatori hanno deciso di rompere gli indugi, motivati anche dalle ricostruzioni fornite dall’Amministrazione in loro assenza:
«Oggi riteniamo sia arrivato il momento di dire con chiarezza ai cittadini cosa è realmente accaduto e perché abbiamo compiuto quella scelta – hanno spiegato – Non per rivalsa, ma per senso delle istituzioni, perché in questi mesi abbiamo assistito a ricostruzioni parziali e a una gestione del confronto pubblico che non riteniamo adeguata al ruolo istituzionale. Amministrare significa governare per tutti, con collegialità e visione, mettendo la comunità prima di ogni logica personalistica».
Il simbolo
L’identità del nuovo gruppo è racchiusa in un simbolo che parla al territorio: un logo che unisce il passero di Passirano, il profilo del castello, le tre colline e il grappolo d’uva, simbolo della vocazione vitivinicola della Franciacorta. Una sintesi grafica curata nei dettagli, dove persino l’ordine delle frazioni nel nome (Passirano, Monterotondo e Camignone) è stato studiato per garantire un perfetto equilibrio visivo. Non sarà soltanto una meteora: i soci fondatori hanno già uno statuto e stanno seguendo ogni passaggio burocratico con il rigore tecnico che li ha sempre contraddistinti; sono ora pronti ad accogliere nuove forze tra i cittadini che non si riconoscono nell’attuale gestione.

Il gruppo nasce come progetto:
«Autonomo e apartitico, fondato su partecipazione concreta, trasparenza, competenza e centralità delle persone – hanno proseguito – Intendiamo riportare equilibrio, dialogo e collaborazione nella vita istituzionale. Oggi, invece, abbiamo l’impressione di un’Amministrazione che si muove ancora come se fosse in campagna elettorale permanente, senza visione condivisa e con difficoltà nel costruire un confronto serio con l’attuale minoranza. E’ tempo di uscire dalla polemica continua e tornare ad amministrare davvero: con competenza, visione e strategia. Oggi tutto questo manca e Passirano merita molto di più».
Incontro diretto con i cittadini
Il prossimo passo è già tracciato. Con le pagine social pronte per essere attivate, il gruppo si prepara anche a uscire dal mondo virtuale per incontrare i cittadini in presenza e per raccogliere le adesioni, attraverso una serie di appuntamenti nelle frazioni: a breve verranno comunicate le prime date ufficiali. La strategia è chiara: muoversi subito perché, tra le crepe di una maggioranza che appare in difficoltà e lo spettro di un commissariamento che nessuno vuole invocare ma che molti temono, il futuro di Passirano potrebbe doversi decidere «anche prima della scadenza naturale» del mandato. I tre «dissidenti» sono tornati e, questa volta, hanno intenzione di restare.