Massardi: «Un’occasione storica per cambiare»

Massardi: «Un’occasione storica per cambiare»
26 Ottobre 2016 ore 14:27

La data del voto per il referendum costituzionale è il 4 dicembre. Nella scheda elettorale che potrebbe confermare o respingere la riforma approvata dal parlamento, comparirà questo quesito: «Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente ”Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”?».  Alla fine del quesito ci sono due caselle, una con il «Sì» e una con il «No»Non c’è quorum e vince dunque la scelta indicata dalla maggioranza votante. 

La decisione della sua entrata in vigore spetterà, dunque, ai cittadini. Il referendum è molto importante perché si deciderà se cambiare oppure no alcuni punti cardine del testo della Costituzione con diverse novità, tra cui l’abolizione del bicameralismo, la riduzione del numero dei parlamentari, la modifica del quorum per l’elezione del presidente della Repubblica e l’aumento del numero delle firme necessarie per proporre un referendum

Perchè votare sì? Per l’addio al bicameralismo, per la diminuzione del numero dei parlamentari, e perché grazie all’introduzione del referendum propositivo e alle modifiche sul quorum, aumenterebbe la democrazia diretta. 
Perché votare no? Perché si tratta di una riforma non legittima perché prodotta da un parlamento eletto non dal popolo, perché secondo il fronte del no, il bicameralismo non verrebbe davvero superato, così come non ci sarebbero grandi semplificazioni per quanto riguarda il processo di produzione delle norme, i costi della politica non verrebbero dimezzati, perchè in realtà sono in arrivo nuove indennità per i funzionari parlamentari

Quali sono i punti forti e i punti deboli? «Credo che il Referendum, sottolinea Guido Massardi di dicembre sia un’occasione storica di ammodernamento della parte della Costituzione diciamo “pratica”, si vuole rendere un’ Italia più semplice, sobria e stabile e direi anche più giusta. In che modo? Tagliando 315 stipendi, tagliando finanziamenti ai gruppi politici del Senato, facendo diventare la Camera dei deputati l’unico organo dove legiferare Leggi senza troppi balzelli. E i punti deboli? Sinceramente non ne vedo. Non reputo la Riforma perfetta, ci mancherebbe. Ma e’ il giusto compromesso oltretutto votato da quasi tutte le forze politiche all’inizio. Cosa cambierebbe? È il compromesso e il lavoro di quasi tutte le forze politiche, ed e’ quello che soprattutto la gente chiede alla politica. Meno poltrone, più efficienza, più stabilità politica.  


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