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L'intervista a Guido Malinverno

L'intervista a Guido Malinverno
Politica 07 Aprile 2017 ore 23:14

L'intervista apparsa sull'edizione del 3 marzo di GardaWeek al candidato sindaco Guido Malinverno

Malinverno e Desenzano… come vivi quotidianamente questo rapporto?
«Io ho scelto Desenzano, dal 1979, e sono orgoglioso di essere un cittadino desenzanese. Sento voci che lamentano che non sia nativo di qui, ma in 37 anni l’ho vista cambiare e la conosco bene. La vivo pertanto a 360°, perfettamente inserito nella vita sociale, con tanti amici e persone che stimo e mi stimano».
E come la vedi ora rispetto al passato? Quale vocazione? Quale sviluppo?
«Da quel che sento i desenzanesi non sono molto contenti. Il lago è bellissimo, nonostante certi problemi, ed è un valore turistico per tutti, residenti compresi».
Turismo quindi… di che tipo? Un tempo avevamo la «Desenzano da bere», ora?
«Un turismo per tutti, non settoriale, né stagionale, ma per tutto l’anno, con progetti compatibili con i bilanci. Una cosa la anticipo: vorremmo rivedere tutti i contratti in essere di affidamento servizi  per vedere se ci sono possibilità di risparmio. Questa la novità e il punto di forza del nostro programma, aver studiato proposte che si possono realizzare dopo un’attenta analisi di bilancio».
Sei un architetto, pensi che sia una formazione troppo settoriale per un sindaco ideale?
«L’architettura è una disciplina umanistica, quindi concilia politica, cultura e tecnica. Con me però ho anche un’ottima squadra, che è la dimostrazione che sono espressione di una coralità. Chi sta con me poi deve dimostrare di credere al 100% che sono il suo candidato. La giunta non è ancora decisa ma sarà scelta tra persone competenti, con curricula ed esperienze di livello. questo per evitare di ricorrere fin subito a consulenze esterne, che pure serviranno».
Un paio di pareri tecnici però te li chiedo a bruciapelo… viabilità, come risolverla, e piazza Cappelletti, dal punto di vista architettonico?
«L’urbanistica al momento è questa, ripensare a quel che si poteva fare in passato non ha senso ormai. Si può migliorare l’esistente. Quanto alla Cappelletti, di certo andava sistemata. Nel rispetto del lavoro altrui, mi auguro che i colori del porfido appassiscano un poco. Si è poi fatto uno slargo ampio in un punto nel quale non serviva, forse Matteotti era più indicata. Senza alberi, sarà caldissima d’estate. E d’inverno vuota, quindi perché non è stata fatta in modo da poter posteggiare una ventina di macchine e le moto almeno nei mesi freddi?»
Sei senza dubbio conosciuto, anche a Rivoltella e San Martino. Questione “frazioni”?
«Rivoltella non direi che è una frazione ormai, ma legata a Desenzano con soluzione di continuità. Le altre spesso sono dormitori perché i costi abitativi vi hanno spostato i giovani a causa dei costi minori. Bisogna mettere a posto le strade innanzitutto, poi promuovere le attività. Andrebbe decentralizzato qualcosa, alcuni servizi, un centro di ascolto, uno socio-sanitario, insomma qualcosa di unico per rendere la frazione un centro d’interesse e far sì che la gente ci vada. Anche il turismo verde, lento e protetto, è interessante: collegare San Martino e Rivoltella con piste ciclabili attraverso le campagne. I sentieri ci sono già». 
E sul verde pubblico, qual è la situazione dal tuo punto di vista? 
«Non è all’altezza di un città. Basta vedere Sirmione, o il parco giochi di Padenghe per fare un confronto. Occorre dare ai cittadini un ambiente pulito e sicuro, non bastano gli eventi. Li fai in un contesto non curato?» 
Su Pgt e Plis sappiamo come la pensi. Altre anticipazioni sulla gestione del territorio?
«Sul Pgt dico solo che in caso di vittoria, qualora non fosse già pubblicato, ci adopereremmo per revocarlo. Il nostro programma ha progetti a breve, medio e lungo termine. Differenziata? Certamente, ma il porta a porta in centro storico non è adatto. Tra i “sogni nel cassetto” sarebbe bello realizzare un parco del Lavagnone con il museo sul luogo archeologico collegato da un bus navetta. E poi realizzare qualcosa in castello». 
Una facoltà? Magari enologia?
«Sarebbe molto interessante date la caratteristiche del territorio. Dalla Franciacorta fino alla zona del Soave e Riva a nord ci sono grandi risorse vitivinicole». 
Torniamo un po’ alla politica in senso stretto… centrodestra unito, con altri due candidati di centro destra. Non suona strano? Una considerazione sui tuoi avversari? E su chi farai campagna soprattutto?
«Non voglio dilungarmi troppo su questo argomento. Cinque stelle e Pd sono gli avversari numero uno… poi bisogna tenere in considerazione chi ha 11.000 like, se esistono».  
Quanto a certi tuoi commenti verso Desenzano popolare?
«Ho fatto notare che la protesta sulla Lepanto ormai era inutile».
E che tipo di campagna ti aspetti?
«Per quanto mi riguarda, tranquillissima. Vado in mezzo alla gente, e la ascolto. Non mi presterò a certi show, che non portano consenso, fanno (giustamente) lavorare i giornali, ma non hanno utilità per cittadini. Quindi mi riserverò di decidere a quali partecipare». 


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