Legge sul Dopo di noi alla festa Pd Ghedi

Legge sul Dopo di noi alla festa Pd Ghedi
08 Agosto 2016 ore 22:56

Musica, buon cibo, ma anche dibattiti su importanti temi d’attualità. All’interno della consueta «Festa democratica» organizzata dal circolo Pd locale al centro sportivo di via Olimpia non sono mancati i dibattiti. Venerdì il tema portante della serata è stata la legge sul «Dopo di noi», approvata il 14 giugno, presentata dalle onorevoli Elena Carnevali e Miriam Cominelli, dal consigliere regionale Gianantonio Girelli, dall’avvocato Mattia Marchesi e da Simonetta Migliorati che ha fatto gli onori di casa. Si tratta di un provvedimento atteso da anni poiché sancisce per la prima volta il sostegno ai disabili privi un aiuto familiare, colmando quello che fino a poche settimane fa era un vuoto istituzionale troppo grande e uno sguardo cieco ai diritti fondamentali delle persone con handicap più o meno gravi. «Questo provvedimento incarna uno degli assi portanti della legislatura, il diritto a una vita dignitosa, inclusiva e il più possibile autonoma.- ha affermato la Carnevali- Non è il primo passo in questo senso come dimostrano la legge delega sulla povertà, quella sullo spreco alimentare e altre ancora in fase di progettazione.

Vogliamo costruire un welfare a lungo termine». La legge prevede innanzitutto la creazione di un fondo nazionale per le politiche sociali, compartecipato da enti locali e organismi del terzo settore e avrà niente meno che una dotazione di 90 milioni nel 2016, in calo per gli anni successivi. Inoltre agevolazioni per privati, enti e associazioni che decideranno di stanziare risorse per la loro tutela, nonché sgravi fiscali, esenzioni e incentivi per la stipula di polizze assicurative, detraibili dalla dichiarazione dei redditi, e trust. «Vogliamo dare supporto alla domiciliarità contro l’istituzionalizzazione delle persone. Non più fondi per le Rsd ma per residenze innovative che riproducono le condizioni dell’ambiente domiciliare. E per fare questo bisogna riconoscere il principio di autodeterminazione del disabile» ha proseguito la Carnevali. «Bisogna uscire dall’idea dell’intervento caritatevole e pietistico – ha chiosato il consigliere regionale Girelli – Il disabile deve diventare parte della comunità e quest’ultima deve aiutarlo il più possibile a realizzare i suoi progetti di vita». Considerando che in Italia le persone affette da disabiltà grave e per questo non autosufficienti sono 2 milioni e 600 mila, circa il 5% della popolazione è evidente che questa legge modificherà non poco il modo di vivere di queste persone e delle loro famiglie.

Eppure non sembra essere efficace per tutti. «Personalmente non penso sia una buona legge – ha spiegato Patrizia Labonia, del gruppo “Doniamo con il cuore” e mamma di Christian, bambino affetto da disabilità – Oltre il “Dopo di noi” sarebbe giusto occuparsi anche del prima. Ci sono molte famiglie con bambini affetti da disabilità anche gravi che risentono continuamente dei tagli al sostegno e all’assistenza nelle scuole, fondamentali per rendere la vita di questi bambini il più normale possibile, permettendogli ad esempio di frequentare le classi dei coetanei e non essere etichettati come diversi. Qui sta l’inclusione. Sicuramente il dopo di noi è efficace per quelle famiglie con figli più grandi ma prima c’è tutto un percorso che andrebbe tutelato il più possibile. Spero che prossimamente si arrivi anche a questo». 

Alessia Gessa 


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