Intervista

La strada di Alessandro Sorte: “Siamo il centro del centro-destra”

Fresco di plebiscito che l'ha nominato (senza concorrenti) primo segretario regionale di Forza Italia, il deputato Alessandro Sorte è più loquace del solito

La strada di Alessandro Sorte: “Siamo  il centro del centro-destra”

Fresco di plebiscito che l’ha nominato (senza concorrenti) primo segretario regionale di Forza Italia, il deputato Alessandro Sorte è più loquace del solito, al telefono. Archiviato con un trionfo il primo congresso lombardo tenutosi la scorsa settimana all’auditorium Testori di Milano, parla a ruota libera delle prospettive politiche del centrodestra nazionale, ma anche dello scenario internazionale.

Diciamola brutalmente: Forza Italia è nato come partito personale, e secondo molti era destinato a morire – politicamente – insieme al suo fondatore Silvio Berlusconi. Non è stato così. Come se lo spiega?

Ci sono tanti meriti del fondatore, è anche grazie a lui se siamo sopravvissuti. Berlusconi è stato insostituibile, gente come lui nasce una volta ogni 500 anni. La sua eredità liberale, popolare, europeista e garantista è centrale. Dopodiché , abbiamo cercato di trasformare FI in un partito tradizionale, con alla guida Antonio Tajani. E tutti hanno portato avanti la linea.

Al congresso era l’unico candidato. Qualcuno ha parlato di «pace armata» con la minoranza interna.

Non c’è mai stato un tema sulla raccolta delle firme per la mia candidatura e quindi non c’è nessuna “pace armata”. La verità è che c’era una grande sintonia sul programma e sull’idea di partito, quindi abbiamo semplicemente chiuso il cerchio con tutti. Parlano i risultati: i tesserati in Lombardia sono passati in tre anni e mezzo da 16mila a 37mila. Abbiamo fatto i congressi provinciali, e qualcosa come 400 congressi comunali.

Intanto a livello nazionale il centrodestra è alle prese con l’ascesa di Futuro nazionale. Come la vede?

Non mi preoccupa. Forza Italia è il centro del centrodestra, e in questo senso abbiamo una responsabilità in più rispetto ai sovranisti e ai nazionalisti. Detto questo, credo che allearsi con Vannacci sarebbe un errore anche in un’ottica di «voto utile»: il centrodestra deve essere attrattivo e capace di convincere pragmaticamente gli elettori il Terzo polo, se vuole combattere veramente il campo largo sui temi dell’economia. Ad esempio per fermare la patrimoniale, che con noi non sarebbe mai approvata.

L’ultimo assurdo attacco del presidente Usa Donald Trump alla premier Giorgia Meloni certifica che gli equilibri tra le due sponde dell’Atlantico sono cambiati. Forza Italia è il partito europeista del centrodestra, come reagire all’ennesimo episodio di bullismo istituzionale?

La strada è rafforzare l’UE, pur all’interno dell’alleanza con gli Usa, che resta centrale. La chiave è la separazione dei ruoli: Trump è una cosa, gli Stati Uniti un’altra. D’altra parte noi non siamo mai stati «hoolingan» di Trump. Il nostro modello era Reagan. E quanto accade oggi non stupisce più di tanto. Trump diceva «America First»: cos’altro ci si aspettava?

A sostegno dell’unica lista di Sorte c’erano sessanta candidati: Serenella Cadei, Francesca Assi, Antonietta Carpino, Giulia Ceci, Luca Masneri, Fabiano Navoni, Ermanno Pasini, Franco Spedale, Bruno Bettinsoli, Gianpaolo Mantelli, Irene Abondio, Viola Maria Faustini Moreschi, Massimo Ottelli, Massimo Maugeri, Gianmarco Quadrini, Paolo Pavoni, Roberto Toffoli, Giacomo Belgiovine, Marisa Cesana, Andrea Ballabio, Andrea Racheli, Enrico Angelini, Rosario Tramontana, Giuseppe Anselmo, Rosa Baroni, Paola Patrucchi, Enzo Lucchini, Luca Zanichelli, Alberto Sisti, Salvatore Carlo Malvezzi, Luca Dl Gobbo, Massimo Mainardi, Luca Bernardo, Mariarita Versace, Nadia Rudellin, Concetta Di Domenico, Salvatore Massimo Giuliano, Carlo Vittorio Giovannelli, Tiziana Gaetana Vecchio, Gianpiero Pacinotti, Adriano Corigliano, Tommaso Confalonieri, Giada Asia Cadorin, Pierfranco Maffè, Vera Cocucci, Roberta Tellini, Alessandro De Chirico, Giuseppe Lardieri, Pasquale Fabrizio De, Tiziano Mariani, Daniel Facchinetti, Laura Carminati, Luca Signorelli, Augusto Corsi, Damiano Amaglio, Stefano De Caro, Gabriele Magoni, Teresa Picca, Cristina Crupi ed Elia Torraca.