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Inquinamento a Brescia: il lockdown non basta, dati in aumento

Dati sull'inquinamento peggiori nel 2020 rispetto al 2019 nonostante il Covid

Inquinamento a Brescia: il lockdown non basta, dati in aumento
Politica Brescia, 14 Gennaio 2021 ore 10:44

Inquinamento a Brescia: il lockdown non basta, dati in aumento.

Sono dati in peggioramento quelli annunciati dal Codacons, che ha monitorato il 2020 trovando un peggioramento rispetto al 2019, nonostante il Covid e il pesante lockdown.

La denuncia del Codacons

«Nonostante ci fossero alcune aspettative sul miglioramento della qualità dell’aria cittadina, purtroppo il lockdown non ha portato le buone notizie che ci si aspettava» spiegano.

«Solo nella città di Brescia infatti il limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo di PM10 è stato superato per ben 62 volte in tutto l’anno 2020 (contro le 53 del 2019); tenendo in considerazione il fatto che il limite fissato dalla normativa italiana ed europea è di 35 giorni, si tratta di un dato fortemente preoccupante.

Così come è fortemente preoccupante che gli esposti-denunce presentati dall’Associazione non siano stati debitamente presi in considerazione, sia dalle Autorità predisposte, come la Procura della Repubblica, sia dalla Regione e dalle varie Province.

La situazione nelle altre Province non è molto migliore purtroppo: a Milano i giorni superiori al limite consentito sono stati troppi (90 volte), a Cremona (78 volte), a Mantova e Monza (66 volte), a Pavia (64 volte), a Lodi (59 volte), a Bergamo e Como (46 volte), tutte oltre il limite previsto dalla legge».

«Dati fortemente preoccupanti emergono da questo studio, perché ci si sarebbe aspettato quantomeno un deciso calo delle emissioni inquinanti considerato il lungo periodo di lockdown, e la necessaria diminuzione del traffico veicolare. L’inquinamento atmosferico, dai dati dell’Agenzia europea dell’ambiente riferiti al 2018 ci sono st indica 52.300 morti premature associate all’esposizione al particolato fine (su 379.000 totali nei 28 Stati membri Ue), 10.400 morti premature da attribuire all’inquinamento causato dagli ossidi di azoto, 3.000 decessi imputabili alle elevate concentrazioni di ozono troposferico.

Il totale per questi tre inquinanti è 65.700, vale a dire, un numero tra i più alti in Europa.

Presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica finalizzato a fermare questo fenomeno, priva che altre persone si ammalino e muoiano a causa di malattie correlate all’esposizione ad aria malsana» – conclude il Presidente Marco Donzelli del Codacons.

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