Inchiesta,la burocrazia più cara della politica

Inchiesta,la burocrazia più cara della politica
27 Luglio 2016 ore 18:10

La burocrazia costa più della politica? La legge comunale e provinciale dell’Italia del 1865, stabiliva che «ogni comune ha un Consiglio comunale e una Giunta municipale. Deve inoltre avere un segretario ed un ufficio comunale». Con la legge del 1928, i segretari passarono alle dipendenze dello Stato nel quadro della trasformazione centralistica del sistema delle amministrazioni locali. In questo modo, il segretario, nominato dal ministro dell’interno o dal prefetto si trasformava in controllore dello stesso per conto dello Stato. Con la caduta del fascismo i segretari comunali e provinciali continuavano ad essere funzionari statali, nominati dal prefetto e retribuiti dall’ente presso il quale prestavano servizio. Fu con la legge del 1997 che venne riconosciuta ai sindaci la possibilità di scegliere il segretario nell’ambito dell’albo. Il segretario cessava, così, di essere un dipendente dello Stato. Ma parliamo di importi. Gli stipendi variano da un minimo di 50mila fino a sfiorare i 120mila euro lordi annui. Per effetto di convenzioni stipulate tra le limitrofe amministrazioni locali, molti segretari espletano l’incarico presso più di una sede, talvolta fino a quattro contemporaneamente con la conseguente maggiorazione dello stipendio del 25%. Il segretario Paolo Bertazzoli di Ghedi percepisce, stando a quanto pubblicato sul sito del Comune, circa 77mila euro lordi l’anno, compenso che con la convenzione arriva a 94mila. A Desenzano del Garda, Giuseppe Lapicca riceve una retribuzione lorda all’anno di circa 104mila euro, mentre a Lonato del Garda, in convenzione con i comuni di Iseo e Nave, il segretario in rosa Marina Marinato, ha percepito per il 2015 circa 86mila euro, ripartiti tra i diversi comuni, l’unico dato visibile sul sito del comune di Lonato ha indicato quale importo per il periodo 1/11/2015 – 31/12/2015 la somma di 16mila euro.

A Montichiari e Castenedolo il segretario Angelo Maria Russo percepisce circa 102mila euro. Nel comune di Bedizzole il segretario Rainone Mariano riceve una retribuzione lorda all’anno, di circa 85mila euro, secondo quanto si legge nella sezione amministrazione trasparente. Cifre similari anche per Calcinato con 83mila euro per Alessandro Tomaselli convenzionato con il comune di Calcinato e Villanuova sul Clisi, e Michelangelo Vincelli, con 93mila euro convenzionato anch’egli con Visano e Calvisano. Per Asola, Carpenedolo e Sirmione non è stato possibile estrapolare le informazioni poiché non risultano nella sezione trasparente, dati estrapolabili. I compensi base dei segretari comunali sono fissati dal contratto nazionale di categoria, che contempla cinque fasce retributive in cui si articola la carriera. Il segretario anche da poco ha terminato il tirocinio accede alla prima fascia, la C4, in cui sono inseriti i Comuni fino a tre mila abitanti. Il suo trattamento economico annuo lordo si aggira intorno ai 40mila euro, comprensivo dello stipendio tabellare e della retribuzione di posizione. Alla successiva fascia B3 appartengono i Comuni con abitanti compresi tra i 3 e 10mila, e il compenso si attesta su circa 50mila euro l’anno. Nella fascia B2 rientrano i Comuni con popolazione compresa tra 10 e 65mila abitanti con la retribuzione che lievita di altri 10mila euro. La fascia A, la più elevata, si suddivide a sua volta in tre classi: Comuni con popolazione fino a 250mila abitanti, Comuni con oltre 250mila, Enti metropolitani. Per passare da una fascia a quella superiore il candidato deve ovviamente superare specifici corsi di specializzazione che selezionano e promuovono professionalità elevate in grado di esercitare nuove funzioni. Le cifre sopra riportate sono però indicative. Nel concreto i compensi annui sono superiori. Le amministrazioni locali hanno infatti potere discrezionale nella definizione di alcune indennità variabili, seppure «nell’ambito delle risorse disponibili e nel rispetto della capacità di spesa» del Comune.

Ciascuna amministrazioni può infatti attivare maggiorazioni della retribuzione fino al 50%. Maggiorazioni che si sommano al compenso annuo di risultato che solitamente viene riconosciuto per merito di obiettivi raggiunti. Non solo. I dirigenti cui vengono conferite le funzioni aggiuntive di direttore generale beneficiano di un ulteriore, compenso, la cui misura è determinata dall’ente. Ma non si esauriscono qui le entrate, il segretario ha infatti anche la competenza di rogito quale ufficiale rogante, competenza per la quale incamera i diritti di segreteria e le indennità di convenzione e di supplenza. Cifre, a cui vengono sommati in alcuni casi anche le spese di trasferta nel caso il segretario sia residente in un altro comune rispetto al quale esercita la professione. Per far fronte a questi stipendi d’oro, alcuni comuni, con l’intento di contenere gli oneri contrattuali del segretario, si convenzionano per condividere le prestazioni che vengono così distribuite in più sedi comunali. Questa convenzione, garantisce al segretario “convenzionato” un’ulteriore maggiorazione del 25% della retribuzione complessiva. I segretari sono soggetti oltre che alla nomina anche alla revoca dell’incarico da parte del sindaco, che può disporre con atto motivato la cessazione dell’incarico. Per chi fosse interessato a visionare gli stupendi annuali dei segretari dei comuni bresciani, è sufficiente visitare il sito del comune di riferimento, dove alla sezione «Amministrazione trasparente» dovrebbero essere presenti i dati relativi agli stipendi dei dirigenti, secondo quanto stabilisce il decreto legislativo del 14 marzo 2013 ideato per garantire l’accessibilità totale alle informazioni che riguardano l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, per favorire un controllo diffuso da parte del cittadino sull’operato delle istituzioni e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

Marika Marenghi


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