Dove sono finite le promesse?

Dove sono finite le promesse?
03 Novembre 2016 ore 18:42

Un Pgt che secondo l’ex assessore all’urbanistica Damiano Coccoli, guardava invece al futuro, perché in linea con i nuovi criteri di sostenibilità a cui la regione chiedeva di attenersi, soprattutto in materia di efficienza energetica ma soprattutto un piano di programmazione urbanistica in grado di muoversi solo attraverso la certezza delle entrate. Un piano a valenza anche sociale che prevedeva un’attenzione particolare alle aree ad edilizia agevolata, come quella che sarebbe dovuto nascere nel cantiere, tutt’oggi «fantasma» di via Cimitero.

Tra i fiori all’occhiello di quel piano di governo del territorio, costato alla cittadinanza circa 300mila euro, c’era il polo scolastico, che avrebbe dovuto sorgere alla cascina Malora nella campagna tra via Duca degli Abruzzi e via Strada dei Quarti, la «Pontesela», il passaggio pedonale che avrebbe affiancato lo storico ponte di Calcinatello e la riqualificazione dei cosidetti «Nuclei storici», cioè le zone, verdi e non dall’alto valore artistico, che avrebbero dovuto diventare spazi per la comunità. Tra i più noti quello dell’ex area Efercal, che secondo i piani dell’Amministrazione, portava alla luce il tesoro nascosto di Calcinato, la riqualificazione del Centro Sportivo Bianchi, con l’inserimento dell’ex area Zani e la creazione di un bar e di nuovi spogliatoi. Altra opera inserita nel Pgt era lo spostamento delle Scuole elementari e medie nel nuovo polo scolastico in località Malora e lo spostamento in Piazza della Repubblica della biblioteca, ora vicina al Municipio. Tra le idee, rimaste purtroppo sulla carta, la rotatoria di via Statale, l’adeguamento del sottopasso di via Stazione e il teatro.

L’unica opera avviata è l’ampliamento del Municipio che ad oggi è incompleta data la mancanza dei fondi necessari per terminare i lavori. Nuovi spazi pubblici ad uso della comunità quelli che secondo il Pgt andavano recuperati attraverso la demolizione della ex Caserma Carabinieri con la riqualificazione degli spazi di sosta per i servizi presenti (Casa di riposo e Scuola dell’infanzia). Attenzione decretata da un piano delle regole che aveva definito la disciplina delle destinazioni d’uso per il centro storico e specifiche norme per le aree con vincoli nonché tutta una serie di limitazioni per la tutela dei nuclei di antica formazione, con parametri riguardanti il significativo patrimonio culturale comprendente Chiese, Palazzi, Case padronali, rustici e Case a corte ma anche per le aree verde e di rispetto fluviale di particolare pregio in cui non sarà consentita la nuova edificazione, salvo qualche caso particolare come l’area a fianco al fiume che stava per trasformarsi in deposito per i mezzi dei giostrai, bloccata in extremis da alcune osservazioni mosse dalla famiglia Tidoni che poco aveva gradito la scelta.

Scambio di aree che era poi andato a vuoto durante il consiglio comunale di qualche anno fa, con sommo gaudio dei residenti di zona e intensa delusione dei giostrai che invece avevano già dato per proprio quello spazio in riva al fiume. Nel complesso, il Piano di Governo del Territorio, al di là dei giudizi di merito, ha rappresentato un costo non indifferente per i calcinatesi e le opere a loro promesse che fine hanno fatto? Salvo il municipio, che è sotto gli occhi di tutti i residenti, le altre opere inserite nel piano e non ancora attuate in quasi 8 anni di mandato, parlano da sè.

 


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