Carpenedolo, antenne: «Non dovevano essere rimosse?»

Carpenedolo, antenne: «Non dovevano essere rimosse?»
18 Luglio 2016 ore 15:55

Le antenne private sulla Torre civica. L’installazione, stando alle parole del primo cittadino Stefano Tramonti, sarebbero dovute scomparire (o essere spostate) entro la fine del mese di maggio e invece sono ancora là. Non è servito neanche “l’incendio” della Torre durante la festa a metà della Pro loco (causa maltempo), che ha colorato di rosso lo storico monumento carpenedolese. Ma al di là delle battute, la vicenda non sembra essere conclusa e ad attaccare sulla questione c’ha pensato il circolo della Lega Nord che ha parlato di «fallimento istituzionale». Nell’aprile del 2011 il Comune di Carpenedolo e un’azienda privata hanno stipulato una convenzione triennale per l’installazione di antenne di trasmissione sulla Torre civica.

Nella primavera del 2014 scade la convenzione del 2011 e «la nuova amministrazione Tramonti non verifica la presenza dell’autorizzazione; inoltre “dimentica” la scadenza della convenzione: né la rinnova né chiede la rimozione delle antenne. I dispositivi restano attivi sulla Torre, senza autorizzazione della Soprintendenza e in più, data la scadenza della Convenzione, senza che l’azienda paghi un centesimo al Comune». Nel gennaio 2016, invece, la lista civica “Idea in Comune” presenta un’interpellanza e in quell’occasione le risposte del sindaco non avevano convinto la minoranza: «Tramonti si era giustificato sostenendo che aveva voluto lasciare il tempo all’azienda di trovare altra collocazione per le antenne in modo da tutelare il servizio. In realtà, il 30 gennaio 2016 in tutta fretta il Comune ordina all’azienda di rimuovere le antenne entro tre giorni (ma non si voleva tutelare il servizio?). L’azienda, però, si rifiuta lamentando il fatto che nei due anni precedenti nulla le era stato chiesto dal Comune e togliere i dispositivi in tre giorni significherebbe privare i clienti del servizio». Un nuovo capitolo alla storia si aggiunge nel mese di febbraio, quando «la Soprintendenza ordina al Comune la rimozione immediata delle antenne, pena l’imposizione di sanzioni. Il Comune concede sette giorni all’azienda per rimuovere le antenne e l’azienda chiede tempo fino al mese di maggio». Ma oggi le antenne sono ancora là.

Valerio Morabito 


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