Calcinato: «Perchè sulla Tav nessun ricorso?»

Calcinato: «Perchè sulla Tav nessun ricorso?»
23 Luglio 2016 ore 07:44

Comitato No Tav e Comitato Cittadini sul piede di guerra a seguito del documento firmato il 29 marzo dal Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni con la quale si è ha concesso l’assenso alla seconda reiterazione del vincolo preordinato all’esproprio per il Progetto Tav per altri 5 anni nel più totale silenzio delle forze politiche regionali di minoranza e maggioranza ma non solo, anche nel silenzio più totale delle Amministrazioni comunali interessate al passaggio dell’opera. Come si ricorda il progetto preliminare approvato nel 2003 scadeva nel 2009, in quella data il governo Monti aveva prolungato tale vincolo per ulteriori 7 anni con scadenza a giungo 2016. Un’opera definita strategica e necessaria dalla politica italiana e di cui sembravano esserci finanziamenti già stanziati, che però ora ha dovuto essere reiterata per la seconda volta dopo aver ricevuto parere favorevole dagli esponenti regionali del Carroccio. L’ ordinamento italiano evidenzia che i vincoli espropriativi o di inedificabilità debbono essere delimitati nel tempo dalla legge statale o regionale, in modo non arbitrario, e non debbono superare quel limite temporale, che diventa il limite di sopportabilità del vincolo da parte del titolare del bene.

«E vi sembrano 12 anni, ora 17, un tempo sopportabile? tuona il comitato No Tav di Calcinato. Dal 2004 tutti i proprietari dei terreni, delle abitazioni e delle attività che saranno compromesse dal Tav hanno un vincolo espropriativo che di fatto è un imposizione di inedificabilità proprio allo scopo di impedire modifiche. La conseguenza, strettamente collegata alla prima, è la forte riduzione del valore commerciale dell’area perché essendo diventata inedificabile, perde attrattive sul mercato. Ancora più grave il danno morale provocato agli interessati per un attesa che dura da 12 anni. Venuti a conoscenza di quanto sopra, non certamente dall’Amministrazione Comunale di Calcinato, ma dal legale che segue il coordinamento No Tav ci chiediamo se la scelta del sindaco Marika Legati di non procedere al ricorso al Tar proprio nella fase di verifica di ottemperanza come invece hanno fatto i comuni di Desenzano, Peschiera, Castelnuovo, Sona, Sommacampagna, e Ponti sul Mincio, sia stato lungimirante. In un incontro tenuto con il sindaco, la stessa aveva dichiarato che le motivazioni del non ricorso erano determinate dall’accantonamento dello Shunt. Ma ricordiamo al nostro sindaco che rimangono tutti gli altri espropriati del tratto comunque suo cittadini e sempre fortemente penalizzati dall’opera e ora anche dall’ulteriore vincolo di 5 anni.

Ci chiediamo inoltre quando si parlerà di Tav in consiglio ? Ci auguriamo che nel dare parere favorevole del vincolo espropriativo Maroni abbia accantonato l’idea di incrementare la linea storica perché in un economia italiana dove le ferrovie viaggiano in molte zone su solo binario, ci sembra da cittadini coscienti con i piedi ben saldati a terra che avere due linee sia inadeguato». 

Marika Marenghi 


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