Calcinato, caso Bregoli:appello della minoranza

Calcinato, caso Bregoli:appello della minoranza
12 Agosto 2016 ore 15:54

Una questione locale che entra nel palazzo municipale ed esce priva di risposte amministrative ma “social”. E’ quanto infatti è successo in merito alla questione Bregoli, portata all’attenzione della cittadinanza. «Una questione che dovrebbe essere risolta dall’amministrazione in carica, all’interno del Municipio e non alla mercè di un social spiegano i portavoce del M5s. Per di più quando questa questione non ha ancora trovato una soluzione, dal punto di vista amministrativo. Prima di infangare l’onore di una persona, bisognerebbe conoscere a fondo la vicenda. Ma dalla reazione su Facebook avuta da amministratori e politici locali, intuisco che non ci sia altra intenzione se non quella di pubblicizzare su Facebook la propria posizione, giusta o sbagliata che sia». Nessuna telefonata infatti, nè comunicazione scritta, è giunta dal Comune dopo l’appello disperato di Bregoli. Ma molti invece i commenti di coloro che gravitano intorno alla Res Publica, che non hanno mancato di puntare il dito e parlare di rispetto delle leggi, tralasciando dettagli importanti, quali la perdita del ricorso al tar, facendosi portavoci di una «mezza verità».

Perchè? «Perchè il ricorso, spiega Vania Gobbetto della Lista Sangiorgi Sindaco, è stato perso per il venir meno dell’argomento del contendere. Se si fa infatti ricorso per una questione che riguarda un terreno agricolo, e in corso d’opera il comune modifica il piano di Governo del Territorio e tale terreno diventa commerciale, il ricorso decade e il ricorrente perde, pur non avendo in realtà perso proprio nulla. Al di là delle responsabilità, credo che un po’ di umanità sia più che dovuta. In fin dei conti, stiamo parlando di situazioni che potrebbero accadere ad ognuno di noi, e non tutti purtroppo abbiamo santi in paradiso o in tribunale. Ho avuto modo di parlare con Bregoli, abbiamo fatto esaminare tutta la documentazione e in attesa di capire di chi è la responsabilità di questo danno enorme, sto cercando di essergli vicina, perchè penso che tra i compiti di un consigliere comunale, ci sia anche quello di essere portavoce della comunità e difensore delle istanze dei cittadini, soprattutto quando rischiano di perdere tutto per colpa di errori tecnici. Essere consigliere non può e non deve ridursi alla mera alzata di mano in consiglio comunale.

Ma significa anche verificare i fatti e mettere i colpevoli di fronte alle loro responsabilità, chiunque essi siano, privati cittadini, tecnici o amministratori, perchè anche io ritengo che la legge sia uguale per tutti, purtroppo però viviamo in un mondo in cui ormai, la buona fede non vale quanto una poltrona. Per questo motivo faccio appello al buon cuore del sindaco Legati e chiedo ai colleghi dell’opposizione di unire le forze, abbandonare la bandiera politica per creare una rete di condivisione e solidarietà nei confronti di un nostro compaesano. Mi auguro che il sindaco accolga la richiesta così da poterci sedere a tavolino, maggioranza e minoranza, e trovare insieme e attraverso il dialogo, una soluzione condivisa, nel rispetto della legge, senza dimenticare che quest’uomo sta perdendo oltre al lavoro, anche un tetto dove dormire».

Marika Marenghi 


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