il confronto con i consiglieri comunali

Bonus 600 euro e parlamentari: “Non ci sono furbetti nella politica locale”

I consiglieri comunali hanno un loro lavoro e percepiscono pochi euro come gettone di presenza. Non si possono quindi paragonare ai parlamentari. Lo hanno spiegato sindaco e vice sindaco di Palazzolo.

Bonus 600 euro e parlamentari: “Non ci sono furbetti nella politica locale”
Brescia, 12 Agosto 2020 ore 16:07

di Francesco Losapio

Un parlamentare che richiede il bonus da 600 euro è “ingordo”, ma un consigliere comunale? “Non confondiamoli con i politici che se ne approfittano, sarebbe inadeguato e scorretto”. Tra i beneficiari del bonus Inps ci sarebbero infatti, oltre agli ormai famigerati cinque parlamentari, anche circa duemila amministratori locali. “Ma un conto è lo stipendio di un parlamentare o di un consigliere regionale – ha spiegato Gabriele Zanni, sindaco di Palazzolo e presidente dell’Associazione Comuni Bresciani – I consiglieri comunali hanno un loro lavoro e percepiscono
pochi euro come gettone di presenza”.

LEGGI ANCHE: Lo scandalo dei furbetti del bonus monta anche in Lombardia, Veneto e Piemonte

Bonus 600 euro e parlamentari: “Non ci sono furbetti nella politica locale”

Per la precisione, per quanto riguarda la città di Palazzolo, un consigliere comunale riceve 19 euro di gettone di presenza ogni volta che partecipa a una seduta del Consiglio comunale, che si riunisce meno di dieci volte l’anno.

“Accomunando tutto senza distinguo si risolve la questione in maniera semplicistica – ha spiegato il vicesindaco di Palazzolo Gianmarco Cossandi – Il ruolo dei consiglieri comunali è ben diverso da quello dei parlamentari e obiettivamente è diverso il tipo di indennità, specie per Comuni di piccole dimensioni come i nostri”.

Il vicesindaco Cossandi, confermando le posizioni del sindaco, ha poi ricordato che i sindaci e i consiglieri dei comuni più piccoli non fanno i politici “per mestiere” e che il tempo che mettono a disposizione dell’Amministrazione pubblica è spesso sottratto alla propria attività lavorativa, nonché al proprio tempo libero.

“Non mi sento di condannare la richiesta del bonus da parte di qualche consigliere – ha continuato il vicesindaco – se l’attività del consigliere comunale fosse così remunerativa, non si avrebbe difficoltà a trovare candidati a sindaco o alla Pubblica amministrazione”.

Pochi i sindaci “per mestiere”, men che meno i consiglieri

Il dato rappresenta infatti l’altra faccia della medaglia: a fronte di un impegno quotidiano, la remunerazione per chi ricopre tali ruoli è percepita come insufficiente se paragonata a quella di chi ricopre ruoli simili in Comuni più grandi, per non considerare quella di parlamentari e senatori. Questo significa che chi si impegna nella politica locale non lo fa in vista di lauti guadagni, e che le indennità riconosciute agli amministratori locali non costituiscono una spesa ingente per i Comuni, specie dopo i tagli al personale introdotti nel 2012.

“Il grosso taglio, di circa il 20%, sul numero di assessori e consiglieri comunali, ha già abbattuto molto i costi – ha spiegato il vicesindaco Cossandi – Chi svolge questo servizio non lo fa per l’indennità, ma per i progetti che vuole sostenere nella sua città”. Cossandi ha sottolineato inoltre che chi ha scelto di seguire questa vocazione non andrebbe condannato per la sua richiesta di aiuto da parte dello Stato, peraltro pienamente legittima. Anche perché, al netto delle entrate mensili, il lavoro svolto da un politico locale va ben oltre il suo orario d’ufficio.

“Il tempo che si mette a disposizione è molto – ha ammesso in conclusione – E il fatto è che si diventa letteralmente una persona pubblica, ed essere sempre disponibili significa che cadono molte delle barriere personali e il tuo lavoro invade la tua vita privata, dato che in Comune tutti ti conoscono”.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia