Asola,«terrorismo favorisce scontro tra popoli»

Asola,«terrorismo favorisce scontro tra popoli»
08 Agosto 2016 ore 23:51

Il recente attentato terroristico a Nizza da parte dei fondamentalisti islamici ha spinto le sigle sindacali della provincia di Mantova, Cgil, Cisl e Uil ad organizzare una manifestazione contro il terrorismo e per la pace e la convivenza tra i popoli. Un modo, tra l’altro, per manifestare la propria solidarietà al popolo francese ormai bersagliato dalla follia dei seguaci del Califfato. In realtà, considerando l’escalation di odio e violenza realizzata dai fondamentalisti islamici, queste fiaccolate diventano un messaggio di vicinanza anche per gli altri popoli colpiti da simili gesti. Sta di fatto che tra le adesioni c’è stata quelle del Comune di Asola, che si è aggiunta alla Provincia e al Comune di Mantova, i Comuni di Bagnolo San Vito, Borgo Virgilio, Castiglione delle Stiviere, Curtatone, Gazoldo degli Ippoliti, Gazzuolo, Goito, Marmirolo, Ostiglia, Pegognaga, Poggio Rusco, Porto Mantovano, San Benedetto Po, San Giorgio, Serravalle Po, Suzzara e Viadana. Tutti insieme, tutti uniti, a prescindere dal colore politico, per dire «no» al terrore che vorrebbero diffondere gli islamisti.

Sulla fiaccolata, che è partita da piazza Sordello ed è arrivata in via Mantegna, è intervenuto il vicesindaco di Asola Giorgio Grandi, che ha sottolineato l’importanza di aderire ad una simile manifestazione: «Abbiamo aderito perchè siamo contro qualsiasi forma di terrorismo e vorremmo che si pensasse alla costruzione della pace. Fanno bene i comuni ad aderire a queste iniziative, perchè danno forza a chi lavora per una convivenza civile tra le persone a prescindere dalla fede e dal colore della pelle». Dopo Nizza, purtroppo, l’Europa è stata teatro di altri attentati: dalla Germania all’attacco ad una chiesa transalpina, senza dimenticare il sangue fatto scorrere dall’Isis anche nel resto del mondo come in Medio Oriente. L’orrore quotidiano rischia di far cambiare pelle al vecchio continente e il vicesindaco Grandi ha voluto condannare «gli atti terroristici che non favoriscono il dialogo ma l’imbarbarimento tra i popoli». Intanto ad Asola, se è vero che esistono diversi cittadini di fede islamica, è altrettanto vero che fino ad oggi non si sono ancora riuniti e dunque rappresentanto una sorta di organizzazione liquida, ovvero senza un rappresentante ed una linea guida che potrebbe interfacciarsi e dialogare con le istituzioni locali.

Rimane difficile, dunque, per le autorità asolane comprendere il pensiero degli islamici che vivono nella cittadina dell’alto mantovano. Infine il gesto di sgozzare un parroco in una chiesa periferica francese potrebbe segnare una nuova strategia dell’Isis, ovvero colpire i luoghi limitrofi, quelli che sono meno soggetti a piani straordinari di sicurezza e controllo. Certo, fino ad oggi da queste parti si possono dormire sonni tranquilli. Per adesso si scende in piazza per condannare il terrorismo, come è avvenuto a Mantova, dove le luci delle fiaccole hanno acceso la speranza di chi non vuole arrendersi alla barbarie ed alla violenza. Tutti in corteo con lo striscione dei sindacati dove c’era scritto «pace, democrazia, solidarietà – Mantova unita contro il terrorismo». Un segnale importante da Mantova, un modo per dire che in una città e nella sua provincia che appartengono all’Europa, non ci si arrende al nichilismo, all’odio ed alla morte. E’ un modo per dire «no» all’oscuratismo dei fanatici islamici.

Valerio Morabito 


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