Asola, Grandi dice «sì» al referendum

Asola, Grandi dice «sì» al referendum
08 Agosto 2016 ore 06:55

Il referendum costituzionale inizia ad animare il dibattito ad Asola. Anche se ancora non si è ufficialmente costituito il comitato per il «Si», ci sono i primi movimenti nel paese del mantovano. Il circolo del Partito democratico, in realtà, in questi mesi ha organizzato qualche evento e ha raccolto delle firme per lo svolgimento del referendum. Il segretario e assessore al Bilancio, Fiorenzo Zanella, ha ricordato che «nel mese di aprile avevamo organizzato un incontro pubblico sulla questione, dove abbiamo presentato i punti salienti della riforma e hanno partecipanto cittadini del paese e delle località limitrofe». Ma, al di là dei momenti già tenuti in paese, il segretario locale del Pd conferma che il Comitato per il «si» verrà costituito nel mese di settembre: «Il Comitato verrà costituito e da settembre metteremo in piedi l’organizzazione con eventi pubblici». Se i democratici asolani hanno iniziato a muovere i primi passi in vista del referendum e attendono il passaggio di agosto per mettere in moto la loro macchina programmatica, è arrivata una significativa adesione al «si» da parte del vicesindaco Giorgio Grandi, che politicamente può essere identificato con il centro, ovvero i cosiddetti moderati che in questo momento storico hanno delle difficoltà nel ritrovarsi in qualche partito politico.

«Mettendo da parte le appartenenze, si tratta di un passaggio importante per l’Italia. Per questo motivo dico “si” al referendum costituzionale. E’ un segno di discontinuità con un passato, come abbiamo assistito negli ultimi venti anni, che a volte non è stato propositivo nei cambiamenti. E’ vero, la riforma è perfettibile. Ma ciò che conta in un momento di lunga ed estenuante stagnazione è fare un primo passo, mettere da parte il bicameralismo perfetto e snellire i lavori parlamentari», ha affermato Giorgio Grandi. Adesso non rimane che attendere le decisioni del centrodestra cittadino e capire se la compagine che al momento si trova all’opposizione deciderà, come è stato stabilito a livello nazionale, di opporsi con un «no» al referendum costituzionale. Intanto, sulla scacchiera, i pedoni hanno iniziato a fare le loro mosse.

Valerio Morabito 


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