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Rilancio economico e vaccini, così riparte la Lombardia

Per l’assessore regionale Guidesi la sinergia tra pubblico e privato sarà la chiave di svolta per l’immediato futuro.

Rilancio economico e vaccini, così riparte la Lombardia
Glocal news 09 Marzo 2021 ore 11:03

Qualche multinazionale lascia la Lombardia? “Sì, ma il 99% resta!” . La campagna vaccini prosegue a rilento? “Sì, ma le consegne arrivano con il contagocce, stiamo coinvolgendo alcune aziende lombarde nella filiera italiana per produrre direttamente il vaccino e siamo pronti a iniziare la campagna massiva coinvolgendo anche le aziende attraverso i medici della medicina del lavoro. Intanto  per sostenere le aziende in questa difficilissima fase Regione Lombardia sta mettendo in campo nuove risorse economiche”.

Guido Guidesi, assessore regionale allo Sviluppo Economico, di Regione Lombardia vede sempre il bicchiere mezzo pieno e anche nei momenti più complicati cerca sempre di porre l’attenzione sulle cose positive. Offrendo una prospettiva per il futuro.

La fuga delle imprese

Con la terza ondata dell’epidemia crescono le preoccupazioni sanitarie, economiche e sociali. Tra le tante difficoltà si è aggiunta anche quella che alcune multinazionali stanno abbandonando la Lombardia come la tedesca Henkel di Lomazzo (Como), l’israeliana Teva di Bulciago (Lecco), la Semantic di Osio Sotto (Bergamo) e Deutsche Bank che vuole chiudere un quinto delle proprie filiali. Cosa può fare Regione Lombardia per frenare questa fuga?

“Intanto diciamo che abbiamo un’altissima concentrazione di multinazionali con siti produttivi in Lombardia, ma oltre il 99% continua a operare con soddisfazione nella nostra regione. Possiamo intervenire per agevolare le multinazionali – e non solo – attraverso una serie di interventi urbanistici, infrastrutturali ed economici per difendere l’occupazione, ma dobbiamo saperlo prima; se veniamo coinvolti quando le imprese hanno già mandato le lettere di licenziamento diventa tutto più difficile. Con la Henkel, ad esempio, pur avendo confermato la sua decisione, ci siamo resi disponibili ad accompagnare un nuovo investitore se quel sito produttivo potrà essere messo a disposizione e reso appetibile per ricollocare indipendenti. Al di là di queste criticità contingenti, Regione Lombardia è disponibile ad un confronto con le multinazionali per capire cosa hanno bisogno per stabilizzarsi da noi e valutare tutti gli strumenti per coloro che mettono in dubbio la loro presenza a patto che essere messi a conoscenza in anticipo di queste problematiche”.

Per far ripartire l’economia bisogna procedere velocemente con i vaccini. Quando inizierà la campagna massiva?

“A oggi abbiamo vaccinato oltre 750 mila lombardi con una dotazione del 30% di vaccini che dobbiamo tenere come riserva. La campagna massiva inizierà ad aprile. Tutto dipende dalla dotazione dei vaccini che avremo: se le aziende farmaceutiche rispetteranno i tempi noi siamo pronti a mettere in campo risorse logistiche adeguate – che sono già state definite – e una collaborazione virtuosa tra pubblico e privato”.

La campagna vaccinale in Lombardia

Lei si era subito espresso a favore di fare i vaccini direttamente nelle aziende coinvolgendo i medici del lavoro. A che punto siamo?

“In Lombardia la collaborazione pubblico privato funziona e sono certo funzionerà anche in questo caso. I medici del lavoro sono già autorizzati a somministrare i vaccini nelle aziende dove vi sono locali idonei. A brevissimo l’assessorato al Welfare stabilirà chi e come potrà vaccinare per supportare l’azione del pubblico”.

Sarà possibile collaborare anche con la sanità privata?

“L’assessorato al Welfare sta facendo proprio in questi giorni tutte le valutazioni del caso. Personalmente sono favorevole”.

Nei giorni scorsi ha incontrato il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, per verificare la possibilità che le aziende farmaceutiche lombarde possano produrre direttamente il vaccino. A che punto siamo?

“Farmindustria, attraverso una selezione, ha individuato le aziende lombarde farmaceutiche che potrebbero partecipare alla filiera nazionale perché non si tratta semplicemente di produrre il vaccino, ma anche di realizzare le linee produttive, confezionarlo… Tutto sta avvenendo sotto la regia del Mise, che deve certificare la filiera, stabilire le procedure e le regole per le autorizzazioni. Però mi chiedo come mai questa strada non sia stata percorsa dal precedente Governo, guadagnando tempo prezioso”.

Quali tempi servono?

“Una volta pronta la filiera serviranno cinque mesi per vedere il primo vaccino. Ma questa è un’operazione anche per il futuro se vogliamo diventare autonomi, come avviene per i vaccini antinfluenzali”.

Ristori

Torniamo all’economia, alle difficoltà che stanno attraversando le attività, le Partite Iva e i lavoratori. I ristori del Governo non bastano e Regione Lombardia sta facendo la sua parte. Giovedì scorso la Giunta regionale, su sua proposta, ha incrementato di altri 4 milioni la dotazione finanziaria del bando “Al Via” .

“Con questi 4 milioni la dotazione finanziaria sale a 137,5 milioni di cui 82 come fondo a garanzia e 55,5 come contributi in conto capitale. Al Via nasce con l’obiettivo di sostenere i nuovi investimenti da parte delle imprese, anche legati ai protocolli di sicurezza sanitaria, per rendere la produzione più efficiente. Le imprese possono presentare domanda online – su www.siage.regione.lombardia.it – entro il 30 giugno”.

Recentemente invece erano stati stanziati 13,5 milioni per i lavoratori autonomi con Partita iva all’interno del bando “Sì Lombardia” .

“Abbiamo voluto mettere nuove risorse a disposizione dei lavoratori che stanno subendo più di altri la crisi economica all’interno di un Bando che complessivamente ha una dotazione di 60 milioni, riferito solo agli indennizzi”.

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