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Vanini: l’automotive riparte con gli incentivi

L’automotive nel 2020 è crollato del 27,9% e nei primi tre mesi del 2021 scende del 17%, ma Autotorino vola.

Vanini: l’automotive riparte con gli incentivi
Glocal news 12 Aprile 2021 ore 14:52

Il 2020 per l’automotive è stato difficilissimo. Nell’anno della pandemia il comparto ha registrato un crollo del 27,9%, perdendo circa 535mila autovetture, toccando così quota 1 milione e 381mila unità. Numeri che potevano essere addirittura peggiori senza gli incentivi per la rottamazione, che vale circa 500mila auto.

La crisi del mercato dell’automotive

I dealer, nel 2019 hanno fatturano 45 miliardi, occupato 120 mila collaboratori e rappresentato il 2,8% del Pil. Senza contare l’indotto. Un settore virtuoso per lo Stato stante i suoi 76,3 miliardi di gettito fiscale: 60 di utilizzo, 9,6 di acquisto e 6,7 di possesso. E il 2021 non è iniziato meglio. “Nei primi tre mesi dell’anno il mercato è sceso del 17%”, afferma Plinio Vanini, presidente di Autotorino, il primo dealer del Belpaese con 54 sedi sparse in 21 province e 5 regioni e che occupa ben 1.700 collaboratori.

L’intervista al presidente Vanini

C’è di che preoccuparsi…

“L’anno scorso siamo riusciti a contenere il disastro grazie agli incentivi, ma i numeri dell’automotive sono impietosi – aggiunge l’imprenditore valtellinese – Nel 2007 in Italia operavano circa 2.700 concessionarie che oggi sono scese a quota 1.294: più che dimezzate. Se la vendita delle auto scende non va meglio il post vendita che impiega un numero considerevole dei 120mila addetti dove il lavoro nel 2020 è calato del 30% e in questi primi mesi del nuovo anno si sta avvicinando pericolosamente al 40%. C’è un minore utilizzo dei mezzi, che così necessitano di una minore assistenza, ma anche un tentativo di risparmio da parte dei clienti”.

Come se ne esce da questo circolo vizioso?

“In termini economici i dealer hanno perso 10 miliardi di fatturato, che hanno comportato pure un minore gettito Iva per lo Stato di 1,8 miliardi. Gli incentivi sono finiti, non c’è più un euro. Bisogna ripristinarli, anche per svecchiare il parco circolante delle autovetture che in Italia – con 11,5 anni di età media – è il più vecchio d’Europa, mentre in Gran Bretagna è di 8 anni e in Germania e Francia è di 9 anni. Anche per una questione ambientale”.

In che senso? L’auto in generale È responsabile di circa il 10% delle emissioni inquinanti

“In Italia abbiamo 38,5 milioni di autovetture, ma quelle ante Euro 4 sono ben 11,3 milioni, il 29,3% del totale che sono responsabili dell’80% dell’inquinamento. La spinta degli incentivi al calo delle emissioni di CO2 è stata significativa. Ecobonus, DL Rilancio e Dl Agosto hanno favorito la rottamazione di ben 125 mila mezzi. Bisogna continuare”

Quali sono le prospettive per il nuovo anno?

“Fare previsioni oggi è molto, molto complicato, dipende da troppi fattori. Dipenderà soprattutto dalla velocità della campagna vaccinale che mi auguro si concluda entro l’estate e si possa programmare una ripartenza vera per tutta l’economia duramente colpita dalla pandemia, si possa tornare a scuola normalmente e le persone possano tornare ad incontrarsi e socializzare. La crisi sanitaria, economica e sociale dobbiamo lasciarcela alle spalle definitivamente”.

Auspicio condivisibile. Ma le prospettive per l’automotive?

“Ovviamente dipendono pure dagli incentivi. Federauto, la Federazione Italiana Concessionari Auto di cui faccio parte, settimana scorsa ha incontrato il ministro Roberto Cingolani e io personalmente il ministro Giancarlo Giorgetti ai quali abbiamo illustrato le nostre idee in termini di ripresa responsabile del settore”.

Quali?

“Se vogliamo risolvere il problema dell’inquinamento dobbiamo togliere dalle strade i veicoli più vecchi, che tra l’altro sono anche quelli meno sicuri. C’è pure un problema di spesa: i clienti con le vetture più datate hanno una capacità di spesa mediamente di 8mila euro e dobbiamo tenerne conto. Dall’altro canto chi compra un’auto usata Euro 6 non deve pagare bollo e tassa di trasferimento. Bisogna poi pensare alle auto aziendali, settore dove ci sono 3 milioni di autovetture di cui 1 milione di Euro 4o antecedenti. Per favorire nuovi acquisti basta prevedere un credito di imposta dal 30 al 60% in base alle emissioni di CO2. Non ci siamo dimenticati delle auto elettriche e ibride”.

Cosa avete chiesto?

“Innanzitutto la diffusione delle infrastrutture di ricarica elettrica pubblica, privata e aziendale. Senza dimenticare l’idrogeno”

Fiducioso?

“Per forza. Se non ci saranno risposte adeguate i rischi sono troppo alti. Federauto ha calcolato che se le immatricolazioni nel 2021 diminuiranno del 15% ci sarà una contrazione degli occupati di 15.000 unità, un minor gettito Iva pari a 1,5 miliardi e minori imposte locali per 40 milioni”.

In questo quadro come si è mossa la sua Autotorino? Come ha chiuso il bilancio 2020?

“Continuiamo a innovare e investire. Il bilancio 2020 dovrebbe attestarsi su valori leggermente inferiori al 2019. Abbiamo cercato fare meglio del mercato grazie agli investimenti, dedicando grande attenzione ai nostri collaboratori non solo attraverso la formazione, favorendo l’ingresso in azienda di giovani talenti. Una volta si investiva nelle sedi, nei capannoni, oggi si punta sulle risorse umane. L’azienda è un luogo come una comunità che deve crescere, ma per crescere devi investire, formare la persona. Poi al centro di tutte le nostre azioni c’è sempre il cliente”.

Quali nuovi servizi avete introdotto?

“Continuiamo a migliorare quelli esistenti. Oggi il cliente può venire fisicamente da noi ma può anche dialogare a distanza attraverso sofisticate piattaforme digitali. Mettiamo a disposizione tecnici preparati che si avvalgono di tecnologie e ricambi originali. La nostra rete è la più importante garanzia di tranquillità; offriamo il noleggio a lungo termine a privati, professionisti e aziende con le proposte vantaggiose di Rent2Go; disponiamo di un’ampia gamma di finanziamenti: leasing, pacchetti all-inclusive che includono assicurazione, manutenzione e garanzie. Tutte offerte che si possono consultare sul nostro sito o chiedere ai nostri esperti direttamente in filiale”.

Che obiettivo si è posto per il 2021?

“Siamo cresciuti molto e adesso dobbiamo consolidarci, ma siamo sempre un’azienda attenta sul mercato e pronta ad accogliere nuove sfide”.

Autotorino è il dealer numero 1 in Italia nell’automotive. Ha mai ricevuto un’offerta di acquisto irrinunciabile?

“Non abbiamo mai dato segnali di questo tipo, le nostre energie sono impegnate nel consolidare quello sin qui costruito con uno sguardo rivolto alla crescita”.

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