Sospensione sistema Ets, Confindustria Brescia sostiene la posizione di Emanuele Orsini.
Confindustria Brescia sulla sospensione del sistema Ets
Da parte di Confindustria Brescia è stato espresso pieno sostegno alla posizione del presidente di Confindustria Emanuele Orsini il quale, nei giorni, scorsi, ha chiesto la sospensione temporanea del sistema Ets per contenere il costo dell’energia e tutelare la competitività dell’industria europea.
“Il nostro territorio è uno dei principali poli manifatturieri del Paese, con un tessuto produttivo fortemente energivoro – dichiara Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia –. Per molte imprese bresciane il costo dell’energia rappresenta un’importantissima variabile strutturale di competitività: quando diventa eccessivo e volatile, mette a rischio investimenti, occupazione e tenuta delle filiere. E deve essere chiaro che, se l’energia resta cara e volatile, salta la competitività. Il sistema ETS, nella sua configurazione attuale, aggrava il prezzo dell’energia, scaricando sull’industria un onere che rischia di compromettere la capacità di competere sui mercati internazionali”.
I dettagli
Nel dettaglio, a gennaio i prezzi dei permessi di emissione hanno intrapreso un nuovo e costante aumento, superando il valore di 90 €/Ton., incompatibile con il mantenimento della competitività sui mercati internazionali. L’ETS, nel settore industriale, rappresenta poi un diretto aggravio al costo del gas naturale. Ogni 1000 smc bruciati vengono emesse 2 Ton di CO2. A prezzi attuali (80 €/Ton circa), significa una maggiorazione di 16 c€/smc, pari ad un aumento del costo del 45%. L’applicazione dell’ETS al gas naturale genera anche un forte aumento del prezzo dell’energia elettrica, introducendo un doppio incentivo per le produzioni rinnovabili e generando una rendita inframarginale che colpisce i consumatori (valore attuale pari a circa 32 €/MWh + 25%).
“Tutto questo – riflette Streparava – è incompatibile con le difficoltà che l’industria europea sta affrontando per far fronte al caro prezzi gas che investe il mercato del gas naturale nel continente. La sospensione temporanea dell’ETS, e dello stop all’ETS2, è necessaria per consentire una revisione equilibrata del meccanismo, capace di coniugare obiettivi ambientali e sostenibilità economica, eliminando le quanto mai evidenti speculazioni finanziarie che continuano a caratterizzare questo strumento pensato per contrastare i cambiamenti climatici e ridurre in maniera economicamente efficiente le emissioni di gas a effetto serra. Diversamente, se si continua di questo passo, sarà inevitabile una progressiva chiusura di stabilimenti in Europa ed uno spostamento verso Paesi del mondo che non adottano schemi analoghi”.
Transizione energetica e climatica
Confindustria Brescia ribadisce che la transizione energetica e climatica rappresenta un obiettivo condiviso e non rinviabile, ma che deve essere accompagnata da strumenti efficaci e coerenti con la realtà industriale.
“La decarbonizzazione non può tradursi in un aumento strutturale del costo dell’energia – aggiunge Streparava – né in un rischio di delocalizzazione produttiva, che finirebbe per spostare le emissioni fuori dall’Europa senza ridurle davvero. Per questo, chiediamo che eventuali risorse generate dal sistema ETS siano orientate in modo mirato al sostegno degli investimenti industriali in efficienza energetica, elettrificazione dei processi, sviluppo delle reti, contratti di lungo termine per l’energia e tecnologie per i settori hard-to-abate.”
“È necessario aprire rapidamente un confronto a livello europeo e nazionale – conclude il presidente degli industriali bresciani – che parta dai dati reali dei territori produttivi. L’applicazione alla manifattura del sistema ETS è ormai anacronistica rispetto all’evoluzione geopolitica che stiamo vivendo e rispetto alle tecnologie concretamente applicabili, risultando nei fatti un freno alla competitività nazionale ed europea rispetto alle produzioni asiatiche e americane. Brescia è pronta a fare la propria parte, ma servono condizioni che permettano all’industria di restare competitiva, innovare e continuare a creare valore e occupazione”.