Saldi al via il 4 luglio, Fismo Confesercenti: “Non siamo a fine stagione se l’estate è appena iniziata”.
Al via il 4 luglio i saldi
Al via da sabato 4 luglio 2026 i saldi estivi 2026 che in Lombardia dureranno fino al primo settembre per un massimo di 60 giorni. Se da un lato le aspettative di Fismo Confesercenti sono positive dall’altro evidenziano come i saldi debbano essere a fine stagione e non all’inizio dell’estate.
«Non è fine stagione se l’estate è appena cominciata: i saldi sono uno strumento utile per imprese e consumatori, ma l’attuale calendario rischia di svuotarne il significato, comprimendo la stagione commerciale proprio nel momento in cui dovrebbe svilupparsi» dichiara Francesca Guzzardi, presidente FISMO Confesercenti della Lombardia Orientale e componente della Presidenza nazionale FISMO. Per i negozi di vicinato la vendita a prezzo pieno rappresenta infatti la fase necessaria per sostenere costi, investimenti e qualità dell’offerta.
«Un’impresa non può vivere in una logica di sconto permanente – aggiunge Guzzardi -. Inoltre non tutti i prodotti sono uguali: articoli continuativi, capi appena arrivati o prodotti di fine serie richiedono strategie differenti. La scelta di cosa mettere in saldo e con quale riduzione deve restare una decisione imprenditoriale».
“Uno strumento di gestione commerciale”
Ogni commerciante, nel rispetto delle norme, valuterà quindi tempi, prodotti e percentuali di sconto più adeguati alla propria realtà.
«Il saldo non è una svendita indistinta, bensì uno strumento di gestione commerciale che deve tenere conto di magazzino, marginalità e valore del prodotto – afferma Gianluca Banalotti, vicepresidente FISMO Confesercenti della Lombardia Orientale -. Applicare uno sconto del 5%, del 20% o del 50% non è la stessa cosa: dipende dal prodotto, dal momento della stagione e dalla sostenibilità economica dell’impresa».
La situazione attuale
Secondo FISMO oggi saldi, promozioni, offerte online e campagne commerciali continue tendono a sovrapporsi, rendendo meno chiara la distinzione tra prezzo pieno, promozione e saldo. In questo scenario pesa anche il fenomeno del fast fashion e dell’ultra-fast fashion, caratterizzato da rotazioni rapidissime dei prodotti, prezzi aggressivi e forte pressione all’acquisto.
«Non siamo contro il risparmio, ma contro la svalutazione permanente del prodotto – evidenzia Guzzardi -. Quando tutto è sempre nuovo e sempre scontato, si perde la percezione della qualità, della durata, della filiera e del servizio. La moda non può essere ridotta a merce indistinta da consumare e sostituire nel giro di poche settimane».
Il tema, sottolinea FISMO, sta coinvolgendo anche produttori, operatori del settore e divulgatori impegnati nella promozione di acquisti più consapevoli. Tra questi figura anche Mattia Berveglieri, imprenditore e divulgatore attivo sui social sui temi della qualità dei materiali e delle filiere produttive.
«Quando anche chi dialoga quotidianamente con i consumatori richiama l’attenzione sul valore reale dei prodotti, significa che il tema è culturale oltre che commerciale. Dietro un capo ci sono lavoro, competenze, ricerca e responsabilità» aggiunge Guzzardi.
La concorrenza leale
Per FISMO la questione riguarda anche la concorrenza leale: i negozi di vicinato presidiano i centri urbani, creano occupazione e offrono consulenza e servizi. Una competizione fondata esclusivamente su prezzo e sconto permanente rischia invece di accelerare la desertificazione commerciale delle città. La petizione nazionale FISMO chiede al Parlamento tre interventi: riportare i saldi alla fine delle stagioni, rendere più trasparenti le promozioni e tutelare le imprese di vicinato dalla concorrenza sleale dell’online.
La petizione: come sottoscriverla
La petizione può essere sottoscritta online tramite SPID o CIE attraverso il portale della Camera dei Deputati. Ulteriori informazioni e modalità di firma sono disponibili sul sito FISMO Confesercenti: https://fismo.confesercenti.it/petizione/
«L’avvio dei saldi resta un momento positivo e invitiamo i consumatori a scegliere i negozi del territorio, dove trovano qualità, professionalità e assistenza. Proprio per questo chiediamo che i saldi vengano salvati dalla logica dello sconto permanente, tornando a essere veri saldi di fine stagione: più chiari per i clienti e più sostenibili per le imprese» conclude Guzzardi.