Metà del mondo è di proprietà di 8 persone

Metà del mondo è di proprietà di 8 persone
Economia 19 Gennaio 2017 ore 18:07

Il numero ha dell’incredibile: otto persone al mondo hanno accumulato ricchezza pari a quella della metà più povera del pianeta. Otto persone contro 3,6 miliardi. È il risultato di un’indagine realizzata da una grande Ong inglese, Oxfam, resa pubblica alla vigilia del Forum dell’economia mondiale di Davos in Svizzera.

Un Forum che potrebbe essere immaginato come il parlamentino di quei “nove”, dove stabiliscono le strategie per mantenere sempre oliato il meccanismo che alimenta quelle immense ricchezze. La teoria con questa disuguaglianza è stata legittimata: più ai ricchi si permette di esser ricchi senza troppi lacci, più gli effetti a pioggia possono migliorare la vita di chi è sempre vissuto in povertà. In realtà le cose non sono andate esattamente così. E una buona parte dell’umanità è rimasta prigioniera di questa logica che ha allargato le disuguaglianze e non ha fatto uscire dalla povertà, come annunciato, chi povero era: oggi una persona al mondo ogni dieci vive con meno di due dollari al giorno.

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 Intanto la ricchezza, grazie alle briglie sciolte della globalizzazione, è andata concentrandosi in fortune individuali immense, per le quali non vale neppure più la divertente metafora di Paperone. Il rapporto di Oxfam dimostra come l’attuale sistema economico favorisca l’accumulo di ricchezza nelle mani di una élite super privilegiata ai danni dei più poveri, che sono in maggioranza donne. I mega paperoni dei nostri giorni si arricchiscono a un ritmo così spaventosamente veloce che potremmo veder nascere il primo trillionaire (ovvero un individuo che possiederà più di 1.000 miliardi di dollari) nei prossimi 25 anni. Per avere un’idea del significato – la parola non è ancora nei vocabolari – bisogna pensare che per consumare un trilione di dollari è necessario spendere 1 milione di dollari al giorno per 2.738 anni.

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 Ma come hanno fatto i soldi questi Re Mida del terzo millennio? Spiega Oxfam che «è leggenda metropolitana che i miliardari si siano fatti tutti da sé: un terzo della ricchezza dei miliardari è dovuta ad eredità, mentre il 43 percento è dovuta a relazioni clientelari. A chiudere il cerchio c’è l’uso di denaro e relazioni da parte dei ricchissimi per influenzare le decisioni politiche a loro favore. Ovunque nel mondo i governi continuano a tagliare le tasse su corporation e individui abbienti. Un esempio eclatante viene dal Brasile dove i cittadini più facoltosi sono riusciti a ottenere dal governo cospicui tagli fiscali in una fase in cui il governo inaugurava un piano ventennale di congelamento della spesa pubblica in sanità e istruzione».

E non pensiamo che il prototipo del miliardario sia Bill Gates o chi ha fatto ricchezze grazie a Internet. Il 20 percento dei miliardari infatti ha interessi nei settori finanziario e assicurativo. Non a caso questi settori hanno speso 550 milioni di dollari per fare lobby sui decisori politici a Washington e Bruxelles nel 2013. Nel 2012 negli Stati Uniti solo durante il ciclo elettorale, il settore finanziario ha speso 571 milioni di dollari in contributi per le campagne. I miliardari che hanno interessi nei settori farmaceutico e sanitario hanno visto il loro patrimonio netto collettivo crescere del 47% in un solo anno. Questi settori, durante il 2013 (sono gli ultimi dati utili per realizzare una ricerca omogenea)  hanno speso oltre 500 milioni di dollari in lobby a Washington e Bruxelles.

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 E non illudiamoci che sia una faccenda soprattutto americana, perché da questo punto di vista tutto il mondo è paese. Nel nostro paese i primi 7 miliardari italiani possiedono quanto il 30 percento dei più poveri. «La novità di quest’anno è che la diseguaglianza non accenna a diminuire, anzi continua a crescere, sia in termini di ricchezza che di reddito», ha spiegato Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne di Oxfam Italia. Nella Penisola il 20 percento più ricco ha in tasca il 69,05 percento della ricchezza. Dall’altra parte della scola sociale, il 60 percento delle persone con redditi più bassi accumula solo il 13,3 percento della ricchezza. Tradotto in numeri ancor più chiari, l’1 percento più ricco ha in mano una ricchezza 70 volte superiore al 30 percento più povero della popolazione.


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