Il Garda tra le grandi destinazioni del turismo internazionale: vale 469 milioni di euro.
Da Rimini, i dati sul rapporto
Un risultato davvero importante: nei primi otto mesi del 2026 la spesa dei viaggiatori stranieri rilevata dal rapporto Tourism and Incoming Watch di Nexi ha raggiunto 469 milioni di euro, pari al 2,9% del totale nazionale. Collocandosi così al sesto posto tra le mete analizzate e che, per Confesercenti Lombardia Orientale, definisce in modo particolare l’importanza di sostenere l’attrattività del territorio rafforzando le opportunità per le imprese.
Il rapporto in questione è stato presentato il 15 ottobre scorso al TTG Travel Experience di Rimini, ad essere stimati sono i pagamenti effettuati fisicamente in Italia con carte dei principali circuiti internazionali emesse da istituti stranieri. L’analisi comprende chi arriva dall’estero per lavoro o per svago, anche senza pernottare. Tra gennaio e agosto la spesa complessiva rilevata in Italia è stata di 16,2 miliardi di euro, in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il Garda brilla
Il territorio del Garda si colloca dopo la capitale d’Italia, Roma appunto, con 2,133 miliardi di euro. A seguire Milano con 1,251 miliardi, Firenze con 809 milioni, Venezia con 791 milioni e la Costiera amalfitana e sorrentina con 693 milioni. Rispetto ai primi otto mesi del 2025, il lago registra una variazione del -0,5%, che indica una sostanziale stabilità, a fronte della crescita media nazionale.
«Il rapporto Nexi conferma la rilevanza del Lago di Garda nel panorama turistico italiano – ha dichiarato Andrea Maggioni vicepresidente vicario di Confesercenti Lombardia Orientale – Con 469 milioni di euro di spesa straniera nei primi otto mesi dell’anno e il sesto posto tra le destinazioni analizzate, il Garda dimostra una capacità di attrazione internazionale di grande valore per il nostro territorio»
«La sostanziale stabilità della spesa va letta anche nel contesto del rallentamento di altre destinazioni mature. Il rapporto non ne indica le cause, ma per noi rappresenta un invito a non dare per scontate le posizioni raggiunte e a continuare a lavorare sulla qualità dell’accoglienza, sulla promozione, sui collegamenti e sulla capacità di rispondere alle nuove abitudini dei visitatori».
Quello che emerge è un quadro diversificato: da un lato Venezia che cresce del 12,3%, la Sicilia orientale e la costa agrigentina raggiungono 317 milioni di euro (+12%), la Costa Veneta 430 milioni (+9,2%) e il Lago di Como 247 milioni (+7,4%). Più contenuti gli incrementi di Roma (+0,2%), Firenze (+1,8%), Costiera amalfitana e sorrentina (+2,7%) e Napoli e Pompei (+2,3%), mentre la Riviera di Ponente ligure registra un calo del 4,5%. Lo stesso rapporto parla di «segnali di normalizzazione nelle aree mature».
Consolidare i mercati e aumentare il valore economico
La sfida secondo Confesercenti Lombardia Orientale è consolidare i mercati che hanno contribuito al successo del Garda e aumentare il valore economico generato dai visitatori, favorendo una distribuzione più ampia dei benefici tra attività e territori.
«I numeri da soli non bastano: a camere piene non corrisponde automaticamente più valore per l’economia locale» osserva Barbara Quaresmini, presidente di Confesercenti Lombardia Orientale. «Il rischio, che questo rapporto non misura ma che merita attenzione, è la “rarefazione del valore”: più presenze, ma non necessariamente più ricchezza prodotta sul territorio, con una quota crescente del budget assorbita da trasporto e alloggio e una riduzione della spesa per shopping, ristorazione e consumi accessori. Per questo lavoriamo sulla composizione dei flussi e non soltanto sulla quantità: occorre guardare anche al valore che il turismo riesce a generare per l’intera economia locale».
Ristorazione al primo posto
Italia equivale a buon cibo: si sa. Il mito pasta, pizza (e mandolino) resta dominante nell’immaginario internazionale. Non a caso la ristorazione con la sua ampia offerta (che va ben oltre la pasta e la pizza) rappresenta la prima voce della spesa straniera rilevata in Italia, con il 24,9%. A seguire le strutture ricettive con il 20,4%. Ristorazione e strutture ricettive insieme assorbono circa il 45,3% del totale, poco meno di un euro su due.
Le abitudini cambiano però in base alla provenienza. Per i viaggiatori dell’Europa settentrionale la ristorazione raggiunge il 30,8% del budget, mentre la gioielleria pesa per il 13,7% tra quelli del Sud-Est asiatico e per l’8,1% tra quelli della Penisola Araba. Conoscere queste differenze può aiutare le imprese a orientare l’offerta e a intercettare nuove opportunità. I dati richiedono inoltre una precisazione: il rapporto considera esclusivamente i pagamenti con carta e non misura l’intera spesa turistica.
La crescente diffusione degli strumenti elettronici rispetto al contante può quindi incidere sulle variazioni rilevate, insieme all’andamento effettivo dei consumi:
«È essenziale che il turismo produca ricadute concrete per il tessuto economico locale. Ristoranti e alberghi sono componenti centrali della spesa, ma la forza di una destinazione dipende anche dalla capacità di coinvolgere negozi, pubblici esercizi, attività di prossimità e servizi» concludono Quaresmini e Maggioni.
«Sostenere il commercio locale significa rafforzare la destinazione stessa e fare in modo che la sua attrattività si traduca in opportunità diffuse per le imprese e per il territorio».