le dichiarazioni

Confindustria Brescia, Paolo Steparava: “5.0 norma ancora instabile”

“L’ennesima modifica in corso d’opera su 5.0 rappresenta un segnale estremamente negativo per il sistema industriale"

Confindustria Brescia, Paolo Steparava: “5.0 norma ancora instabile”

Confindustria Brescia, Paolo Steparava: “5.0 norma ancora instabile”.

Le parole di Paolo Steparava, presidente di Confindustria Brescia

Paolo Streperava, presidente di Confindustria Brescia si è espresso a seguito dell’ultimo intervento correttivo su Transizione 5.0 che prevede l’esclusione dei software in cloud e l’introduzione di ulteriori obblighi procedurali.

“Non si tratta di un semplice aggiustamento tecnico”

“L’ennesima modifica in corso d’opera su 5.0 rappresenta un segnale estremamente negativo per il sistema industriale – commenta il presidente degli industriali bresciani –. Non si tratta di un semplice aggiustamento tecnico, ma di una modifica sostanziale dei presupposti economici e operativi su cui le imprese hanno costruito i propri piani di investimento. L’esclusione dei modelli “as-a-service”, oggi centrali nei processi di digitalizzazione e integrazione produttiva, altera la struttura dei costi ammissibili e penalizza le soluzioni più evolute e coerenti con gli obiettivi della misura.”

“A ciò si aggiunge un aggravio procedurale evidente: cinque comunicazioni obbligatorie lungo il ciclo dell’investimento, il rafforzamento dei controlli ex ante ed ex post, il ruolo esteso dei certificatori e il coinvolgimento di più livelli amministrativi generano ulteriore complessità e costi diretti e indiretti. Costi amministrativi, consulenziali e di compliance che si sommano agli investimenti, riducendone la convenienza economica. Il risultato è nuovamente un quadro di forte incertezza regolatoria e instabilità delle regole, che compromette la finanziabilità degli investimenti e riduce la propensione delle imprese ad attivare progetti, soprattutto quelli più complessi e ad alta intensità tecnologica”

“Ci aspettiamo quindi un intervento urgente su tre direttrici – chiude Streparava –: stabilizzazione del quadro normativo senza modifiche retroattive; semplificazione degli adempimenti; riallineamento tecnico della misura ai modelli industriali, includendo pienamente le tecnologie digitali basate su cloud e servizi. Non ultimo ci corre l’obbligo di ricordare che siamo ancora in attesa del decreto attuativo sull’iperammortamento contenuto nella Legge di Bilancio 2026 e della relativa piattaforma GSE: l’aspettiamo da settimane, e siamo già a maggio.”