Confesercenti sui maxi eventi della somministrazione: “Non devono penalizzare le imprese che lavorano tutto l’anno”.
Sui maxi eventi della somministrazione interviene Confesercenti
Uno degli obiettivi degli eventi è quello di generare valore diffuso con ricadute positive anche sulle imprese che gravitano nel territorio ospitante l’evento stesso. In questo senso Confesercenti è intervenuta evidenziando come, con l’arrivo dell’estate, spesso si organizzino i cosiddetti maxi eventi della somministrazione che vanno però a mettere in difficoltà le imprese che lavorano tutto l’anno.
Quali sono gli effetti sul territorio?
L’intervento dell’associazione che tutela gli interessi delle piccole e medie imprese italiane è nato a seguito dell’annuncio dell’Oktoberfest nell’area di San Polo a Brescia in calendario per tre fine settimana di settembre: prevista una struttura da oltre 3mila posti dedicata alla somministrazione di alimenti e bevande:
«Non siamo contrari agli eventi e neppure ai momenti di aggregazione – spiega Andrea Maggioni, vicepresidente vicario di Confesercenti Lombardia Orientale e vicepresidente nazionale FIEPeT -. Ma quando un’iniziativa incide concretamente sul mercato della somministrazione, è doveroso valutarne gli effetti sulle imprese del territorio».
Confesercenti chiede da tempo maggiore rigore, controlli più efficaci e una programmazione che garantisca equilibrio tra manifestazioni temporanee e attività che operano stabilmente.
«Le imprese della somministrazione sostengono ogni giorno costi del personale, affitti, imposte, investimenti e numerosi adempimenti – fa notare Emilio Zanola, presidente di Fiepet Confesercenti della Lombardia Orientale -. Eventi capaci di richiamare migliaia di persone concentrano inevitabilmente una parte dei consumi, con ripercussioni su bar, ristoranti, pub e birrerie che rappresentano un presidio stabile del territorio».
Una fase delicata
Ad essere evidenziato inoltre il fatto che il comparto sta attraversando una fase delicata con consumi in calo soprattutto nelle bevande a causa del forte caldo, troppo caldo anche per sedersi a bere una birra. A ciò si aggiunge anche un cambiamento nelle abitudini dei consumatori e un mercato sempre più complesso.
Confesercenti se da un lato accoglie con favore ogni iniziativa in grado di creare sviluppo e occupazione, dall’altro ritiene non sensato considerare solo i posti di lavoro per sedici giorni all’anno vedendo penalizzati quelli nei pubblici esercizi aperti tutto l’anno. Secondo l’associazione un evento di questa portata avrebbe richiesto un confronto preventivo con le rappresentanze del settore.
«Manifestazioni di queste dimensioni non possono essere valutate solo sotto il profilo organizzativo – prosegue Zanola -: occorre considerare anche l’impatto sul sistema economico locale e individuare soluzioni capaci di coniugare attrattività, socialità e valorizzazione delle imprese bresciane».
Maggioni richiama il tema del modello di sviluppo:
«Se l’obiettivo è creare un grande momento di festa, perché non coinvolgere direttamente birrerie, pub, ristoranti e pubblici esercizi del territorio? Gli stessi obiettivi si potrebbero raggiungere distribuendo le opportunità economiche tra molte imprese locali, mantenendo sul territorio il valore prodotto dall’evento».
Sulla stessa linea Zanola, che sottolinea come:
«La nostra non è una posizione ideologica. Chiediamo soltanto che, quando una manifestazione raggiunge dimensioni tali da incidere sul mercato, vengano valutati anche gli effetti sulle imprese che operano stabilmente. Chi tiene aperto dodici mesi all’anno crea occupazione, investe sulla qualità e contribuisce ogni giorno alla vitalità della città. È un patrimonio economico e sociale che merita tutela».
Confesercenti guarda inoltre con attenzione alle dichiarazioni dell’assessore al Commercio Andrea Poli sulla possibile realizzazione di un’area stabile destinata ai grandi eventi:
«Alla luce dell’annuncio dell’Oktoberfest questa prospettiva ci preoccupa ancora di più. Una scelta di questo tipo non può essere assunta senza un confronto approfondito con le associazioni di categoria, perché incide direttamente sugli equilibri economici della città».
L’invito al confronto
L’associazione rinnova infine l’invito all’Amministrazione comunale ad aprire un confronto sul futuro della programmazione degli eventi, che rappresentano un’opportunità per una città dinamica e attrattiva, ma devono essere progettati affinché generino valore diffuso e rafforzino l’economia locale, valorizzando le imprese che investono, assumono e garantiscono servizi durante tutto l’anno.
In evidenza un’immagine creata con l’intelligenza artificiale.