come avviene il cambio

Cambio gestore luce, una pratica molto semplice

Tempistiche ridotte, zero costi per la sostituzione e nessuna interruzione della fornitura

Cambio gestore luce, una pratica molto semplice
Brescia, 02 Settembre 2020 ore 08:00

Cambio gestore luce, come avviene questa operazione? È bene sapere che è molto più semplice di quanto si possa pensare. Per cambiare il proprio fornitore è necessario prima valutare tra le diverse offerte disponibili sul mercato libero. Una volta individuata quella che maggiormente si adatta alle nostre esigenze scoccherà l’ora di stipulare il nuovo contratto, sostituendo il vecchio erogatore di energia con il nuovo. Si potrebbe pensare che proprio in questa fase inizino i problemi, ma in realtà non è così. Vediamo il perché.

Cambio gestore luce in semplicità

Sarà infatti il nuovo venditore ad occuparsi dell’attivazione della procedure di sostituzione. Il cosiddetto “switching” non è un’operazione a carico dell’utente: la cessazione del vecchio contratto e l’istituzione del nuovo saranno pratiche che spettano al nuovo fornitore. Non ci sono costi aggiuntivi per chi cambia gestore luce e allo stesso tempo non si avrà nessuna interruzione del servizio, così come non sono previsti interventi tecnici sul contatore o sugli impianti. E bisogna ricordare che non si rischia nemmeno di pagare due volte gli stessi consumi. Il vecchio venditore infatti fatturerà i consumi antecedenti al cambio nella bolletta di chiusura, quello nuovo fatturerà ovviamente i successivi.

Quali sono le tempistiche?

Per effettuare il cambio gestore luce, come si legge in questa guida, sono necessari generalmente da uno a due mesi. Di norma i cambi sono eseguiti il primo giorno di ogni mese. Quindi se lo switching avviene entro il 10 del mese il cambio decorrerà dal primo giorno del mese successivo. Mentre in caso avvenga dopo il 10 andrà al mese seguente. C’è però da fare una specifica: se il nuovo contratto non viene stipulato in ufficio o allo sportello, per attivare la procedura di switching sarà necessario attendere i 14 giorni previsti per l’esercizio del diritto di ripensamento (a meno che il cliente stesso non la richieda prima di tale termine).

I dati necessari per la sostituzione

Servono naturalmente una serie di documenti. Non c’è da spaventarsi, dato che quasi tutti sono facilmente reperibili sulla precedente bolletta. Si parte dai basici nome, cognome e codice fiscale dell’intestatario della fornitura, per poi passare all’indirizzo dell’immobile e al codice POD (14 caratteri). Ciò che non si trova sull’ultima bolletta è la lettura del contatore. Dovremo fisicamente occuparci di questa velocissima operazione, comunicandone l’esito al nuovo fornitore. Sarà questo che poi passerà l’informazione al vecchio erogatore. Infine i dati di pagamento: serve il codice IBAN per la domiciliazione, oltre che recapito telefonico e indirizzo mail per le comunicazioni.

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