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Bergamo e Brescia sul treno del futuro targato Trenord

Piuri: "In Lombardia è iniziato un cambiamento del servizio ferroviario senza precedenti."

Bergamo e Brescia sul treno del futuro targato Trenord
Economia 02 Luglio 2022 ore 11:43

“Vogliamo incontrare i territori, gli amministratori, gli imprenditori, gli insegnanti, non tanto per parlare di Trenord, ma per confrontarci sul futuro della mobilità delle persone”.

Con queste parole Marco Piuri, amministratore delegato di Trenord, ha introdotto il meeting "Verso le capitali della cultura. Bergamo e Brescia sul treno del futuro”, giovedì 30 giugno al Convento dei Neveri di Bariano.

Come stanno cambiando le tratte di Brescia e Begamo

“Stiamo cambiando metà della flotta dei treni: 2 miliardi di euro sono stati investiti dalla Regione Lombardia, a fronte dei 3 miliardi investiti per tutto il resto d’Italia. In Lombardia è iniziato un cambiamento del servizio ferroviario senza precedenti. Ma può bastare il treno da solo per cambiare la mobilità? Certo che no. Le transizioni epocali che stiamo già vivendo, in primis ecologica e digitale, impongono una visione nuova” ha detto Piuri.

Ogni giorno nelle stazioni di Bergamo, Brescia e Treviglio – i tre snodi ferroviari più importanti delle due province, arrivano e partono più di 600 treni di 14 linee, ha spiegato Piuri:

“Il treno è un valore che ha impatti diretti e indiretti che sfiorano i due miliardi di euro all’anno “restituiti” al territorio lombardo”. Eppure - ha anche aggiunto - occorrono obiettivi nuovi per garantire una mobilità moderna, veloce, connessa, intuitiva e comoda per i cittadini.

 

I numeri del servizio di Trenord

Lo ha spiegato in dettaglio Giovanni Chiodi, strategy analyst di Trenord che in collaborazione con Politecnico e Vodafone ha ideato l’intelligenza artificiale “Darwin” per svolgere indagini predittive sulla mobilità delle persone. Che cosa potrà accadere alla mobilità delle province di Bergamo e Brescia tra 10 anni.

Nelle aree toccate dalla ferrovia gli spostamenti con mezzi privati e pubblici cresceranno dagli attuali 700mila al giorno a oltre 800mila, ma crescerà di poco l’abitudine all’uso del mezzo collettivo. Ciò significa che, senza una visione strategica, nel 2032 il traffico sarà ulteriormente aumentato con tutte le prevedibili conseguenze sociali e ambientali. Altro dato: è stato calcolato che se aumentasse la velocità dei treni del 15%, la domanda di trasporto pubblico crescerebbe del 38%: servizio più efficace, dunque, per una mobilità più fluida e competitiva. Il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Orio al Serio, infine, genererà flussi ancor più consistenti nel sistema complessivo della mobilità del territorio.

 

Il progetto Capitali della cultura 2023

Giancarlo Ferrario, direttore editoriale del gruppo Netweek, ha guidato i lavori e, dopo gli interventi di Trenord, ha offerto la parola a Stefano Baia Curioni, professore associato del dipartimento di Scienze politiche e sociali all’Università Bocconi, nonché “mente” del dossier Bergamo e Brescia Capitale della cultura italiana del 2023. Il professore ha portato l’esempio di come si sviluppano le ferrovie e come queste siano legate all’industrializzazione.

“Il progetto "Capitali della cultura" è nato per cercare di ascoltare le necessità delle associazioni culturali e industriali per capire in che modo fosse possibile immaginare un processo di sviluppo che comprendesse la cultura” ha spiegato.

Il punto fondamentale è che sviluppo e cultura non possono che essere pensate come un’unica cosa, senza l’uno non c’è l’altro e viceversa. La mobilità delle persone, in questa prospettiva, sarà motore del cambiamento.

I due assessori alla Mobilità del comune di Brescia e del comune di Bergamo, Alessandro Manzoni e Stefano Zenoni hanno poi rilanciato la necessità di un cambio di passo.

 

Gli ospiti dell'incontro di Trenord

Al dibattito hanno partecipato: Cinzia Baronchelli, vicepresidente Confcooperative Bergamo; Liliana Bartella, professoressa dell'IIS Bazoli Polo di Desenzano; Moris Betti, responsabile della comunicazione di BCC Brescia; Roberto Boi, vicesindaco del Comune di Verdello; Alberto Capitanio, presidente CdO e membro della Cciaa; Luigi Castoldi, assessore Comune di Bariano; Alessandro Colletta, assessore ai trasporti della Provincia di Bergamo e comune di Orio al Serio; Gianmarco Cossandi, sindaco comune di Palazzolo sull'Oglio; Alberto Curto di Vodafone Italia; Davide D'Adda, direttore del Giornale di Treviglio; Massimiliano Fratus, del polo di Romano di Lombardia di Confartigianato Bergamo; Riccardo Galione, vicepresidente Gruppo Netweek; Paolo Ghislandi, HR del Gruppo Same Deutz Fahr; Giovanni Grazioli, presidente di Bcc Treviglio; Renato Guatterini, vicepresidente Ance Bergamo; Marino Lamera, ex assessore Comune di Bariano; Luca Laroni, Vodafone Italia; Basilio Antonio Mangano, assessore Mobilità Comune di Treviglio; Carlo Massoletti, presidente Confcommercio Brescia; Marco Meazzini, docente Dams dell'Università Cattolica di Brescia; Fabio Piozzi, docente Dams dell'Università Cattolica di Brescia; Massimo Mossi, consigliere del comune di Bariano; Angelo Rossi, presidente Ferrovie Turistiche Italiane; Marco Seghezzi, assessore al bilancio del comune di Romano; Paolo Streparava, vicepresidente Confindustria BS; Tomas Toscano, direttore Cna Bergamo; Paola Valisi, responsabile progetti Fondazione Clerici; Maurizio Vavassori, ex assessore comune di Arcene.

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