cultura

«Un sasso lanciato nel Golfo» dedicato a monsignor Capra, la presentazione a Salò

Venerdì 4 settembre 2026 alle 17.30 al Salòtto della Cultura di via Leonesio 4

«Un sasso lanciato nel Golfo» dedicato a monsignor Capra, la presentazione a Salò

«Un sasso lanciato nel Golfo», questo il titolo del libro dedicato alla figura di monsignor  Gianni Capra : la presentazione è in calendario venerdì 4 settembre 2026 alle 17.30 al Salòtto della Cultura di via Leonesio 4 a Salò.

La presentazione di “Un sasso lanciato nel Golfo”

Il libro, curato da  Pino Mongiello , sarà presentato da monsignor  Giacomo Canobbio  e dal giornalista  Tino Bino . Monsignor Gianni Capra è una figura di grande importanza per la città benacense: l’arciprete resse infatti la parrocchia di Salò dal 1965 al 1971 lasciando un’impronta indimenticabile verso i credenti ma non solo. Come uomo di fede, infatti, si poneva il problema dell’ateismo, dell’indifferenza e dell’apatia religiosa. La sua sconfinata curiosità lo rese perfetto conoscitore di lingue antiche quali il latino, il greco e l’ebraico così come di lingue più moderne come l’inglese, il russo e l’arabo. Don Capra venne accolto dall’Ateneo Cittadino come socio mentre l’Amministrazione comunale di Salò, prima che si congedasse per presiedere la parrocchia della Cattedrale di Brescia, gli conferì la cittadinanza onoraria, disse di sentirsi: «Fiero del titolo di cittadino onorario conferitomi da quella Comunità a me tanto cara». Ed infatti lui si sentiva davvero partecipe della città tanto da cercarne sempre l’incontro, l’ascolto, il dialogo in linea con quanto suggerito dalle dichiarazioni conciliari del Vaticano II.

Il convegno nell’ottobre 2025

Nell’ottobre 2025 Salò ha ospitato un convegno sulla sua figura i quali atti sono presenti nel volume in questione, così come le testimonianze del sindaco  Francesco Cagnini , del parroco  Gianluigi Carminati  e del presidente dell’Ateneo  Andrea Crescini . Significativo l’amore che Don Capra provava nei confronti di Salò tanto che nel suo testamento spirituale lasciò scritto di voler essere sepolto, se possibile, nel cimitero vantiniano, che guarda il lago, nella cui umile terra riposavano già i suoi genitori.