Cultura
Brescia

Un nuovo inizio per la mostra "Donne nell'arte. Da Tiziano a Boldini"

Ha riaperto a Palazzo Martinengo l'esposizione curata da Davide Dotti, con capolavori di Tiziano, Boldini e molti altri.

Un nuovo inizio per la mostra "Donne nell'arte. Da Tiziano a Boldini"
Cultura Brescia, 28 Gennaio 2022 ore 18:28

di Stefania Vezzoli

L’8 marzo 2020, dopo cinque settimane di apertura con un’affluenza straordinaria, la mostra "Donne nell’arte. Da Tiziano a Boldini", allestita a Palazzo Martinengo a Brescia, era stata costretta a uno stop forzato a causa della pandemia. Sono passati quasi due anni da quel giorno che ha rappresentato una dura batosta per il curatore Davide Dotti, originario di Erbusco, e per l’associazione Amici di Palazzo Martinengo, guidata dalla presidente Roberta Bellino. Ed ora è tempo di un nuovo, radioso inizio.

Un nuovo inizio per la mostra "Donne nell'arte. Da Tiziano a Boldini"

L’esposizione, che presenta oltre 90 capolavori di importanti artisti come Tiziano, Guercino, Pitocchetto, Appiani, Hayez, Corcos, Zandomeneghi e Boldini, è stata riallestita e sarà visitabile fino al 12 giugno, il mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 17 e il sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 20 (informazioni al 392.7697003). La mostra si avvale di una collaborazione con la Fondazione Marcegaglia Onlus, che consente di approfondire tramite appositi pannelli di sala tematiche di grande attualità sociale e mediatica, tra cui le disparità tra uomini e donne, le violenze domestiche e l’emarginazione sociale. E l’1% del ricavato sarà devoluto all’Airc per sostenere la ricerca sul cancro.

Le opere in esposizione

Tra le opere d’inestimabile valore presenti spiccano la "Maddalena penitente", olio su tela di Tiziano esposto per la prima volta in Italia, "Coppia di amanti in piedi", disegno di Gustav Klimt, e alcuni capolavori di Giovanni Boldini. Un allestimento che, rispetto al progetto originario, ha subito qualche variazione. "Le opere erano state rispedite ai collezionisti e, in questi due anni, c’è chi ha avuto delle disavventure, qualcuno purtroppo è anche venuto a mancare - ha raccontato il curatore e storico dell’arte Davide Dotti - Su 90 opere, ci sono una decina di sostituzioni, di pari livello se non addirittura superiore. E’ stato un doppio lavoro, non mi era mai capitato di riallestire una mostra, ma è stata la scelta giusta: a maggio 2020, quando i musei hanno riaperto, era il deserto".

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"Una gioia immensa" per il curatore, che guarda al futuro

Il curatore Davide Dotti

In due anni di stop forzato, il critico erbuschese ha approfittato per smaltire il lavoro arretrato, tra saggi specialistici e consulenze per privati, ma la sua vulcanica mente non si è mai fermata. "Ho iniziato a pensare a un progetto per Brescia e Bergamo capitali della cultura 2023, una grande mostra che farà dialogare le due città legate da una tragedia, sanitaria e umana - ha rivelato - Saremo pronti ad accogliere visitatori da tutta Europa: è un’opportunità straordinaria". Davide Dotti ha ricordato il percorso fatto dal 2014 a oggi, proprio con l’obiettivo di rilanciare la città di Brescia dal punto di vista culturale. "La mostra del 2019, “Gli animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti”, ha registrato oltre 60mila ingressi - ha sottolineato - Ora, i numeri del primo weekend vanno oltre le mie più rosee aspettative, con 850 ingressi. Abbiamo già 120 classi prenotate. E’ una gioia immensa". Il curatore ha rimarcato l’importanza della sensibilizzazione sui temi sociali (dai più piccoli agli adulti) che anima l’esposizione e l’impegno sul fronte della solidarietà. Perché l’arte è bellezza, ma non solo.

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