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Successo in prima serata al "Diluvio Festival"

Successo in prima serata al "Diluvio Festival"

Successo in prima serata al "Diluvio Festival"
Cultura Sebino e Franciacorta, 29 Luglio 2022 ore 12:50

di Giorgia Bartolotta

Ieri sera è iniziata la settima edizione del "Diluvio Festival", che si protrarrà fino a domenica, presso il Parco del Maglio di Ome.

Successo in prima serata al "Diluvio Festival"

L'evento inclusivo si pone contro ogni forma di discriminazione, dove «ognuno è libero di vestirsi e comportarsi senza paura dei pregiudizi». Il tema di quest’anno è il «corpo», e il talk della prima serata, in perfetta armonia, si è concentrato proprio sulla sua rappresentazione nella pubblicità e nei media, ripercorrendo i cambiamenti degli ultimi 30 anni. Organizzato da Fler, un brand che vuole rivoluzionare il concetto di depilazione con prodotti genderless e vegani, l’appuntamento ha visto la presenza di Chiara Galeazzi e Tania Loschi del podcast «Réclame». Galeazzi è autrice e speaker per Radio Deejay e ha condotto il podcast di Netflix Italia “Prossimamente”; Loschi, invece, è copywriter e consulente di comunicazione freelance.

Il talk - bullismo pubblicitario e body positivity

Dopo aver ringraziato Fler - For a Shameless World (per un mondo senza imbarazzo), le due protagoniste hanno iniziato a raccontare la rappresentazione del corpo nella pubblicità, con riferimenti ai primi anni '60, alla fine degli anni '80, all'inizio del 2000 e al nostro presente. «Della pubblicità noi sappiamo pochissimo, ma la subiamo molto - spiega Tania Loschi - Quindi oggi vi racconteremo come abbiamo interiorizzato alcune rappresentazioni, perché l'obbiettivo della pubblicità è quello di "entrarti in testa", per venderti un prodotto».

Hanno diviso il loro intervento, mostrando al pubblico alcuni spot, partendo dal tema della pelle e dei prodotti per la cosmesi (come "Clearasil", contro l'acne), passando per i prodotti anti-invecchiamento, fino ad arrivare al corpo, ai peli e alle mestruazioni. Quello che questi spot pubblicitari hanno in comune è il Male Gaze (lo sguardo maschile), che vede la donna come un premio, qualcosa che si può vincere. Con il tempo, questa visione si è evoluta, ma non troppo: è stato modificato il modo in cui veicolare il messaggio, ma il senso è rimasto lo stesso.

Così si è aperto il festival del corpo, con un dialogo sull'inclusività, seguito poi dalla musica di diversi artisti che hanno fatto ballare e cantare, anche sotto la pioggia che li ha raggiunti in tarda serata.

Il concerto

Con quattro serate di musica, ambientalismo, talk inclusivi e Generazione Z, il festival ha aperto con il polistrumentista Dellacasa Maldive, nome d’arte di Riccardo Dellacasa, seguito dai "Giallorenzo", una band nata nel 2019, composta da due ragazzi bergamaschi e due bresciani, che hanno legato in territorio neutro, a Milano, cantando «Inseguire i sogni è una cazzata di destra. Sono loro che inseguono noi». Successivamente, si sarebbe dovuta esibire Scerida, sul palco ai piedi del bosco, ma nel frattempo è arrivato il temporale. Sono riusciti a suonare, però, gli artisti più attesi della serata, il gruppo "Fine Before You Came", formatosi a Milano nel 1999, che ha presentato l'ultimo album. Sotto il palco e sotto la pioggia, tante persone a saltare e ballare, fino alla fine: niente li ha fermati.

E poi?

Questa sera il secondo appuntamento vedrà come protagonisti i "Gomma", un gruppo composto nel 2016 da Ilaria, Giovanni, Matteo e Paolo, che suonerà alle 22.45 un post-punk cupo ed emotivo. Prima di loro, salirà sul palco ai piedi del bosco Loneriver, che ha fatto il suo esordio da solista un paio d’anni fa. Alle 21.35 si esibirà anche il gruppo "Bee Bee Sea", che da Mantova qualche anno fa è arrivato fino a Phoenix, con l’album "Sonic Boomerang". Ad aprire la serata, Tin Woodman, un trio nato dalla collaborazione tra Simone Ferrari, Davide Chiari e Tin Woodman, il robot venuto dallo Wautah (l’uomo di latta del Mago di Oz). Da mezzanotte in poi, sia oggi che domani ci sarà la Silent Disco, con ingresso gratuito.

Alle 19.45 il talk sul tema del «Lavoro, tempo e povertà: si può lavorare meglio?», con Alessandro Sahebi e Vittorio Cateni, aprirà questo venerdì sera, in attesa della musica e (forse) del "diluvio".

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