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STORIA DEL SIGARO tra serio e faceto

STORIA DEL SIGARO tra serio e faceto
Cultura 22 Gennaio 2017 ore 19:19

Gli appassionati sono sempre più numerosi, perché i sigari non sono come le sigarette, ma nascondono alle proprie spalle un’autentica cultura.
Sigari che devono essere conservati in ambiente controllato perché non perdano le loro caratteristiche e che è meglio non fumare perché se ne andrebbe in fumo un capitale o che ci si può concedere solo poche volte nella vita, per esempio per degustare il piacevole gusto di una giornata importante. Insomma, quello dei sigari è un mondo a sé, che non manca di suscitare sorpresa in coloro che non lo conoscono, ma soprattutto eccita e riempie di gioia chi sta cominciando a muovervi i primi passi.

E se avete un amico che adora i sigari...non mancano proposte e idee regalo a tema. Un po’ di numeri a questo punto paiono consigliabili per cominciare a capirci qualcosa di più. Partiamo dai sigari cubani: fanno registrare 170 milioni di unità vendute nel mondo. Il 90% della lavorazione è ma nuale. Delle 294 operazioni necessarie per confezionarli, 197 in campo si svolgono nel campo, 71 per la lavorazione delle foglie, 26 nella «Fabrica». Come testimoniato dal prezzo, non tutti i sigari cubani sono uguali. In particolare variano a seconda del tabacco e della procedura di fabbricazione.
Le foglie di tabacco, dopo il raccolto, vengono imballate per essere spedite alla "Fabrica", qui vengono reintegrate nel loro giusto grado di umidità, fumigate e la foglia privata del bordo, delle nervature centrali e delle costole. Vengono poi essiccate e messe a fermentare. A questo punto inizia la selezione.
Non tutti i sigari sono fatti a mano, alcuni sono fatti a macchina e destinati al mercato interno. Per verificare il tipo di lavorazione si guarda sul fondo della scatola, dove, impresso a fuoco si trovano tre diversi marchi.

Totalmente a mano: il sigaro è fatto a mano. Hecho a mano: la miscela del tabacco interno è fatta a macchina e il sigaro è rifinito a mano. Hecho en Cuba: sigari fatti a macchina.
Infine, aggiungiamo qualche nozione tecnica sulle caratteristiche dei sigari.
La parte posteriore si chiama «testa», la parte anteriore si chiama «piede». Il sigaro è formato da tre tipi di foglie di tabacco: foglia primaria (capa), la foglia che avvolge il sigaro, foglia mediana che regola la combustione del sigaro (capote), le foglie della «tripa», ovvero le foglie che riempiono il sigaro.

La tripa è composta da una miscela di foglie: volado, la foglia dedita alla combustione; seco, la foglia che da il sapore al sigaro; ligero, la foglia che conferisce robustezza e forza alla fumata.

A questo punto affidatevi a un tabaccaio esperto, lasciatevi trasportare nel vasto mondo del sigaro e cercate di indovinare l’acquisto giusto!

 I sigari cubani fanno registrare 170 milioni di unità vendute nel mondo. Delle 294 operazioni per confezionarli, 197 si svolgono nel campo, 71 per la lavorazione delle foglie, 26 nella «Fabrica» 


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