Sisto Palombella,essenza dell’artista di strada

Sisto Palombella,essenza dell’artista di strada
14 Agosto 2016 ore 11:30

Prendere il proprio strumento musicale, oppure la tavolozza e i colori, uno sgabello e uscire di casa e posizionarsi in qualche angolo della città. E’ questa, in sostanza, la giornata di un artisti di strada. Ed è questa, in breve, la vita di Sisto Palombella, pugliese di origine che si è trasferito al nord nel 2000 e vive ad Asola ormai da 7 anni. Una vita trascorsa tra le strade del mondo, a contatto con il pubblico e con la quotidianità di tutti i giorni. L’essenza dell’artista di strada è questa, anche se la situazione non favorisce più questa attività, anzi si tende a catalogare e rinchiudere questi artisti nei «recinti», facendoli esibire solo in festival o inserirli in programmi decisi a tavolino. Per fortuna, però, non tutti gli artisti di strada seguono questi schemi. Sisto Palombella, per esempio, mantiene salde le proprie radici. «Mi sono interessato di arte di strada negli anni ’80. Laureato al Dams con una tesi “sull’identikit dei musicisti di strada”, prima suonavo il pianoforte e dopo, facendo questo lavoro, era più comodo portare in giro la fisarmonica e così ho cambiato strumento», afferma Sisto facendo una breve biografia della sua vita e ricordando, inoltre, la sua passione per il jazz.

Come artista di strada Sisto Palombella ha visto tanti volti, ha maturato molte esperienze e si è fatto un’idea ben precisa di questa figura: «L’artista di strada deve essere libero, deve comparire in qualche angolo che non ti aspetti. Con questo non voglio mettere in dubbio le qualità di altri artisti, ma voglio sottolineare che l’arte di strada non la puoi organizzare, non ha senso programmare ogni cosa». Sul curriculum di ogni artista di questo genere dovrebbe esserci una sola parola: la strada, con la sua unicità, i suoi momenti irripetibili e non riproducibili. In un momento del genere, dove l’avanzare della tecnologia in ogni settore si fa sempre più pressante, diventa difficile resistere a simili “tentazioni”. La pensa in questo modo Sisto Palombella: «La strada per me è una sfida continua. Dai buskers intervistati a Ferrara mentre stavo raccogliendo informazioni in vista della tesi di laurea, ho imparato che in strada siamo liberi ma anche molto scoperti. Può capitare di tutto, perchè l’artista di strada prende spunto da una cultura che parte dal basso». Nelle sue varie interpretazioni, ciò che ha notato Sisto è l’indifferenza della gente.

Le persone si fermano con rarità a guardare il volto degli altri, siamo ormai computerizzati negli atteggiamenti e così è difficile trovare persone che assistono a qualche spettacolo di un’artista: «Per provocare l’indifferenza della gente ho ideato una struttura che mi permette di stare all’interno di una sorta di scatola, suonare e non essere visto dal pubblico. Una sorta di esperimento che aveva realizzato in teatro il celebre Luigi Dalla Piccola. E’ questa la vita di un’artista di strada, uno autentico, di quelli che è possibile scorgere tra le capitali europee, ma anche tra l’alto mantovano, la bassa bresciana e il lago di Garda. Sisto Palombella è un’artista di strada unico, che è pronto ad esibirsi in qualsiasi contesto dove è il pubblico a creare l’esperienza con il suo atteggiamento e partecipazione.

Valerio Morabito 


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