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Rogo della vecia, appuntamento domenica

Rogo della vecia, appuntamento domenica
Cultura 29 Marzo 2017 ore 18:42

«Zefiro torna e ‘l bel tempo rimena» cantava messer Francesco Petrarca a salutare l’arrivo di Primavera candida e vermiglia. E la tradizione dell’addio al terribile generale inverno per abbracciare la bella stagione dei fiori e degli amori sboccia anche a Desenzano con il consueto rogo della vecia. Domenica 26 marzo l’attempato pupazzo che raffigura la stagione uscente avrebbe dovuto bruciare per sciogliere il gelo all’arrivo dei primi tepori. Ma il maltempo, in particolare il vento, hanno suggerito di rimandare.

E così sarà questa domenica l'appuntamento col rogo della vecia

Uno spettacolo antico che si svolge in molti comuni dell’Italia settentrionale e che qui è offerto dal gruppo folkloristico «I gnari de Colatèra», presieduti da Alessandro Pittigliani e dal vice Massimo Bernardini. Un processo con esito scontato, ma non per questo meno avvincente. La recita, scritta rigorosamente in dialetto desenzanese dall’avvocato Fabio Volta, vedrà il giudice costretto a condannare la povera vecchia alla pena capitale del fuoco, nonostante l’accorata e illuministica perorazione della difesa. Pubblico ministero e furor di popolo l’avranno quindi vinta: insomma questa brutta stagione fredda e tenebrosa se ne deve andare ed essere dimenticata! Un partecipato scorcio di tradizione locale che da sempre appassiona i desenzanesi doc, ma che attira anche molti turisti, incuriositi dal particolare e anacronisticamente affascinante spettacolo. Grazie ai vigili del fuoco poi, l’esecuzione avverrà in tutta sicurezza, e le fiamme che si stagliano sul blu del lago saliranno al cielo con tutti i pensieri dell’inverno che ormai se ne va.

Il programma partirà dalle 10 raduno in piazza Matteotti, cui seguirà un’esibizione di automodellismo dinamico (sino alle 14.00) e la sfilata che raggiungerà la spiaggia del Desenzanino ove si terrà, a partire dalle 17.30,  il processo. Nel frattempo intrattenimento con la gara di motoscafi in scala. Stand gastronomici curati dai gnari e musica suonata dall’altro celebre gruppo folkloristico rivoltellese dei «Cuori ben nati».


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