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PAPA', MAMMA CHIEDE SE VUOI SPOSARLA

PAPA', MAMMA CHIEDE SE VUOI SPOSARLA
Cultura 22 Dicembre 2016 ore 12:29

Due strade lontane che si incontrano, si separano e si riuniscono per non lasciarsi mai più. Luca Sapetti e Sara D’Ambrosio festeggeranno domenica 4 dicembre i loro primi sei mesi di matrimonio. E pensare che alla nascita il destino aveva provato a mischiare le carte perché mentre lei nasce e cresce a Castel Goffredo, lui compie i suoi primi passi in terra piemontese, a Ciriè in provincia di Torino.

Oggi Luca ha 30 anni e Sara ne compirà 26 il prossimo 15 di dicembre. A spiegarci in che modo le loro vite si sono incrociate, è stata la moglie fresca di fiori d’arancio: «Ricordo ancora il nostro primo incontro. Era il 2006 e Luca giocava nella Castellana, la squadra di calcio del paese. Io  ero con le mie amiche al bar “Frog Caffè”, il punto di ritrovo dei giovani di Castel Goffredo, e lui è entrato assieme ad alcuni suoi compagni di calcio. Avevano appena terminato una partita o un allenamento. Mi ha vista, mi ha notata lui per primo: così è iniziato il suo corteggiamento, io non ho saputo nè potuto resistergli, e nel giro di poco tempo abbiamo deciso di metterci insieme. Io avevo 16 anni, lui 20: da quell’incontro è nata la nostra storia d’amore». Il calcio dunque è stato un elemento fondamentale per consentire ai due protagonisti di incontrarsi. Luca, infatti, pratica questo sport sin da quando era bambino: una vita dedicata alla sua passione e nel 2006, appena ventenne, viene chiamato in serie D dalla Castellana. Grazie a questo trasferimento trascorre l’anno nel comune natìo di Sara e scatta la scintilla. La stagione successiva, tuttavia, arriva il primo ostacolo per la coppia: il calcio professionistico reclama Luca nelle vesti del Cuneo Calcio che, allora, militava nell’ormai scomparsa C2.

La proposta è irrinunciabile e i due passano circa due anni tra treni e valigie pur di vedersi e continuare a frequentarsi. Chiaramente la situazione non è delle più idilliache per una coppia che si è formata da appena un anno. Le condizioni per una buona relazione vanno via via affievolendosi e il 2010 rappresenta un punto di rottura: Luca e Sara per due anni non si vedranno più e in questo periodo lei si trasferisce a Milano. Ma proprio a questo punto viene fuori la forza del loro amore: il tempo e le distanze non fanno appassire la loro passione e i nostri protagonisti capiscono di non poter fare l’uno a meno dell’altra. «A cavallo tra il 2012 e 2013 – continua Sara -  abbiamo ripreso a frequentarci e siamo tornati insieme. Eravamo cresciuti, maturati e più consapevoli di ciò che volevamo: avevamo imparato molto da quei due anni. Ci siamo confrontati e abbiamo convenuto che stare insieme era ciò che desideravamo entrambi: ci siamo persi, ma ci siamo ritrovati più forti di prima per non lasciarci mai più».  Una consapevolezza forte e convinta che viene premiata con uno dei più bei regali che la vita potesse fare ai due giovani: un figlio. La mamma racconta orgogliosa: «Nel 2014 è arrivato Alessandro, è stato un raggio di luce nella nostra vita. Io avevo 23 anni, Luca ne aveva 27: eravamo diventati una famiglia».

Il tempo passa, la coppia, ormai diventata un trio, vive sotto lo stesso tetto a Castel Goffredo. Lui trova lavoro a Montichiari nonostante la crisi e non abbandona il calcio, sia pure a livello dilettantistico nel Suzzara Calcio, squadra della Prima Categoria mantovana; lei ha inaugurato un paio di mesi fa «.74», un negozio di abbigliamento per bimbi in centro a Mantova. Nel frattempo è cresciuto anche Alessandro che è stato, tra l’altro, protagonista di uno dei momenti più importanti del matrimonio di Sara e Luca, ovvero la proposta di fidanzamento con tanto di anello. Ci spiega lei sorridendo: «Eravamo al ristorante e sembrava essere una delle tante volte che uscivamo tutti e tre insieme. Ma non era affatto così. Luca aveva consegnato l’anello di fidanzamento ad Alessandro, il quale si è avvicinato a me e mi ha detto testuali parole “ha chiesto papà se vuoi sposarlo”. Mi si è riempito il cuore di gioia e ovviamente ho detto di sì. E’ stata un’idea fantastica: una delle più belle proposte di matrimonio che potessi immaginare, perché coinvolgeva due delle persone più importanti della mia vita». E così, lo scorso 4 giugno, i due si sono giurati amore eterno. Si è trattato di un matrimonio con rito religioso, perché sono entrambi credenti. Molti gli invitati, ma erano soltanto i parenti e gli amici più stretti venuti a festeggiare i novelli sposi.

Ora il pensiero continua a correre e l’ultima domanda che facciamo a Sara riguarda la famiglia: si allargherà? Va già bene così? La risposta è chiara e condivisibile: «Per adesso stiamo bene così anche perché, parlando in termini molto pratici, con l’apertura del nuovo negozio sono molto impegnata sia a livello di tempo, sia a livello economico. L’idea futura è sicuramente quella di non lasciare Alessandro da solo, ma non a breve termine. Siamo felici noi tre per adesso».
Nuove avventure in vista per la famiglia Sapetti dunque: affrontarle sarà sicuramente più facile con Alessandro e con un «sì» che durerà per tutta la vita.


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