«Non sono un clone di Celentano»

«Non sono un clone di Celentano»
24 Agosto 2016 ore 07:40

A chi lo chiama addirittura «sosia» o «clone» ribatte che lui è semplicemente un interprete, che riesce a rappresentare Adriano Celentano come lo immagina, aiutandosi tuttavia con un piccolo aiuto della natura. Molto simile al celeberrimo autore sia vocalmente che fisicamente, il 51enne cremonese Maurizio Schweizer è il fortunato leader del gruppo «Il re degli ignoranti», un impeccabile tribute show a Celentano. L’organico composto da ben 11 artisti contribuisce a ricreare arrangiamenti fedeli agli originali, e gli accessori vintage ci portano indietro nel tempo agli anni d’oro della musica italiana, ma a completare la magia dello spettacolo ci sono soprattutto la gestualità, i molleggi e i passi dello showman accompagnati da una naturalezza da far invidia all’originale. Quando è iniziata questa avventura e da dove è arrivata l’idea di uno show tributo?

«Anni fa avevo un gruppo, suonavamo nei locali, e tante persone mi fermavano dicendomi che assomigliavo molto a Celentano. Vocalmente sono nelle sue corde e anche certi movimenti mi vengono naturali quindi mi sono buttato in questa nuova esperienza. Certo non è sempre facile, soprattutto all’inizio guardavo moltissimi video e concerti per studiarlo il più possibile. Dal 2008 ad oggi mi sono perfezionato e posso dire che ormai mi riesce in modo quasi automatico. Anche lo show è cresciuto tanto, soprattutto grazie a Mattia Cortellazzi che è sempre molto attento a tutti i dettagli. Però il complimento più grande che mi hanno fatto è stato dirmi che oltre al personaggio sono riusciti a vedere e apprezzare la mia personalità, perchè è questo che mi caratterizza». Soprattutto negli ultimi due anni il vostro successo ha avuto una rapida escalation che vi ha portato a calcare anche palchi internazionali come in Russia, Stati Uniti, Kazakistan, Ucraina e altri Paesi europei. Ti aspettavi questo successo? «Da un paio di anni abbiamo un tour fisso in Russia, iniziato nel novembre di due anni fa al “Crocus Hall” di Mosca, che è una cosa stratosferica, con quasi 7 mila spettatori. Per una cover band è un teatro moderno, fatto nella fase moderna della storia russa, dopo la perestroika. Ed è immenso, ci hanno cantato molti artisti internazionali. A volte mi sento un po’ come Forrest Gump, che si ritrova in alcuni momenti particolari in posti o luoghi simbolo, come in questo caso della storia musicale Russa. Adesso si replica e faremo probabilmente due tranche. Questo successo nei paesi dell’est Europa e soprattutto in Russia probabilmente è dovuto allo stesso Celentano, che lì è davvero molto amato. Adriano così come i Ricchi e poveri, Cutugno, Albano sono stati un po’ il primo contatto russo con la cultura occidentale negli anni ’80 e per questo sono rimasti dei punti di riferimento importanti. Poi per certi versi loro sono molto simili a noi sul piano musicale amano la musica napoletana e hanno molte canzoni nostalgiche, quasi neomelodiche». Non solo. Sei stato invitato a partecipare ad alcune trasmissioni televisive molto conosciute in Russia…

«Si, esatto. Da quando siamo stati scoperti lì ho partecipato anche a diverse trasmissioni sul Primo Canale Russo: come “Comedy club” che è una sorta di Zelig e “Toch v Toch” che invece somiglia al nostro “Tale e quale show”. Qui sono intervenuto come ospite e giudice, ma il russo non lo parlo proprio, per fortuna avevo un traduttore in simultanea. E’ stata una bella esperienza» Il tuo show è curato fin nei minimi particolari. Alcuni costumi di scena che utilizzi sono in tutto e per tutto simili all’originale, non è che qualcosina te l’ha regalata proprio il Molleggiato in persona? «No no, niente di quello che utilizziamo è appartenuto a Celentano. Non è facile perchè molte cose come i tessuti degli anni ’70 e ’80 non si trovano facilmente ma abbiamo cercato di riprodurre abiti il più possibile fedeli agli originali. Infatti quando troviamo l’esperto un po’ più appassionato di Celentano riesce a riconoscere i costumi di scena utilizzati da lui in qualche concerto» Te l’avranno chiesto in tantissimi ma vogliamo rivelarlo anche ai nostri lettori… Ad oggi tu e Celentano vi siete mai incontrati? «No, mai. Bisognerebbe trovare il canale giusto perchè non mi piacerebbe andare da lui e presentarmi così come suo “sosia”. Sicuramente tramite you tube è possibile che mi abbia già visto e un po’ lo spero, ma non ne sono certo» Cosa direbbe Celentano di questo show e cosa rappresenta per te? «Se dovesse solo dirmi “Eh però sei forte”, sarebbe già tanto! Spero un giorno di poterlo incontrare». Progetti per il futuro ? «Ma sai, non voglio pensare troppo avanti. Per ora va tutto molto bene, la gente viene a sentirci, ci scrive, ci incoraggia. Già così siamo molto contenti: lo spettacolo piace e finchè va, cerchiamo sempre di migliorarci. Ma preferiamo tenere i piedi per terra».

Alessia Gessa


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