Nella Fossa Magna la «Carpenedolo sotterranea»

Nella Fossa Magna la «Carpenedolo sotterranea»
07 Agosto 2016 ore 23:52

Un sopralluogo dell’associazione Pro loco con «Brescia Underground», realtà cittadina che si prefigge di esplorare e documentare il sottosuolo di Brescia, tra le segrete della Fossa Magna è stato lo spunto per ripensare alla valorizzazione dello storico canale, ormai quasi sempre asciutto per problemi legati all’abbassamento della falda acquifera. Passeggiando per le vie del paese è capitato di vedere questi uomini all’interno della Fossa, accompagnati da Giovanni Bresciani, che per 25 anni è stato dipendente comunale e più di altri conosce quei cunicoli. L’idea, senza troppi giri di parole, sarebbe di poter far visitare la Fossa Magna, i suoi canali, i sotterranei. «Sotto piazza Europa l’altezza è di circa 4 metri. Tutto è rivestito da mattoni e marmo. Ci sono anche delle volte. E’ bello passare sotto Palazzo Marcolini, l’ex mulino», racconta il signor Bresciani. Certo, una eventuale visita potrebbe essere effettuata solo quando non scorre l’acqua e questo, purtroppo, non è un problema. A tal proposito il signor Bresciani ricorda che «una volta nella Fossa Magna c’erano anche le trote. Andando verso Montichiari, dopo il ponte di via Gramsci, c’era un vero e proprio allevamento».

Ma, tornando al sopralluogo, Giovanni Bresciani afferma che «il ponte in via Gramsci è ancora in buone condizioni», anche se senza acqua servirebbe una disinfestazione per allontanare i topi. Il problema igienico, al momento, è uno degli ostacoli sulla strada che potrebbe portare alla rivalutazione della Fossa Magna. Già, e proprio tra le linee programmatiche dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Tramonti è presente la rivalutazione della Fossa Magna: «Anche per quanto riguarda l’alveo della Fossa Magna pianificheremo interventi per la pulizia del fondo e il mantenimento costante della portata dell’acqua». Del resto la Fossa rappresenta una parte consistente della storia del paese e come ricordano i vari libri sulla cittadina della bassa bresciana, «con questa fossa i Visconti volevano segnare i loro confini e impedire l’improvviso assalto dei loro nemici». Sempre da documenti storici che risalgono al 1507, inoltre, si può notare che l’acqua della Fossa Magna giungeva a Carpenedolo da Lonato tramite Montichiari. Giovanni Brescianievidenzia anche come «il principale affluente della Fossa Magna è stata la seriola Lametta».

Nelle epoche passate i proprietari dei mulini pagavano alla seriola Lametta un canone per avere acqua nel periodo invernale. Ma tra i fatti storici che non possono passare in secondo piano c’è lo sbarramento del 1750, quando il corso della Fossa venne ridotto. Al di là di simili cambiamenti, ai quali seguirono modifiche intorno la Fossa, come la netta diminuzione di lavatoi, «fino al 1975 c’era molto acqua nella Fossa», afferma il signor Bresciani. Oggi, invece, la situazione è sotto gli occhi di tutti. In diverse occasioni si è suggerito di realizzare un pozzo per intercettare l’acqua della falda, ma il signor Bresciani afferma che «circa 20 anni fa si era provato a fare un pozzo, ma non è così semplice far tornare l’acqua in quanto la sorgiva è bassa».

Valerio Morabito 


Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia