l'incontro

“Nel segno di Francesco”, la chiesa di San Bernardino: se ne parla questa sera a Salò

Ad accompagnare la serata il Maestro Gerardo Chimini all'organo e il soprano Cristina Klein

“Nel segno di Francesco”, la chiesa di San Bernardino: se ne parla questa sera a Salò

“Nel segno di Francesco”, la chiesa di San Bernardino: se ne parla questa sera (mercoledì 20 maggio 2026) a Salò.

A Salò la conferenza “Nel segno di Francesco”

Appuntamento questa sera alle 20.30 nella chiesa di San Bernardino, in piazza San Bernardino a Salò: si terrà la prima delle conferenze del ciclo Conversazioni francescane, dal titolo Nel segno di Francesco, organizzata in occasione dell’ottavo anniversario dalla morte di san Francesco d’Assisi. La serata sarà introdotta dai saluti di Andrea Crescini presidente dell’Ateneo di Salò e da monsignor Gianluigi Carminati parroco di Salò.

Al centro della serata la relazione della professoressa Liliana Aimo dal titolo: “550 anni fa nasceva a Salò la chiesa francescana di S. Bernardino”. Ad accompagnare la serata il Maestro Gerardo Chimini all’organo e il soprano Cristina Klein.

La chiesa di San Bernardino

Nel corso del XV secolo Salò e l’intera riviera gardesana vissero un periodo molto prospero, con un considerevole aumento della popolazione e una vita religiosa sempre più attiva. La devozione locale in quel periodo aveva una matrice prevalentemente francescana, dovuta al fatto che già nel 1221 san Francesco d’Assisi infatti aveva visitato questi paesi, seguito poi da sant’Antonio da Padova e intorno al 1437 da san Bernardino da Siena, venuto spesso a Salò e nei comuni limitrofi come predicatore, trasmettendo ai fedeli un’intensa forza carismatica.

Inaugurata nel 1476, la chiesa dedicata a San Bernardino da Siena era inserita in un complesso religioso molto ampio, che comprendeva anche l’annesso convento dei Frati Minori dell’Osservanza (detti Zoccolanti). Un vero centro di spiritualità, punto di riferimento per i salodiani.

Quella attuale non rispecchia la chiesa originale, dalle fonti ricordata come la più grande chiesa salodiana dopo il Duomo, ma con una struttura più modesta, consona allo stile povero francescano. All’epoca infatti la chiesa contava, oltre al maggiore, altri dieci altari laterali, in cappelle a pianta quadrata, con volte a croce senza cordonature. Nel 1798, in seguito alla soppressione napoleonica dei conventi e degli ordini religiosi, l’intera comunità francescana fu trasferita nel monastero di San Faustino a Brescia e l’edificio si trasformò nella sede della Pretura e tuttora ospita gli uffici delle Imposte, del Registro e della Finanza, mentre la chiesa rimase aperta al culto.

Alla fine dell’800 l’edificio era in precario stato di conservazione e il terremoto del 1901 ne compromise la staticità, soprattutto della parte centrale. Chiusa al pubblico perché considerata non sicura, nel 1910 crollarono il tetto e la volta e la chiesa. I lavori di ricostruzione, durati sino al 1914, secondo il progetto dell’architetto Beniamino Serri di Carrara, ne modificarono la struttura, accorciando le dimensioni di circa un terzo. L’antico presbiterio e la sagrestia vennero inglobate in abitazioni private, mentre oggi rimane visibile solo la parte superiore del campanile in stile rinascimentale; degli altari laterali rimane ancora traccia nello spazio che ospita la scala per la cantoria. I successivi interventi si conclusero nel 1954, grazie soprattutto al grande volere e contributo della popolazione,