«MontichiariMusei» nella rete di «GardaMusei»?

«MontichiariMusei» nella rete di «GardaMusei»?
18 Luglio 2016 ore 06:59

Incontro importante martedì sera, 5 maggio, al ristorante la Darsena di Barbarano di Salò. Basilio Rodella, assessore alla Cultura del Comune di Montichiari e Paolo Boifava, direttore di MontichiariMusei, hanno valutato la possibilità di entrare nella rete di Garda Musei dialogando con Anna Rita Dellapenna, anima di Garda Musei e con Filippo Cantoni project manager del Museo della Cartiere di Toscolano. E’ stata Hiky Mayr, la fondatrice del Museo del Divino Infante di Gardone Riviera a ispirare l’incontro. Tra uno splendido piatto e l’altro proposti dal capo cuoco Andrea Maffei, sono state ipotizzate le linee di una collaborazione che, se si realizzasse, darebbe vita ad un nuovo percorso culturale di grandissima importanza, anche a livello internazionale. Con la consueta grande energia, Anna Rita Dellapenna ha ribadito la forza del progetto Garda Musei.

«Da soli si corre veloce ma è insieme che che si arriva più facilmente al traguardo. Il Vittoriale degli Italiani – ha detto Dellapenna – con le sue 250 mila presenze non aveva bisogno di partner e invece il presidente Giordano Bruno Guerri ha fortemente voluto la creazione di una rete che valorizzasse le “peculiarità” di musei, pur piccoli, ma unici nella loro proposta. Il progetto di Garda Musei ha tra gli scopi principali lo scambio delle conoscenze, le competenze particolari devono diventare il punto di forza di una rete per la gestione comune». Rodella e Boifava hanno ascoltato con la massima attenzione le parole di Anna Rita Dellapenna ed è difficile non lasciarsi affascinare dalla passione e dall’energia di una professionista che parla con grande competenza ma soprattutto con grande entusiasmo. Di grande energia anche la proposta di Filippo Cantoni. «E’ tempo di finirla! Piccolo non è perdente, secondo noi piccolo è unico e deve assolutamente essere valorizzato da una rete che può portare benefici a chiunque. Lavorare in rete significa avere biglietti comuni, comunicazione più veloce ed efficace, condivisione di eventi. Per lavorare e produrre con la Cultura ci vuole gente che ci crede, il mondo culturale deve darsi una mossa». Immediata la reazione, positiva, dell’assessore Rodella e del direttore Boifava.

«Da questo incontro – ha detto Rodella – nascerà sicuramente qualcosa di grande». E la serata è stata occasione per un primo contatto tra la signora Mayr e i responsabili della cultura monteclarense che hanno ipotizzato per il prossimo periodo natalizio l’allestimento di una mostra con alcune opere di proprietà del Museo del Divino Infante nelle sale del Museo Lechi. Rodella ha invitato la signora Mayr a visitare la rete museale monteclarense e l’invito è stato accolto con grande piacere. «Visiterò volentieri i musei monteclarensi – ha detto Mayr – così da considerare personalmente la location ideale per l’effettivo allestimento delle sculture sacre che fanno parte della mia collezione». Dialogo apertissimo dunque, sotto ogni punto di vista, tra Garda Musei e MontichiariMusei, e netta è stata la sensazione che dopo le parole si passerà ai fatti. Dopo l’ovvio scambio di recapiti sono già stati ipotizzati altri incontri per definire le linee di una collaborazione che potrebbe diventare importantissima anche per l’ottenimento di finanziamenti pubblici attraverso bandi di concorso, finanziamenti molto importanti per le realtà che operano in ambito culturale. Anche il Teatro Bonoris di Montichiari potrebbe far parte di Garda Musei, lo ha confermato chiaramente Anna Rita Dellapenna, e che bella possibilità per il Bonoris potrebbe essere quella di rientrare nel circuito che ha già sperimentato con successo l’idea di distribuire e condividere sul territorio spettacoli di grande rilevanza culturale. E’ successo la scorsa primavera con Erri De Luca che ha registrato il tutto esaurito al Vittoriale e a Sirmione facendo vincere l’ennesima scommessa a un gruppo di lavoro, quello che ruota intorno alle idee di Giordano Bruno Guerri, che riesce a fare «mercato» con la Cultura.

Alberto Boldrini 


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