Montichiari, ecco le gallerie segrete del castello Bonoris

Montichiari, ecco le gallerie segrete del castello Bonoris
18 Luglio 2016 ore 23:49

Per tutti i monteclarensi è solo il maniero che svetta sul colle più alto della città, quello che tutti chiamano «Castello Bonoris» ma che, in realtà, altro non è che una stravagante villa neogotica fatta erigere dal Conte Gaetano Bonoris alla fine del Ottocento. Il monumento più visibile della città, il punto focale dei festeggiamenti del Maggio e dei fuochi pirotecnici che attirano migliaia di turisti ma pochi conoscono gli oscuri segreti che il castello nasconde. Uno di questi riguarda i misteriosi cunicoli che collegano parecchie delle abitazioni che sorgono in via XXV aprile a quello che è l’edificio del Conte. Il castello, come premesso, è stato edificato da Bonoris dal 1892 al 1900 ma i resti che lo sorreggono appartengono ad un’epoca molto più vetusta: alla precedente rocca che affondava le sue radici nel più «oscuro» Medioevo ed era sorta probabilmente a difesa del Borgo, per poi essere fortificata nel X secolo in occasione delle invasioni ungare. Gli studi degli esperti sulle gallerie sotterranee che conducono al castello, raccontano siano di origine ancora più antica, forse addirittura di epoca romana, e che fossero utilizzate con scopi difensivi e militari come tecnica da guerra: si tratterebbe, infatti, di gallerie da mina. Precedentemente all’arrivo della polvere da sparo, nel Medioevo, le macchine d’assalto infatti durante gli assedi delle roccaforti dovevano arrivare fin sotto le mura con enormi perdite umane. Scavando queste gallerie, si giungeva invece, in poco tempo e senza che il nemico se ne accorgesse, sotto le mura dove si posizionava materiale facilmente combustibile quale legna secca, grasso, resina, ecc..

Una volta acceso l’incendio questo divorava velocemente le travature di sostegno dell’ambiente che cadendo su se stesso causava il crollo delle mura sovrastanti e la conseguente possibilità per gli assedianti di entrare attraverso la breccia formatesi. Secondo le analisi del GAM, il Gruppo Archeologico Monteclarense, che con l’aiuto dell’ASB (Associazione Speleologica Bresciana), nel 1997 ha compiuto degli studi sulla galleria, scoperta già alla fine degli anni Settanta, che sorge alle spalle dell’ex biblioteca di via XXV aprile, i cunicoli monteclarensi sarebbero stati costruiti e utilizzati anteriormente al XV secolo e poi abbandonati in quanto bloccati ad una profondità di circa 7 metri da una frana. Certo è da chiedersi se questa frana sia stata provocata da un evento naturale o dalla mano dell’uomo. Tutti i cunicoli conducevano comunque all’altezza dell’attuale ponte levatoio e dell’ingresso del castello. Dove si fermano le teorie degli studiosi arrivano però le leggende popolari che raccontano di numerose altre gallerie ripristinate dal Conte e utilizzate per i suoi convegni notturni, politici o amorosi. Una di queste collegherebbe addirittura il maniero alla tomba del Bonoris che sorge nel cimitero cittadino. Che Gaetano Bonoris fosse un uomo originale e solitario non è un segreto per nessuno ma veramente preferiva addentrarsi di notte in cunicoli bui ed impervi per scendere segretamente in paese invece che farlo alla luce del sole? Certo è che queste gallerie esistono ancora, celate nascostamente in case antiche i cui proprietari vogliono restare anonimi, disdegnando le luci della ribalta e non concedendo più di tanto di indagare sui segreti di un edificio che mescola Medioevo, Barocco, Illuminismo e Romanticismo e tanto mistero come tutti coloro che vi hanno abitato.

Marzia Borzi 


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