Montichiari e la musica di Valeria Sinico

Montichiari e la musica di Valeria Sinico
24 Luglio 2016 ore 22:44

Valeria Sinico è sicuramente una grande protagonista della scena musicale monteclarense in ambito classico. L’incontro avvenuto in redazione ha svelato una grande professionista, una donna di grande personalità. Una donna che, grazie alla sensibilità dei genitori, fin dall’infanzia ha respirato musica. «Ho iniziato a suonare a dieci anni ma il mio rapporto con la musica è cominciato molto prima. Mia mamma Adriana racconta che quando ero piccola e papà Pier Antonio ascoltava musica, mollavo i giochi e andavo da lui. I miei genitori iscrissero mia sorella Francesca alla Scuola d’Archi Pellegrino da Montechiaro, seguendo il suo percorso e dopo aver assistito ad un saggio ho deciso di cominciare a studiare musica, pianoforte. Ho iniziato il mio percorso alla Montechiaro con il maestro Giacono Bellini poi fino alla quinta superiore ho dato gli esami da privatista in conservatorio, al Campiani di Mantova. Dopo la maturità ho preso la decisione di entrare in conservatorio a Mantova e mi sono diplomata con il maestro Gianpaolo Stuani nel 2004. Ho iniziato subito la mia attività didattica e mi sono iscritta al conservatorio per il biennio di laurea in discipline musicali con specializzazione in musica da camera terminato nel 2011. Da allora continuo nella mia attività didattica, sono impegnata con la Corale San Pancrazio e faccio concerti come accompagnatore al pianoforte». In che modo è impegnata nel mondo della musica da camera? «Lavoro con il gruppo Amaranta che ha sede a Salò composto da sei musiciste gardesane: facciamo spettacoli di recitazione e canto dove sono impegnata in musiche di scena. Affrontiamo temi importanti come la violenza sulle donne, spettacoli sulle figure della donna nel risorgimento, le donne della Prima Guerra mondiale».

E con la Corale San Pancrazio? «Sono entrata nel 2001. In conservatorio c’è il corso di esercitazioni corali: scoperta questa passione ho chiesto di poter entrare e il maestro Rocca me lo ha concesso: prima come corista poi come accompagnatore al pianoforte e come preparatore delle voci.» Lei è pianista ma l’abbiamo sentita splendidamente anche l’organo durate il concerto di Pasqua in Duomo… «Un organo fantastico costruito da Giuseppe Tisi dei Novagli, organaro di grande fama che costruisce strumenti perfetti per la musica cameristica barocca». In che ambito musicale preferisce muoversi? «Il Barocco: Bach, Handel ma anche il Classicismo di Mozart e Beethoven. Nelle mie corde non c’è il Romanticismo che salto andando direttamente a Debussy e Ravel, Impressionismo e Simbolismo che adoro frequentare come pianista. Come corista faccio riferimento al periodo che va dalla nascita della polifonia fino al ‘600. Come esecutori adoro Walter Testolin e il Coro De Labirinto, Jordi Savall, Horowitz, Zimmerman e il contemporaneo Cristiano Burato». Ma c’è ancora voglia di musica classica? «Sono in contatto con i ragazzi tutti i giorni, dall’asilo alle elementari, e le posso dire che se la musica classica viene spiegata nel modo giusto piace e tanto». L’approccio didattico dunque è fondamentale? «Sì, i ragazzi non sono più abituati ai concerti, se le famiglie li aiutassero in tal senso sarebbe diverso. Alla fine è la famiglia che conta tantissimo; non è responsabilità dei bambini e dei ragazzi se non cresce in loro un interesse per la musica quanto della scarsa sensibilità dei genitori».

Come vede la scena musicale classica monteclarense? «Di voglia di fare musica classica ce n’è tanta, lo scoglio purtroppo è l’aspetto economico. Senza finanziamenti è difficile organizzare eventi di qualità e purtroppo si è fatta strada l’idea che la musica non debba esser pagata come si dovrebbe. Invece la professionalità si paga anche perchè dietro ci sono anni di studio, sacrificio e impegno per gli aggiornamenti». Come mamma e moglie come gestisce la sua quotidianità? «Ho avuto e ho tuttora un grande appoggio dai miei genitori e non finirò mai di ringraziarli. Ho manetenuto il mio lavoro anche dopo esser diventata mamma, certo tornare a casa dopo tante ore di lavoro senza aver visto il mio bambino è pesante ma alla fine tutto diventa naturale, impegni famigliari e professionali vengono vissuti in modo naturale. Quando nasce un figlio alcune cosa cambiano… Per esempio per non disturbarlo ho comprato un pianoforte elettronico per esercitarmi con le cuffie mentre lui dorme». Programmi? «Innumerevoli spettacoli di fine anno nelle scuole e poi cominciare ad organizzare il prossimo concorso violinistico con il maestro Alessandro Trebeschi e l’associazione Koart di Carpenodolo, il lavoro con il coro e vorrei poter dedicare più tempo alla valorizzazione di Pellegrino da Montechiaro perché è lui ad aver definito il violino come tutti lo conosciamo».

Alberto Boldrini 


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