Massimo Bubola a Palazzolo in concerto

Massimo Bubola a Palazzolo in concerto
Sebino e Franciacorta, 08 Luglio 2018 ore 11:06

Organizzato dall’Associazione pensionati di Palazzolo, in collaborazione con centro di formazione musicale Riccardo Mosca e il Corpo musicale Città di Palazzolo sull’Oglio. Non poteva mancare il patrocinio del Comune per l’evento di ieri sera, che ha visto Massimo Bubola in concerto al Parco delle Tre Ville.

Bubola a Palazzolo

Uno dei volti noti nel cantautorato italiano, autore di “Il cielo d’Irlanda” e di “Fiume Sand Creek”, Bubola ha regalato un’esibizione all’altezza delle aspettative. Lo spettacolo era titolato “Ballata senza nome”, e prevedeva l’inframezzarsi di ballate, buboliane e non, e racconti.

Una ragione civica, ma una anche biografica: suo nonno ha partecipato alla prima guerra mondiale, ed è probabilmente da qui che nasce lo spunto per ricostruire il conflitto, rivivendolo fuori dalla retorica all’epoca dominante. Partendo dalle storie delle singole persone, perlopiù ignoti, che semplicemente raccontano, lo spettacolo ha portato in scena la soggettività e l’umanizzazione di quella che conosciamo come una massa mandata molto spesso al macello in trincea.

Il milite ignoto

Risale al luglio del 1921 una legge che prevedeva di celebrare come vero eroe delle guerre il milite ignoto, come racconta dal palcoscenico il cantautore.

“A me interessava molto questo argomento – ha raccontato Bubola – pensare che cent’anni fa c’è stata questa mossa del nostro Parlamento, ovvero riconoscere come eroe non l’alto ufficiale, non solo, ma il soldato ignoto”. Un evangelico “Gli ultimi saranno i primi”, che la “Ballata senza nome” vuole ricalcare, ma senza l’eroismo patriottico. Uno sguardo da osservatore, un ascolto disinteressato, che si risolve in un rispecchiamento.

Un’Antologia di Spoon River

“Solo la poesia può ridare dignità a quelle persone. Non lo può fare la storia, non lo può fare la saggistica, l’economia”. Il proposito diventa quindi quello di un’antologia di Spoon River italiana, come già “Dormono sulla collina” di Fabrizio De André (con il quale Bubola ha anche collaborato). Con il valore aggiunto del ricordo del centenario di Caporetto, e della memoria del nonno, per Massimo Bubola.

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