L'intervista

Le poesie di Gavazzoni, un’eterna “Fuori posto”

Presenterà la sua ultima raccolta di poesie domani al Santuario di Comella durante la funzione delle 16

Le poesie di Gavazzoni, un’eterna “Fuori posto”

“Davanti al foglio bianco non puoi mentire perché il foglio bianco non ti giudica”. Sono le parole di Laura Gavazzoni (nella foto), 52 anni, di Pontevico, affetta da una grave disabilità fin dalla nascita e poetessa ormai affermata.

“Fuori posto” raccoglie una sessantina di poesie

Tanto che sta per presentare la sua terza raccolta di poesie, circa una sessantina, intitolata «Fuori posto», domenica 4 ottobre durante la funzione delle 16 al Santuario Mariano di Comella.

“Io mi sento “fuori posto” – ha raccontato Gavazzoni – Ho un corpo che non amo perché c’è una disabilità che non ho ancora accettato del tutto e forse la completa accettazione ce l’avrò solo nell’aldilà”.

Laura non ha paura di dire le cose come stanno, non ha paura di parlare di sentimenti e difficoltà, di raccontarsi e raccontare un mondo che ormai sembra in fiamme: il rapporto dell’uomo con la natura, la drammatica pandemia di Covid che ha sconvolto vite e strappato affetti, la follia della guerra che tuttora il mondo sta vivendo.

“In questo libro c’è tanto – ha continuato – Prendo il lettore per mano portandolo in un viaggio nei colori della mia vita, ma anche in quella di tutti”.

C’è davvero molto in questo volume che, per chi volesse, è acquistabile al Santuario di Comella o prenotandolo a Laura (tramite WhatsApp al 333 582 79629). Si presenta come una lettura da godersi piano piano, nei momenti di tranquillità, come la stessa autrice consiglia:

“Le poesie non vanno commentate, ma assaporate con calma, come un buon caffè”.

La poesia, un amore nato sui banchi di scuola

Del resto Laura se ne intende: il suo amore per i versi nasce ai tempi del liceo scientifico, quando decide di partecipare a un concorso di poesia, che vincerà, ma più di ogni altra cosa le farà scoprire il suo amore per le parole in versi.

“Volevo iscrivermi a Lettere all’Università la Cattolica di Brescia, ma mi dissero che nelle mie condizioni non avrei potuto affrontare il corso di studi – ha ricordato – Allora ho provato a iscrivermi a Scienze dell’educazione, anche lì mi hanno detto che non avrei potuto fare il tirocinio a causa della mia disabilità”.

Ma Laura non si è arresa facilmente: dietro consiglio di don Battista Poli, conosciuto durante il suo ministero a Pontevico con il quale è nata una grande amicizia che neanche la distanza ha potuto fermare (don Poli per anni è stato missionario in Burundi): si è iscritta a un corso para universitario di Teologia.

“Ora mi piacerebbe prendermi una piccola rivalsa e presentare il mio libro all’Università Cattolica di Brescia”, ha confessato.

“Fuori posto”, è il terzo volume, prima ci sono stati «Il filo spezzato» nel 2012, in cui ha affrontato il grave lutto della perdita della madre, e «Vita in versi» del 2010, dove per la prima volta ha deciso di tirare fuori dal cassetto le poesie che aveva scritto. Del resto Laura non smette mai di scrivere: quando arriva l’ispirazione inizia subito ad appuntarsi pensieri e riflessioni che poi diventano poesie, mai con il fine di diventare un libro, ma semplicemente come mezzo di espressione delle emozioni  o come mezzo per raccontare quello che accade, a posteriori, costruisce la raccolta proprio intorno ai suoi versi. La poesia da sempre è non solo un mezzo d’espressione , ma ha spesso una funzione taumaturgica su chi scrive che, mettendo nero su bianco i pensieri, prova a lenire o affrontare le difficoltà quotidiane.