Cultura
Brescia

“La città delle donne”: quattro artiste in mostra

Dal 14 al 23 ottobre nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia

“La città delle donne”: quattro artiste in mostra
Cultura Brescia, 06 Ottobre 2021 ore 15:36

Inaugurazione della mostra "La città delle donne" giovedì 14 ottobre alle 17 a Palazzo Loggia di Brescia

In mostra l'universo artistico di quattro donne

Una mostra che racchiude l’esperienza estetica di quattro artiste bresciane intitolata “La città delle donne”, verrà inaugurata alle 17 di giovedì 14 ottobre nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia a Brescia. Le protagoniste sono: Patrizia Benedetta Fratus, Giusi Lazzari, Lionella Parolari e Sara Scaramelli. La mostra sarà aperta fino al 23 ottobre dal lunedì al venerdì 9.30-12,30 / 14 -19.30; sabato 9.30-12.30; domenica e festivi chiuso.

Patrizia Benedetta Fratus con Penelope non abita più qui propone “quelle vocazioni e occupazioni usualmente femminili di annodare fili e di tenerne i capi -Arianna per sempre-, di sferruzzare e fare la tela acquistano con la Fratus una valenza inaspettata. Partendo dal riuso del materiale di fabbrica, dal riciclo degli scarti del lavoro della cucitura delle calze, mansione tradizionalmente ancora femminile, salvati dall’inceneritore, col tipico riutilizzo degli avanzi che le donne praticano da sempre, ridà vita ad una materia giunta a fine ciclo, la trasforma in tessere che si uniscono organicamente a formare un discorso che dice, con poco, tanto della donna: della sua condizione di violata, di spezzata, ma insieme della sua possibilità di uscire dai cliché”.

La forza durevole della poesia di Giusi Lazzari “ripropone una splendida artista, maestra di bottega, un unicum originale nella storia dell’incisione bresciana, che a 80 anni non perde smalto, dotata com’è di energia e di stupore, capace di prendersi rischio di “debuttare” ogni volta, senza crogiolarsi nella ripetizione di quello che il suo talento ha già tradotto in arte... Con la forza che richiede l’incisione e la morbidezza gentile del pastello, con il vigore del segno e la magia del colore la Lazzari racchiude già nella sua arte l’essenza femminile, uno sguardo attraversato di inquietudini che si venano di sorrisi e malinconie, che trasmette palpabili vibrazioni interiori, l’elegia sensibile che si esprime tra silenzi e bisbigli”.

Sedimentare l’universo per reinventarlo rivela l’originale tecnica di Lionella Parolari “che strappa manifesti, réclame di cui è frastornata la città, e nel momento che li distrugge li salva dall’oblio, li rigenera dalla serialità della comunicazione massmediatica, li consegna all’unicità e autenticità dell’arte, innescando un processo creativo che li inserisce in altro contesto- labirintico e colmo di segni e disegni- … generano nuovi significati. A volte l’immagine parziale di partenza,…arriva da riproduzioni di artisti come Palma il vecchio, Bernardino Luini, Gauguin, Lempicka in una catena di citazioni a ritroso, secondo un linguaggio postmoderno, che sa ironizzare e giocare… una magnifica rivisitazione di Chagall, una casa posata sulle spalle, racconta pur dentro il rosa, il peso del vivere, ma anche la donna- àncora che tiene insieme l’universo”.

Anche per Sara Scaramelli, Anima mundi, la parte e il tutto, “la tematica femminile, con il rifiuto del cogente stereotipo che vede la donna involucro da abbellire, contenitore e non contenuto, è intrinseco al suo lavoro di artista, inseparabile dal suo fare arte che ritrae il corpo della donna nella verità identitaria, nuda e sensuale senza infingimenti, senza camuffare la sua autenticità, anche se esteticamente o emotivamente provata. Sceglie l’intimità e preferibilmente gli interni, un “a tu per tu” o uno sguardo quasi raso terra, concentrandosi con insolita prospettiva sul quel segmento, i piedi, oggetto di feticismo o di disprezzo, comunque seducenti, comunque capaci di raccontare tutto il corpo nelle sue malattie come nel suo benessere”.

Necrologie