Cologne

In bici tra Francia, Germania e Danimarca: l’avventura di Simona Bianchi FOTO GALLERY

Sarà allestita a breve una mostra fotografica e di ricordi per raccontare il suo viaggio.

In bici tra Francia, Germania e Danimarca: l’avventura di Simona Bianchi FOTO GALLERY
Sebino e Franciacorta, 28 Settembre 2020 ore 12:40

di Valentina Gandossi

In bici tra Francia, Germania e Danimarca alla scoperta dei sogni dei giovani europei. L’avventura della ventunenne colognese Simona Bianchi.

L’avventura di Simona Bianchi

Mezza Europa sulle due ruote per osservare il mondo con occhi diversi. Questa l’avventura di Simona Bianchi, giovanissima studentessa universitaria di Cologne, una cittadina del mondo che ha deciso di affrontare solo con le sue forze un viaggio che le ha regalato consapevolezza, speranza e nuovi indimenticabili amici.
Soli 21 anni e negli occhi la luce di chi ha tutto il mondo da scoprire davanti a sé. 21 anni e la ferma consapevolezza di volersi mettersi in gioco per costruire un mondo migliore dove vivere.

Il viaggio

«Alla partenza mille erano i pensieri che mi affollavano la testa ma tra tutti nessuno comandava le miei azioni, fisicamente ero in treno verso Düsseldorf ma con la testa ero ovunque fuorché lì – ha detto la giovane ricordando la pedalata su e giù per la Danimarca – Ero a Copenhagen nel piccolo angolo di mondo che mi ero creata; sulla bici con nuovo vento a soffiarmi in faccia. E per tutto il viaggio è stato così: vivevo in un mondo magico: non ho attraversato Germania e Francia da nord a sud, ma uno spazio indefinito, infinitamente dilatato e tutto pieno di colori e profumi sempre nuovi. Ho iniziato a pedalare a Düsseldorf e seguendo il fiume Reno tra paesaggi fiabeschi e moderne città, ho raggiunto Friburgo. Lì ho salutato la Germania definitivamente, l’avevo già lasciata passando per Strasburgo e Colmar, e un pullman mi ha portata a Lione. Lì ho conosciuto un nuovo fiume, un nuovo compagno di viaggio, il Rodano, con il quale sono arrivata a Marsiglia. In così poco tempo Düsseldorf era già così lontana… mi sembrava un altro mondo! Del resto, tutto era totalmente diverso: i colori accesi delle casette a graticcio tedesche, tutte arroccate in piccoli borghi, erano appassiti nei morbidi colori pastello dei paesini costieri. Anche la vegetazione era cambiata: le more acerbe che coglievo a Karlsruhe erano diventate rossi pomodori che, nei pressi di Montéllimar, potevo gustare. Ed io, col mio viaggio, sono maturata e mutata con loro».

L’esperienza in Danimarca

Simona studia a Bologna antropologia politica con un interesse «speciale» per l’Africa. Sogna da quando ha 14 anni di mettersi in prima linea e diventare corrispondente di guerra. L’anno appena passato l’ha trascorso in Danimarca per il progetto Erasmus, mesi che le hanno dato molto e fatto capire le grandi differenze tra l’Italia e il paese scandinavo.
«In Italia raramente si chiede l’opinione ad uno studente, almeno a me raramente l’hanno chiesta, in Danimarca mi hanno fatto capire che oltre a studiare devo formare la mia opinione, la Danimarca mi ha fatto capire che posso e devo fare – ha commentato – Ho imparato a chiedermi cosa potessi ricavare da studiosi e testi: apprendere, immagazzinare ma poi riuscire a mettermi in gioco, dire “Io ci sono, posso fare, ci sono anche io, voglio fare la mia parte, devo fare la mia parte”».

Il viaggio per l’Europa

«Quando racconto della mia esperienza mi dicono: “Davvero vai in giro da sola? Certo che ce le hai le palle!”». Un commento che Simona ha sentito spesso malgrado la sua giovane età al quale dà sempre una risposta piccata: «No, io sono orgogliosamente donna, non mi servono le palle per portare avanti quello che voglio fare, essere caparbi non è una prerogativa di un uomo o del fatto di avere le palle. Ne ho capito l’importanza in Danimarca, perché lì veramente si sente e si tocca con mano la parità dei sessi, la situazione è semplice e chiara sia a livello lavorativo che personale, su queste tematiche la Danimarca è quattro secoli luce più avanti».
Cosa le ha lasciato questo percorso
«La mia necessità di partire è anche, in parte, volontà di scappare – ha spiegato commossa – Mi sento un pochino in colpa con le persone che mi vogliono bene e che sono qui, non è questione di riconoscenza che manca ma di volontà di abbracciare un percorso per cercare di diventare la persona che voglio essere».

La fine di questa avventura

Dopo essere tornata in Italia Simona non si sente di aver messo le parole “the end” a questa avventura.
«Non ci saranno mai conclusioni, il mio è l’inizio di un percorso, non smetterò mai di partire e quindi non arriverò nemmeno mai. Quando mi siedo e ripenso al percorso che ho fatto ogni ricordo profuma diversamente, le persone che ho incontrato, con le quali ho stretto legami indissolubili, mi hanno dato tantissimo. Sono affezionata soprattutto ai momenti più semplici: come prendere un gelato dopo una pedalata e finire a parlare dell’importanza di non sprecare il cibo, di quello che noi tutti possiamo fare in quanto giovani europei. Ho cercato fortemente una giovane Europa in questo viaggio con la quale poter comunicare, ho avuto le mie risposte, in tanti come me si stanno chiedendo “Cosa possiamo fare?”. Ho trovato molti giovani interessati ai diritti umani e alla problematiche del mondo che gli sta attorno, ragazzi che hanno studiato e studiano per fare davvero qualcosa di importante e non solo per loro stessi ma per il mondo intero».

Nuovi progetti

«Torno a Bologna con un grande sogno nel cassetto, quello di poter ottenere una borsa studio per un master ad Oxford che ha solo sei posti, oppure riuscire ad approfondire gli studi africani, magari in Francia o Germania, o tornare in Danimarca. Non mi precludo nessuna possibilità, si cambia di giorno in giorno e io non ho una vera scelta preferita: mi lascio a ciò che accadrà, mi impegno in tutto e poi capirò».

La mostra a Cologne

Dall’Europa alla «sua» Cologne per raccontare un viaggio di importante crescita.  «Biking back, ho deciso: torno in bici!». Questo il titolo della mostra che prenderà il via venerdì 16 ottobre e nella quale oltre ad essere esposti gli scatti della giovanissima studentessa Simona Bianchi si svolgerà un incontro tutto dedicato al viaggio della colognese. Durante la serata partirà anche un dialogo di presentazione della sua avventura sulle due ruote in giro per l’Europa.

Nel suo tour europeo Simona ha scattato tantissime fotografie soprattutto dei luoghi e delle persone che l’hanno colpita di più, delle amache appese in cima ad una montagna usate come letto di fortuna, fino ai corsi d’acqua cristallina.  Per la ventunenne questo è stato non solo un viaggio ma anche un percorso itinerante attraverso l’Europa e i diritti umani. La serata di presentazione è in programma alle 20.45. La mostra sarà visitabile nel fine settimana alla sala multimediale del centro culturale Paolo Borsellino.

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