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Brescia

Il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo si prepara a un biennio straordinario

Per la prima volta il Festival articolerà il proprio tema su due anni, concepiti come una grande antologia che percorrerà il Novecento

Il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo si prepara a un biennio straordinario
Cultura Brescia, 01 Dicembre 2021 ore 16:35

Importanti ricorrenze: nel 2022 il centenario della nascita del fondatore Agostino Orizio; nel 2023 la 60esima edizione e anno in cui Bergamo e Brescia saranno Capitale italiana della Cultura.

Biennio straordinario per il Festival Pianistico

Il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo si prepara a un biennio straordinario con le prime anticipazioni della 59esima e della 60esima edizione. Per la prima volta il Festival articolerà il proprio tema su due anni, concepiti come una grande antologia che percorrerà il Novecento, che farà da sfondo alle importanti ricorrenze del 2022 (il centenario della nascita del fondatore Agostino Orizio) e del 2023 (60esima edizione e anno in cui Bergamo e Brescia saranno Capitale italiana della Cultura). Ancora tutti da svelare i pianisti e le orchestre ospiti del 59esimo Festival. Certo il ritorno di Arcadi Volodos e di Grigory Sokolov. Tra i debutti Alexander Gadjiev, secondo Premio al Chopin di Varsavia, e Ying Li, vincitrice del Premio Internazionale Antonio Mormone. Per ricordare Agostino Orizio un appuntamento speciale anticiperà la 59esima edizione: il 19 aprile del prossimo anno il Teatro Grande di Brescia ospiterà un concerto straordinario con Martha Argerich, Pier Carlo Orizio e la Filarmonica del Festival. “Il Maestro Agostino Orizio - ha commentato il sindaco di Brescia Emilio del Bono - ha dedicato una vita intera a far crescere e a promuovere il Festival da lui ideato: è grazie alla sua “creatura” che oggi il nome di Brescia è associato a quello di grandi pianisti di fama internazionale”.

Le dichiarazioni del maestro Pier Carlo Orizio

La nostra rilettura del Novecento – ha detto il maestro Pier Carlo Orizio, direttore artistico del Festival - mira a correggere l’immagine, ancora oggi prevalente, di un secolo cupo e drammatico. Vogliamo spingere il pubblico lontano dal pregiudizio di una musica difficile e oscura, presentando i brani più rappresentativi e iconici di quell’epoca densa di correnti e cambiamenti”.

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