Egidio Buttani: lo scultore a servizio dei più bisognosi

Egidio Buttani: lo scultore a servizio dei più bisognosi
13 Ottobre 2016 ore 14:09

Correva l’anno 1968 quando Egidio Buttani toccò la sua prima pietra e la trasformò in qualcosa di unico. Da sempre appassionato d’arte, ma che non ha mai avuto la possibilità di studiare, da alpino dipingeva fazzoletti e sassi da spedire ai propri affetti a casa in cambio di una brioche o di un bicchiere di vino. Ad un mese dalla conclusione della naia, il servizio di leva militare, si trovava al campo estivo, a Cortina, un giorno sul fiume, il martello e i chiodi che aveva in tasca hanno incontrato un sasso. Dalle sue abili mani ne è nato il volto di un alpino: la sua prima scultura, poi regalata al Colonnello. Molte teste e volti, dai contorni più o meno stilizzati, soli, gatti, ceppi che raccontano una storia, ma anche opere più complesse, da interpretare, che richiedono l’ausilio di ferro e cristallo. Nel marzo 2015 don Renato, che gestisce il convento di frati cappuccini, durante il pellegrinaggio ad Assisi, ha officiato la prima messa sul sasso dove San Francesco avrebbe fatto la predica agli uccellini. «Il cielo era scuro e nuvoloso e tutt’intorno pioveva – ha spiegato Buttani – quando don Renato ha alzato il calice un fascio di luce, definita poi da alcuni presenti come “polvere d’oro”, ha trafitto le nuvole. Riabbassato il calice le nubi hanno nuovamente preso il sopravvento. Ne è nato un grosso arcobaleno, non della consueta forma ma a forma di fascio, diretto verso il cielo» in cui alcuni dei presenti hanno potuto infilare le mani. «Non sono un credulone di solito, anzi sono scettico, ma questo miracolo l’ho vissuto in prima persona», con lui anche il fratello. Da questa pietra sono nati alcuni manufatti, in parte regalati per beneficenza. 


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